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Arriva il picco dell'Influenza B, sintomi e cura

di Viola Stellati - 11.03.2024 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Aumentano sempre di più i casi di influenza B in Italia, il picco dovrebbe arrivare tra marzo-aprile: sintomi e come curare i bambini

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Influenza B, sintomi

Con l'avvicinarsi della primavera è facile pensare che, finalmente, ci siamo lasciati alle spalle tutti i malanni stagionali. Sfortunatamente non è così, perché se in inverno ci sia ammala principalmente per il virus influenzale di tipo A, durante questo periodo dell'anno è l'influenza B a mettere gli italiani al letto, soprattutto per quanto riguarda i bambini. Scopriamo insieme quali sono i sintomi e la cura.

L'ANSA ha intervistato la presidente della Società italiana di pediatria (Sip) Anannamaria Staiano, che ha spiegato che la prima cosa che c'è da sapere è che non bisogna assolutamente allarmarsi. Sì, l'influenza B colpisce soprattutto i bambini, ma è un virus molto simile a quello di tipo A che ci fa ammalare durante la stagione fredda.

La presidente ha anche raccontato che questo virus è meno contagioso rispetto al tipo A. Quel che è certo, è che si tratta di un virus che attacca esclusivamente l'essere umano e che accumula mutazioni molto più lentamente. Una malattia virale acuta del tratto respiratorio ma che, per fortuna, in molti dei casi non porta complicazioni gravi.

Tuttavia, gli esperti avvertono che il picco è previsto tra marzo e aprile.

Quali sono i sintomi

I sintomi dell'influenza B sono molto simili a quelli con cui abbiamo tutti familiarità. Un articolo de La Repubblica, infatti, specifica che sono i "classici":

  • febbre (in alcune circostanze anche alta);
  • mal di gola;
  • tosse;
  • naso che cola e starnuti;
  • stanchezza;
  • dolori articolari e muscolari.

Nei bambini, inoltre, un'influenza B può portare anche anche nausea e vomito. Il suo periodo di incubazione varia da 1 a 3 giorni e si presenta all'improvviso con brividi, febbre, stanchezza, tosse e dolore diffuso. Per quanto riguarda i sintomi respiratori, invece, inizialmente sono lievi.

Dopo 2 o 3 giorni i sintomi più acuti scompaiono, ma è bene sapere che in alcune circostanze la febbre può durare fino a 5 giorni.

Come si cura

Deve essere il pediatra a confermare che il bambino è "vittima" di influenza B, il quale valuterà, caso per caso, il giusto trattamento dei sintomi che scatena questo virus.

In genere sono necessari:

  • riposo;
  • idratazione;
  • antipiretici (ma non in tutte le circostanze).

È bene sapere, inoltre, che i bambini non devono assolutamente assumere aspirina e che in caso di svorainfezioni batteriche bisogna ricorrere, sempre sotto prescrizione di un medico, a una terapia antibiotica.

Possibili complicazioni

Su un articolo del Il Giornale si può leggere che, pur non dovendo creare allarmismi, l'influenza B non è da sottovalutare perché tra le possibile complicazioni ci sono

  • polmonite;
  • encefalite;
  • miocardite;
  • mioglobinuria;
  • a volte insufficienza renale.

Ci sono anche altre possibili manifestazioni più rare tra cui la sindrome di Reye, l'aumento degli enzimi epatici e/o dell'ammoniaca, l'ipoglicemia e l'iperlipidemia (soprattutto nei bambini che hanno preso l'aspirina, che va assolutamente evitata fino ai 18 anni).

Prevenzione

Per provare a prevenire l'influenza B nei bambini è fondamentale rispettare le basilari norme igieniche. Ma non solo, perché per fortuna si può ricorrere alla vaccinazione.

Un articolo dell'Ospedale Pediatrico Bambini Gesù, infatti, riporta che nel nostro Paese sono disponibili vaccini antinfluenzali quadrivalenti che contengono 2 virus di tipo A e 2 virus di tipo B. Ciò vuol dire che si tratta di una tipologia di vaccinazione che offre una copertura anche per l'influenza B.

Sono raccomandati per tutte le persone a partire dai sei mesi di età che non hanno controindicazioni al vaccino.

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