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La parotite o orecchioni: sintomi, cure, prevenzione

di Antonella Di Lorenzo - 25.03.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
La parotite o orecchioni: sintomi, causa, come si cura e quanto dura la parotite, che colpisce soprattutto i bambini tra i 5 e i 10 anni, complicazioni e rischi

La parotite o orecchioni

La parotite, come le malattie esantematiche (morbillo, varicella e rosolia), è un fastidio che colpisce soprattutto i bambini tra i 5 e i 10 anni. È una di quelle malattie che crea immunizzazione, una volta che si viene contagiati. Vediamo cosa è importante sapere sulla parotite, o orecchioni: sintomi, contagio e cura.

In questo articolo

Come si trasmette la parotite?

È molto meno infettiva rispetto al morbillo o alla varicella ed il picco di contagio si ha all'inizio della primavera e nel tardo inverno. Si trasmette per via delle goccioline di saliva infetta del paziente che ha contratto la malattia o attraverso il materiale che è contaminato dalla stessa.

Il virus è un paramixovirus e si annida nella bocca, o meglio nella saliva, già da 1 a 6 giorni prima della comparsa del rigonfiamento delle ghiandole salivari e ci rimane per tutta la durata della malattia, che va dai 5 ai 9 giorni.

Tempi di incubazione

L'incubazione del virus va dai 14 ai 24 giorni.

Quali sono i sintomi della parotite ?

I sintomi principali sono:

  • brividi di freddo,
  • mal di testa,
  • febbre alta – tra i 39 e i 40°
  • inappetenza,
  • malessere generale,
  • tumefazione delle ghiandole parotidee che rendono il viso del bambino gonfio come se avesse delle caramelle nella bocca.

Deglutire e masticare per il piccolo risulta difficile, anche il passaggio in gola di succhi acidi, come spremute di agrumi, pizzicano e creano fastidio. Le ghiandole gonfie sono dolenti e la pelle si dilata mostrandosi lucida.

Altri sintomi diffusi sono torcicollo, nausea, vomito, sonnolenza e convulsioni.

Complicanze

È possibile essere soggetti a complicanze, come l'orchite, che può coinvolgere i soggetti infetti in età postpuberale. Si tratta dell'infiammazione del testicolo, in genere di uno, che può essere confusa con appendicite, qualora fosse il destro ad essere interessato.

Altre complicanze possibili:

  • meningite,
  • encefalite,
  • pancreatite ed altre.

Ma sono, in genere, molto rare.

Come si cura la parotite?

Molte volte la parotite può anche essere asintomatica e in genere non esiste una cura specifica per questa malattia, si va ad agire sulla cura dei sintomi (qualora fossero manifesti).

Ad esempio, è possibile ridurre il dolore provocato dalla masticazione evitando di introdurre cibi solidi ed insistendo, nella dieta, con cibi liquidi. Vanno evitati i liquidi acidi e per il mal di testa è consigliato un analgesico, come il paracetamolo che aiuta anche ad allevare il dolore provocato dalle ghiandole.

Ovviamente è regola fondamentale, non appena si ha il sospetto che il piccolo sia affetto da parotite, consultare il pediatra che indicherà la cura più adeguata, soprattutto qualora dovessero comparire complicanze, come orchite o quelle succitate.

  • La parotite può essere prevenuta anche con il vaccino trivalente per morbillo-rosolia-parotite.

Lo stato del bambino e la convalescenza

Se non esistono complicanze del tutto gravi che impediscono di vivere delle giornate tranquille con la parotite, il bambino può giocare serenamente.

Bisogna solo stare molto più attenti e controllarlo qualora vada incontro a cali o malessere in generale. Nel giro di 10-12 giorni dovrebbe ristabilirsi ed uscire completamente dalla malattia.

Il gonfiore, anche se non ha interessato entrambe le ghiandole parotidee, abbandona il bambino completamente dopo circa una settimana dalla guarigione.

Fonti

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