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Il Decalogo sulla Shaken Baby Syndrome di Terre des Homme

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Nell'ambito della campagna Non Scuoterlo!, Terre des Homme diffonde un decalogo sulla Shaken Baby Syndrome: sintomi, cause e prevenzione

Decalogo sulla Shaken Baby Syndrome

La “Sindrome del bambino scosso” (nota negli Stati Uniti come Shaken Baby Syndrome. SBS) è la conseguenza di un maltrattamento fisico subito dal bambino molto piccolo, in genere ad opera di un familiare o un caregiver. Non si conoscono con certezza i dati relativi all'incidenza della Shaken Baby Syndrome in Italia, e c'è ancora molta disinformazione ed ignoranza su questo argomento. Per questo qualche tempo fa Terre des Homme, in collaborazione con sei eccellenze ospedaliere pediatriche, lanciò Non scuoterlo!, una campagna di sensibilizzazione contro la SBS ed oggi presenta un decalogo sulla Shaken Baby Syndrome che contiene informazioni e consigli utili per far conoscere i rischi e le conseguenze della “Sindrome del bambino scosso”.

Cos'è la Shaken Baby Syndrome?

E' la conseguenza di una grave forma di maltrattamento fisico prevalentemente intra-familiare ai danni di bambini che generalmente ha meno di 2 anni: il bambino viene scosso violentemente per reazione al suo pianto inconsolabile. Questo forte scuotimento provoca un trauma sull’encefalo e successive sequele neurologiche perché, nei primi mesi di vita, i muscoli cervicali del collo dei neonati sono ancora deboli e non riescono a sostenere la testa. Dunque se scuotiamo con forza un bambino piccolo il cervello si muove liberamente all’interno del cranio, provocando ecchimosi, gonfiore e sanguinamento dei tessuti: lesioni gravissime.

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A che età si manifesta il picco di incidenza della Shaken Baby Syndrome?

Il picco di incidenza della SBS si verifica tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, periodo di massima intensità del pianto del neonato ed età in cui il bambino non ha ancora il controllo del capo e la struttura ossea è purtroppo molto fragile.

Quali sono i fattori scatenanti della Sindrome?

In genere scuotere con forza un bambino è la risposta ad un pianto “inconsolabile”, di cui gli adulti  non riescono a comprendere il significato. L'adulto si sente impotente e scuotendo il bambino cerca di calmare il neonato.

Secondo i dati resi noti dalla Società Italiana di neonatologia, i principali fattori “di rischio” che potrebbero aumentare la probabilità di SBS sono:

  • famiglia mono-genitoriale,
  • età materna inferiore ai 18 anni,
  • basso livello di istruzione,
  • uso di alcool o sostanze stupefacenti,
  • disoccupazione,
  • episodi di violenza in ambito familiare e disagio sociale.

Tuttavia, nei casi più frequenti, è solo l’esasperazione di genitori inconsapevoli e poco informati a spingere nella direzione di una “manovra consolatoria” errata, qual è appunto lo scuotimento violento.

Quando è perché scuotere un bambino diventa pericoloso?

Lo scuotimento violento, anche se solo per pochi secondi, è potenzialmente responsabile di lesioni molto gravi, soprattutto per i bambini al di sotto dell’anno di età. È difficile stabilire con esattezza quanto violento o protratto dovrebbe essere lo scuotimento per causare un danno. Dai racconti dei responsabili emerge che in genere il bambino vittima di SBS viene scosso energicamente circa 3-4 volte al secondo per 4-20 secondi. Quali giochi o movimenti, invece, non sono pericolosi?

  • Giochi abituali o comportanti maldestri dei genitori
  • far saltellare il bambino sulle ginocchia (gioco del cavalluccio)
  • fare jogging o andare in bici con il bambino;
  • fare frenate brusche in auto;
  • cadute dal divano o da un altro mobile.

Quali sono i principali sintomi che dovrebbero accendere un campanello d'allarme?

  • Vomito,
  • inappetenza,
  • difficoltà di suzione o deglutizione,
  • estrema irritabilità,
  • letargia,
  • assenza di sorrisi o di vocalizzi,
  • rigidità o cattiva postura,
  • difficoltà respiratorie,
  • aumento della circonferenza cranica disarmonico rispetto a peso e altezza,
  • difficile controllo del capo,
  • frequenti e lamentosi pianti inconsolabili,
  • nei casi più gravi, convulsioni e alterazioni della coscienza, fino all’arresto cardiorespiratorio.

