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Intolleranza al lattosio: non è così diffusa

di Francesca Capriati - 02.11.2021 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Intolleranza al lattosio: la diagnosi si fa con uno specifico esame e non con test non validati. I rischi dell'eliminazione del latte e derivati dalla dieta

Intolleranza al lattosio

Un numero crescente di italiani ha eliminato dalla propria dieta quotidiana latte e derivati, nella convinzione di avere un'intolleranza al lattosio. Eppure un recente studio dell'Osservatorio Grana Padano evidenzia che l'ingiustificata eliminazione di questi alimenti aumenta il rischio di malnutrizione ed è un pericolo per la salute pubblica.

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Intolleranza al lattosio, i dati

Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, questa intolleranza interessa circa il 40% degli italiani, ma ci sono milioni di persone che si ritengono intolleranti e per questo eliminano latte e latticini dalla dieta ingiustificatamente. La colpa è di diagnosi di intolleranza che emergono a seguito di test che non sono scientificamente validati e che vengono eseguiti anche in ambienti sanitari, ma anche delle mode vegan e da diverse leggende metropolitane dure a morire.

Lo studio

L'Osservatorio nutrizionale Grana Padano ha realizzato un studio su un campione di 6.000 persone da cui emerge che il consumo di latte e derivati è calato del 5% in due anni, nonostante l'industria alimentare abbia aumentato l'offerta di alimenti delattosati.

  • Il 31% non consuma nessun tipo di latte,
  • il 77% non utilizza il latte intero,
  • il 41% non utilizza latte parzialmente scremato,
  • il 30% non consuma nemmeno lo yogurt,
  • il 48% assume meno di 100 g di formaggio fresco o 50 g di stagionato alla settimana (come consigliato invece dalla dieta mediterranea).

I rischi dell'eliminazione del latte dalla dieta

E' provato scientificamente che l'abolizione totale di latte e derivati non ha alcun senso: in una dieta equilibrata è un errore eliminare, o ridurre significativamente, il consumo di latte e latticini. La Prof.ssa Michela Barichella dell'Università degli Studi di Milano e membro del Comitato scientifico dell'Osservatorio nutrizionale Grana Padano spiega:

"È in atto ormai da alcuni anni una 'campagna' contro latte e latticini, non giustificata da evidenze scientifiche. È sempre più frequente l'utilizzo di bevande vegetali al posto del latte e chi ha un'intolleranza al lattosio, anche solo lieve o moderata, tende a eliminare tutti i latticini e quindi nutrienti come calcio, zinco, fosforo, selenio, vitamina A, B12 e proteine ad alto valore biologico con i 9 aminoacidi essenziali. Le bevande vegetali non sono in grado di apportare sufficientemente tali nutrienti. Inoltre, anche in caso d'intolleranza si possono assumere i nutrienti del latte da formaggi che ne sono dei veri concentrati e naturalmente privi di lattosio come il Grana Padano DOP".

Cos'è l'intolleranza al lattosio

L'intolleranza primaria (la più comune) è causata da un'insufficiente presenza dell'enzima lattasi e che la reintroduzione controllata di latte e latticini stimola la produzione di lattasi e porta il soggetto intollerante a digerire il lattosio nelle porzioni consigliate dalle linee guida di una equilibrata alimentazione.

L'intolleranza al lattosio è dose dipendente, è importante non eliminare completamente il lattosio dalla dieta, salvo i casi gravi, perché la mancata introduzione dello zucchero del latte comporta inevitabilmente la perdita dell'enzima che lo digerisce: la lattasi.

Un'insufficiente presenza dell'enzima lattasi può causare intolleranze più o meno gravi o temporanee. L'intolleranza al lattosio ha quindi diverse facce e si può presentare con sintomi più o meno acuti secondo la quantità di enzimi presenti in grado di digerire quantità più o meno grandi di lattosio, ma di che intolleranza si tratta non è chiaro a tutti coloro che si ritengono intolleranti e per questo spesso escludono totalmente latte e latticini.

Come si fa la diagnosi

L'intolleranza al lattosio va verificata, non può essere solo supposta, e per farlo occorre sottoporsi all'Hydrogen Breath Test, un'indagine affidabile eseguita in ambito ospedaliero: prevede la somministrazione di una dose standard di lattosio per poi misurare l'idrogeno espirato, la cui quantità indica l'intolleranza che può essere grave, lieve o moderata.

I benefici del latte e dei latticini

Gli esperti dell'Osservatorio Grana Padano hanno stilato una sintesi dei più significativi benefici per la salute:

  • Muscoli e ossa: la superiorità biologica e l'elevata disponibilità delle proteine di latte e formaggi, insieme all'alto contenuto di vitamina B12 e minerali biodisponibili come il calcio, rallentano la perdita di massa muscolare (sarcopenia) e di massa ossea riducendo il rischio di osteoporosi e carie dentarie.
  • Antiaging: le proteine della caseina, aminoacidi come la lattoferrina e gli enzimi contenuti in alte quantità in latte e derivati hanno un effetto anti-aging, combattono i radicali liberi e lo stress ossidativo grazie anche al contenuto di zinco, selenio e vitamina A.
  • Perdita di peso: assunti nelle quantità adeguate alle esigenze energetiche e nel rispetto dell'equilibrata alimentazione, i formaggi hanno un impatto neutro sul peso corporeo, se non addirittura una protezione della massa magra. Se inseriti in una dieta ipocalorica, aiutano a perdere più chili e snelliscono il girovita.
  • Difese immunitarie: i formaggi stagionati come il Grana Padano DOP o il Provolone sono ricchi di acido butirrico, un potente antinfiammatorio riequilibrante del microbiota intestinale.
  • Colesterolo: una dieta per il controllo del colesterolo deve avere un consumo moderato di zucchero e carni e può prevedere il consumo di latte e formaggi secondo le quantità e frequenze settimanali dell'equilibrata alimentazione.
  • Malattie cardiovascolari: il consumo di latte e derivati non è associato al rischio cardiovascolare, anzi. È invece associato a una protezione e al diminuito rischio di ipertensione.
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