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Al via la campagna Social “Il Papillomavirus non sceglie, tu sì”

di Redazione PianetaMamma - 31.10.2019 Scrivici

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Fonte: Ufficio Stampa
MSD Italia lancia la campagna Social “Il Papillomavirus non sceglie, tu sì” per informare sui rischi del Papilloma Virus e sfatare i falsi miti sulla vaccinazione

Campagna Social “Il Papillomavirus non sceglie, tu sì”

Ogni anno in Italia si registrano quasi 5.000 casi di tumori HPV-correlati attribuiti ad infezioni croniche collegate a ceppi oncogeni del Papillomavirus umano (HPV). Spesso le patologie HPV-correlate sono percepite come un pericolo esclusivamente al femminile associato al cancro della cervice uterina e viene quindi sottovalutata l’importante incidenza che il virus può avere anche tra i maschi, che sono anch’essi vittime di malattie causate dall’HPV come il cancro anale o i condilomi genitali. Per questo MSD Italia ha deciso di impegnarsi in prima linea e lanciare la nuova campagna Social “Il Papillomavirus non sceglie, tu sì”. L’hashtag #ioscelgo è un invito a genitori di figli adolescenti e a giovani donne ad agire con consapevolezza per il proprio futuro e quello dei loro figli perché l'HPV non sceglie le proprie vittime, tutti però possono scegliere di prevenirlo attraverso la vaccinazione. Attraverso i social, Instagram, Facebook e YouTube, e attraverso un portale aggiornato, www.ioscelgo.it, si vuole informare la popolazione in modo scientificamente corretto.

Esistono oltre 200 tipi differenti di HPV, 13 dei quali vengono classificati come tipi ad alto rischio, che possono causare il tumore della cervice uterina nelle donne e altri tumori HPV associati - ano, vagina, vulva, pene, cavità orale, faringe, laringe e condilomi genitali - anche nel maschio, categoria spesso percepita non a rischio di contrazione del virus.

Il Prof. Giancarlo Icardi, Professore Ordinario di Igiene presso l’Università di Genova, spiega:

L’infezione da HPV è molto frequente nella popolazione e riconosce prevalentemente una trasmissione per via sessuale; da questa frase si può capire come i numerosi Papillomavirus costituiscano una minaccia per tutta la popolazione fin da quando inizia l’attività sessuale. Disponiamo di molteplici evidenze scientifiche che indicano come la giovane età ed il numero dei partner sessuali rappresentino una condizione di rischio per contrarre l’infezione. Da tali evidenze ne consegue la strategia di prevenzione attraverso la vaccinazione che ha come target primario gli adolescenti di entrambi i sessi al dodicesimo anno di età. L’attuale Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale raccomanda inoltre l’offerta della vaccinazione anti-papillomavirus ad una coorte supplementare di adolescenti di sesso femminile. Considerate le modalità di trasmissione è intuitivo come una strategia multi-coorte favorisca una più rapida riduzione della circolazione di HPV nella popolazione consentendo di raggiungere l’obiettivo finale di riduzione del numero di lesioni pre-cancerose e, nel lungo termine, dei cancri dell’utero e dell’area ano-genitale

Il vaccino contro il Papilloma Virus

Oggi la copertura vaccinale è ancora piuttosto bassa: 64.4% nelle ragazze, per la prima dose, e  49.9%, per il ciclo completo; nei ragazzi invece la percentuale risulta ancora più bassa, pari al 21,8% contro il 15,4% del ciclo completo.

La campagna nasce con l'intento di informare correttamente e combattere i pregiudizi nonché per dare una risposta chiara ad alcuni falsi miti legati alle patologie HPV-correlate.

Sebbene rimangano ancora molti aspetti da approfondire per una più completa consapevolezza dei rischi, in termini di conoscenza qualche passo in avanti è stato fatto. Secondo l’ultimo rapporto Censis, che ha analizzato il livello di consapevolezza dell’HPV tra i genitori di figli adolescenti, si è passati da un livello di conoscenza del virus del 85.1% nel 2017 all’88.3% di oggi con una ricerca delle informazioni che passa sempre di più attraverso i professionisti della salute (53.2% nel 2019 vs 39.1 % nel 2017) piuttosto che tramite Dottor Google (26.7% nel 2019 vs 30.7% nel 2017).

Anche se la conoscenza sul Papillomavirus e sulla relativa vaccinazione appare tendenzialmente migliorata nel tempo, sa cos’è l’HPV l’88,3% dei genitori e conosce la vaccinazione l’81,3% mentre le percentuali rispettive superano ormai il 90% tra le donne, si tratta di una conoscenza spesso superficiale, nella quale traspaiono molti dubbi ed incertezze. Mentre tutti coloro che affermano di essere informati sanno che l’HPV è responsabile del tumore alla cervice uterina, solo la metà dei genitori sa che l’HPV è causa anche di altri tumori come quello dell’ano, del pene, della vulva, della vagina e di quello testa/collo, solo il 42% lo associa ai condilomi genitali e poco meno di un terzo pensa ancora che il virus colpisca solo le donne. I media e in particolare Internet sono tra le fonti di informazione più citate, a cui si affiancano il servizio vaccinale della ASL per i genitori e il ginecologo per le donne. Tuttavia, emerge un bisogno informativo solo in parte soddisfatto, in particolare sui rischi di contrarre il virus, i meccanismi con cui agiscono tutti gli strumenti di prevenzione e la loro efficacia

precisa la Dottoressa Ketty Vaccaro, Responsabile dell’Area Welfare e Salute del Censis.

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