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Infezioni alle vie urinarie nei bambini, la pronta diagnosi è l'arma più forte

di Elena Cioppi - 02.02.2021 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Un recente studio sulle infezioni alle vie urinarie nei bambini ha confermato che la corretta diagnosi snellisce gli esami per indagarne le cause.

Un nuovo studio tutto italiano della Clinica Pediatrica dell'Irccs Materno Infantile "Burlo Garofolo" pubblicato su Pediatric Nephrology ha evidenziato un nuovo punto di vista che snellirebbe le procedure di indagine e gli esami dedicati all'analisi delle infezioni alle vie urinarie nei bambini. Lo studio, condotto su 263 pazienti per circa 5 anni, punta a evidenziare come l'ecografia renale, esame che viene previsto in caso di infezione delle vie urinarie dalle linee guida nazionali e internazionali per escludere malformazioni renali nei bambini, a volte non sia necessario. E che basti la diagnosi precoce per evitare costi e investimenti di tempo e attenzione su una procedura che, nella maggior parte dei casi, non cambia l'anamnesi iniziale. Vediamo insieme perché.

Infezioni alle vie urinarie nei bambini, la diagnosi precoce è la risposta

Secondo Egidio Barbi, direttore della Clinica Pediatrica e il dottor Marco Pennesi, nefrologo dell'Irccs "Burlo Garofolo" che hanno condotto lo studio, "le infezioni delle vie urinarie sono un evento frequente nei bambini e l'esecuzione dell'ecografia è la procedura standard, considerato anche il fatto che è un esame assolutamente non invasivo. Tuttavia, si tratta di un esame che impegna tempo e risorse del sistema sanitario e dei genitori che devono accompagnare i bambini (facendo viaggi ad hoc e chiedendo permessi di lavoro) e che grazie al nostro studio si dimostra quasi sempre superfluo".

Lo studio ha coinvolto più di 200 bambini piccoli e ha dimostrato che, all'urinocoltura, il tipo di germe più comunemente associato alle infezioni delle vie urinarie è l'Escherichia Coli al quale, per le caratteristiche intrinseche del germe stesso, si associa un bassissimo rischio di malformazioni renali. La presenza di altri germi come pseudomonas o enterococco nell'urinocoltura, invece, assieme alla non risposta della febbre dopo 2-3 giorni di terapia, comporta un maggior rischio di malformazioni renali. Proprio l'analisi dell'urinocoltura e dei germi che si trovano nell'urina può diventare fondamentale per la diagnosi precoce sin dai primi giorni in cui i bambini manifestano sintomi, evitando così l'ecografia renale. Che è sì un esame poco invasivo ma decisamente molto costoso e, come evidenziato dalla ricerca, il più delle volte evitabile. 

Secondo gli esperti che hanno portato avanti lo studio, "se questo viene applicato in maniera universale a livello nazionale, calcolando l'incidenza dei primi episodi di infezione delle vie urinarie, questo approccio permetterebbe un risparmio stimato alcuni milioni di euro all'anno per il Sistema Sanitario Nazionale, da poter destinare ad altre necessità più cogenti, senza contare le spese per tempo e spostamenti di ogni famiglia". Ma non solo: si tratterebbe infatti di un protocollo meno invasivo che porterebbe a risparmiare anche un numero importante di cistografie minzionali, che prevede l'uso del catetere. Secondo Barbi "questo approccio si può applicare a bambini in cui l'infezione delle vie urinarie risponde prontamente con sfebbramento alla terapia antibiotica". E diventa strategico per favorire la semplificazione diagnostica e terapeutica, senza disperdere sforzi e investimenti economici del Sistema Sanitario.

Come riconoscere un'infezione delle vie urinarie nei bambini

Le infezioni delle vie urinarie nei bambini sono molto comuni: tra i neonati patiscono di più i maschietti, con una differenza in percentuale rispettivamente del 7% e del 2,8%. Nei bambini sotto gli 11 anni sono invece le femminucce a patire di più, per via della vicinanza del retto all'uretra. A causarle sono spesso i batteri, e più raramente virus o funghi.

Tra i sintomi più comuni di questo tipo di infezioni , che vanno prontamente riconosciuti al fine proprio di agevolare la diagnosi precoce e limitare le complicazioni, ci possono essere:

  •  febbre
  •  irritabilità
  •  scarso aumento di peso
  •  pianto durante la minzione
  •  disturbi gastroenterici
  •  urina maleodorante
  •  arrossamento all'interno delle cosce e ittero
  • il bambino non fa la pipì o piange, rifiutandosi di farla
L'urinocultura può favorire, come evidenzia la ricerca italiana, il velocizzarsi della prima diagnosi, escludendo malformazioni o altre complicazioni. In presenza di questi sintomi è sempre bene consultare il pediatra.

Fonti per l'articolo: Pediatric Nephrology, "Is ultrasonography mandatory in all children at their first febrile urinary tract infection?"

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