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I disturbi ossessivo compulsivi nei bambini

di Emmanuella Ameruoso - 22.05.2019 Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Come distinguere tra manie e disturbi ossessivo compulsivi nei bambini? Come si deve comportare un genitore quando si accorge che il figlio soffre una persistente condizione ossessiva? Facciamo chiarezza.

Disturbi ossessivo compulsivi nei bambini

Parlare di psicopatologia, soprattutto se la stessa si riferisce ai bambini, pone tutti in allarme in special modo i genitori. E’ certo però che intervenire in tempo sulla problematica permette di evitare che la stessa si cronicizzi: parliamo di disturbi ossessivo-compulsivi.

I genitori di Marco chiedono un consulto perché preoccupati per loro figlio. Da qualche mese ha sviluppano una rigida calendarizzazione delle sue attività pertanto vive male ogni possibile cambiamento o interferenza che non gli permetta di eseguire alla perfezione il suo programma. Ha indicato, nello schema, le ore di studio, le giornate in cui deve uscire con i suoi compagni e quelle da dedicare alla tv o altre attività ludiche e di riposo. Se i genitori gli chiedono di uscire o fare altro, si innervosisce a tal punto da reagire male mettendosi a piangere e urlare.

Come distinguere una mania da un  disturbo ossessivo compulsivo d’ansia

Per quanto possa sembrare difficile sopportare alcuni comportamenti nel bambino, il genitore ha davvero tanta pazienza da vendere. Capita, infatti, che il piccolo possa manifestare degli atteggiamenti che suscitano preoccupazione quando in realtà sono semplici manie che svaniscono col tempo.

La differenza tra la mania e il disturbo ossessivo-compulsivo è proprio legata al carattere di transitorietà per cui, in un periodo di particolare stress o di cambiamento, il bimbo ha necessità di compiere degli atti che lo tranquillizzino: arrotolare i propri capelli o quelli della mamma attorno al dito, ciucciare il dito o l’angolo del lenzuolo, dormire con un pupazzo o con la maglietta della mamma. In particolari situazioni, quale la fase precedente all’addormentamento o se particolarmente nervoso, l’azione lo rasserena. Quell’oggetto che richiama la sua attenzione in maniera pervasiva perde il suo fascino quando trova un oggetto più attraente o cresce, imparando cioè a gestire diversamente il suo legame con la figura materna.

Il DOC ha carattere di persistenza e, nonostante tutti i tentativi di persuasione o di tolleranza, non è possibile dissuadere il bambino da quel tipo di comportamento, oltretutto se non riesce nel suo intento comincia davvero a stare male.

È facile quindi confondere un semplice gesto ripetitivo, come leggere più volte una fiaba, ripetere le cose diverse volte, compiere rituali, con una ossessione soprattutto in periodi particolari di vita quando cioè ha bisogno di essere maggiormente rassicurato.

Gesti compulsivi nel bambino

Le ossessioni sono impulsi, immagini, pensieri ricorrenti e vissuti come indesiderati ed intrusivi. Attraverso le compulsioni il bambino tenta di sottrarvisi senza riuscirci, e pertanto si genera in lui una notevole ansia.

Le ossessioni più comuni riguardano lo sporco e la paura di contaminazioni; le ossessioni dubitative che riguardano la formulazione di una frase, il timore di commettere errori e suscitare giudizi negativi; il timore di fare qualcosa di sbagliato che si manifesta con la scrupolosità, a contenuto aggressivo nei confronti di qualcuno e pertanto suddividere i pensieri “negativi” da quelli “positivi” come posti in categorie ben distinte.

Le compulsioni sono gesti o pensieri ripetitivi che hanno la finalità di neutralizzare le ossessioni e placare l’ansia ed il forte disagio emotivo generato dalle ossessioni.
Possono essere di simmetria e di ordine come riporre tutto con meticolosa precisione sempre nello stesso ordine e con la stessa modalità; di ripetizione come entrare e uscire dalla porta, sfogliare e rispogliare il libro, passare più e più volte sullo stesso punto; di verifica e di controllo per paura che possa succedere qualcosa di brutto a sé o ad altri per cui controlla che la porta e la finestra siano ben chiuse, apparecchi elettronici spenti, la lampadina ben avvitata, etc.

Alcuni studi (Lafleur et al., 2011) hanno evidenziato una stretta correlazione tra l’insorgenza del DOC e il vissuto di un’esperienza traumatica durante l’infanzia quale l’abuso.

Come riconoscere un bambino che soffre di disturbi ossessivi compulsivi

Sia i bambini che gli adolescenti con DOC tentano di ignorare tali pensieri ma non riescono. Ciò li pone in una condizione di notevole disagio anche nelle situazioni sociali e pertanto spesso rinunciano o vivono davvero male la circostanza.

Come comportarsi

Nel momento in cui ci si accorge che il proprio bambino manifesta da diversi mesi dei comportamenti ripetitivi e che lo pongono a disagio in alcune situazioni è bene rivolgersi ad uno specialista. Nel frattempo, e con un po’ di pazienza, bisognerebbe ignorare le sue tendenze poiché ciò potrebbe causare in lui ulteriore disagio.

È chiaro che un bambino con difficoltà di questo tipo sta lanciando un messaggio, sta comunicando la sua difficoltà ad affrontare una situazione per lui difficile o complicata dal punto di vista emotivo per cui bisognerebbe supportarlo.
Spesso i genitori soffrono assieme a lui, è quindi opportuno favorire la presenza di uno psicologo dell’età evolutiva che possa agevolare l’apertura emotiva del bambino, esternando la sua paura e allo stesso tempo  aiutare i genitori in questa fase delicata.

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