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Ogni anno 20mila intossicazioni tra bambini e adolescenti, le regole per scongiurarle

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Ogni anno in Italia sono circa 20.000 i casi di intossicazioni di bambini ed adolescenti: ecco i consigli e le regole da seguire per evitarle

Come evitare intossicazioni

In Italia sono circa 60mila i casi di intossicazioni acute registrati nel 2018, circa un terzo (19.500) dei quali bambini e adolescenti fino a 17 anni. Questi i dati allarmanti presentati in occasione del Congresso della Società italiana di medicina di emergenza ed urgenza pediatrica (Simeup)-Sezione Umbria, che vede riuniti a Perugia i massimi esperti di pediatria con l’obiettivo di discutere di importanti aspetti legati alle patologie emergenti del bambino.

"Nel nostro Paese, le intossicazioni acute in età pediatrica rappresentano oltre il 40% dei casi di avvelenamento segnalati ai Centri anti veleno (Cav) e costituiscono il 3% dei ricoveri ospedalieri e il 7% dei ricoveri d’urgenza, con un tasso di mortalità che oscilla tra 0,1% e 0,3%", sottolineano i pediatri.

Un bambino su 10 soffre di malattie croniche, ma non segue le terapie

Principali responsabili del 45% delle intossicazioni acute sono i farmaci. A seguire: prodotti per l’igiene domestica (26%), pesticidi (7%), alimenti (4,7%), prodotti industriali (3%), piante (2,3%). Nausea, vomito, tachicardia, cefalea e, nei casi più gravi, perdita di coscienza e convulsioni sono i principali sintomi delle intossicazioni acute che possono manifestarsi immediatamente dopo l’ingestione/inalazione oppure presentarsi anche dopo 12-48 ore - ricorda la Simeup-Umbria - Nell’88% dei casi l’intossicazione avviene tra le mura domestiche e il 92% si verifica in maniera accidentale.

"Davanti a un sospetto di avvelenamento è indispensabile individuare la tipologia della sostanza tossica ingerita e consultare immediatamente il pediatra o recarsi tempestivamente in un pronto soccorso - avverte Susanna Esposito, coordinatore scientifico del congresso Simeup Umbria e ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Perugia - È altrettanto opportuno ricordare di non indurre il vomito in caso di ingestione schiumogena o caustica. Nel caso in cui vi fosse un contatto cutaneo è necessario rimuovere gli indumenti contaminati e lavare accuratamente la cute, senza strofinare con acqua corrente, mentre nel caso di contatto con gli occhi è opportuno un lavaggio prolungato a palpebre aperte con acqua a getto continuo. Si tratta di misure generali di primo soccorso pre-ospedaliero che possono rivelarsi importantissime. Fondamentale, poi, portare con sé il contenitore della sostanza responsabile e accertarsi della quantità ingerita e del tempo trascorso dall'assunzione".

Nel lattante e nella prima infanzia la causa principale di intossicazione acuta è da attribuirsi alla non corretta somministrazione di farmaci: il sovradosaggio e l’interazione tra più principi attivi possono portare ad intossicazione. "Il bambino acutamente intossicato, soprattutto nei primissimi anni di vita, può presentare un quadro clinico molto diverso rispetto all’adulto - evidenzia Franca Davanzo, direttore del Centro antiveleni dipartimento emergenza urgenza–Eas Ospedale Niguarda di Milano - Questo in rapporto all’immaturità anatomo-funzionale degli organi bersaglio. La conoscenza di tali specificità è essenziale per il pediatra e per l’infermiere chiamati al primo intervento e alla successiva assistenza del bambino intossicato, sul territorio o in ospedale. Solo dopo i 5-6 anni di età, soprattutto per quanto riguarda le alterazioni dello stato di coscienza - spiega - la risposta clinica all’intossicazione diventa simile a quella dell’adulto".

Le intossicazioni acute in età pediatrica si registrano soprattutto in fasce orarie in cui i genitori sono impegnati nella preparazione dei pasti e conseguentemente meno attenti alla sorveglianza dei bambini. Nella maggior parte dei casi, gli avvelenamenti accidentali potrebbero essere evitati - suggeriscono gli esperti - seguendo delle precise regole:

  1. Conservare i prodotti potenzialmente tossici, anche farmaci, fuori dalla portata dei bambini;
  2. Non travasare questi prodotti in recipiente ad uso alimentare;
  3. Non mixare prodotti diversi per l’igiene domestica, ad esempio acidi con candeggina;
  4. Non somministrare farmaci senza prescrizione medica e attenersi scrupolosamente al foglietto illustrativo;
  5. Conservare i farmaci nella loro confezione originale e non lasciarli incustoditi;
  6. Non ingerire bacche o parti di piante;
  7. Non raccogliere funghi se non si è particolarmente esperti e tanto meno ingerirli;
  8. Verificare il corretto funzionamento degli impianti di riscaldamento per contrastare il rischio di intossicazione da monossido di carbonio.
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