È importante non sottovalutare nessuno di questi segnali da parte del bambino. In ogni caso la diagnosi può essere molto complessa da fare.

Come comportarsi se il bambino batte la testa

Quali danni provoca la Sindrome del Bambino Scosso?

Le conseguenze della SBS possono essere di diversa intensità e gravità.

I danni di tipo neuro- psicologico possono manifestarsi, nei primi mesi di vita del bambino, sia da un punto vista motorio che del linguaggio. Le conseguenze più gravi sono:

  • disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, della memoria e del linguaggio,
  • disabilità fisiche,
  • danni alla vista o cecità,
  • disabilità uditive,
  • paralisi cerebrale,
  • epilessia,
  • ritardo psicomotorio e ritardo mentale.

In genere, le conseguenze dipendono molto dalla gravità dell’abuso. Si stima che solo nel 15% dei casi non ci sono ripercussioni sulla salute del bimbo.

Possono esserci anche conseguenze psicologiche?

Scuotere un bambino può provocare gravi ed importanti esiti anche a livello psicologico, dando origine a deficit dello sviluppo psico-motorio, come ad esempio disturbi del linguaggio, dell’apprendimento e della memoria, ma anche disturbi comportamentali.

La SBS può causare la morte del bambino?

La SBS può portare anche al coma o alla morte del bambino fino in 1/4 dei casi diagnosticati.

Quali comportamenti vanno evitati quando il neonato piange?

Il pianto del bambino, nei primi mesi di vita, sembra davvero inconsolabile. Sappiamo che il pianto è l’unico strumento che il neonato ha per comunicare: può avere fame, sonno, caldo, freddo, il bisogno di essere cambiato o semplicemente di coccole o del contatto fisico per essere rassicurato. Qualunque sia il motivo, non bisogna mai scuoterlo per calmarlo.

Come cercare di calmare il neonato che piange?

  • Cullarlo nella carrozzina,
  • fargli fare un giro in macchina,
  • fare un bagnetto rilassante,
  •  fasciarlo con un lenzuolo piegandogli gli arti in modo che ritorni nella posizione fetale,
  • fargli sentire un fruscio o un rumore continuo (come un phon o una lavatrice o un aspirapolvere): il cosiddetto rumore bianco.

Ma se il pianto non si ferma e diventa davvero esasperante, la cosa migliore da fare, se non lo si riesce più a gestire e a sopportare, è lasciare il bambino in un posto sicuro e allontanarsi fino a quando non si è riacquistato un certo equilibrio. In alternativa meglio chiedere aiuto ad altri membri della famiglia /amici e, nei casi più importanti, lasciare che un medico visiti il bambino, se ci sono dei dubbi sul suo stato di salute.

Come prevenire la Shaken Baby Syndrome?

La prevenzione può essere effettuata attraverso il ricorso a diversi strumenti, tra cui:

  • corsi di formazione per i genitori sul  pianto dei neonati, per imparare a riconoscerlo e a gestirlo; una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica su questi argomenti;
  • un piano di sostegno/intervento di sollievo per le famiglie sopraffatte e per i genitori che si sentono in difficoltà nel prendersi  cura del loro neonato.

 La campagna Non Scuoterlo!

La campagna Non Scuoterlo! è condotta in collaborazione con Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino - Ambulatorio Bambi; Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico - SVSeD – Soccorso Violenza Sessuale e Domestica di Milano; Ospedale dei Bambini “Vittore Buzzi” di Milano; Azienda Ospedaliera di Padova - Centro Regionale per la Diagnostica del Bambino Maltrattato Unità di Crisi per Bambini e Famiglie; Azienda Ospedaliero-Universitaria Meyer - GAIA – Gruppo Abusi Infanzia e Adolescenza, Firenze; Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico – Giovanni XXIII di Bari – Servizio di Psicologia - GIADA – Gruppo Interdisciplinare Assistenza Donne e bambini Abusati. La campagna ha il patrocinio della Società Italiana di Neonatologia (SIN), l’Autorità Garante per l’Infanzia e Adolescenza e Pubblicità Progresso.

 

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