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Brucellosi, cos’è e quali sono i sintomi

di Simona Bianchi - 22.01.2024 Scrivici

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Fonte: shutterstock
La brucellosi è una malattia infettiva di origine batterica che colpisce gli animali e l’uomo. Come si cura e da cosa è causata

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Che cos’è la brucellosi

La brucellosi è una malattia infettiva di origine batterica nota anche come febbre maltese, febbre mediterranea o febbre ondulante. È causata da un batterio Gram negativo che colpisce diversi tipi di animali, fra cui mucche, pecore, capre, cervi, maiali cani. In paricolare, i responsabili delle infezioni sono sei specie di batteri gram negativi appartenenti al genere Brucella: B. melitensis, B. aboutus, B.suis, B. canis, B. ovis, B. neotomae. I primi quattro sono in grado di contagiare anche l'uomo. Si tratta di una delle cinque zoonosi, infezioni che possono essere trasmesse direttamente o indirettamente tra animali e uomo, più importanti a livello mondiale. La malattia è presente in tutto il mondo, ma particolarmente nei Paesi del Mediterraneo, in India, nei Paesi mediorientali, nell'Asia centrale e in America Latina.

Come si prende la brucellosi, le cause del contagio

Come riporta l'Istituto Superiore della Sanità, gli uomini possono contrarre la malattia se entrano in contatto con animali o prodotti di origine animale contaminati, cosa che può accadere attraverso cibi o bevande infetti, per inalazione, oppure tramite piccole ferite sulla pelle. La via più comune è comunque attraverso il cibo, il batterio della brucellosi è infatti presente anche nel latte degli animali contagiati e se non viene pastorizzato l'infezione passa agli esseri umani. Il contagio per inalazione riguarda soprattutto le persone che lavorano in laboratori dove vengono coltivati questi batteri. Invece il contagio attraverso piccole ferite della pelle può essere un problema per le coloro che lavorano nei mattatoi o nelle cliniche veterinarie. Sono invece pochissimi i casi di contagio dal cane all'uomo perché difficilmente si entra in contatto con il sangue, liquidi seminali o placente dei propri animali domestici. Inoltre nei cani l'infezione può essere curata in qualche giorno. L'infezione da uomo a uomo è estremamente rara, tuttavia è possibile il contagio da madre a figlio attraverso il latte materno.

Sono poi anche stati riportati casi di trasmissione per via sessuale o da trapianti di tessuti.

Quali sono i sintomi della brucellosi

I sintomi sono vari e simili a quelli dell'influenza, quindi febbre, mal di testa, mal di schiena e debolezza. Ma possono manifestarsi anche pericolose infezioni al sistema nervoso centrale e in alcuni casi si hanno cronicizzazioni, caratterizzate da febbri ricorrenti, stati di affaticamento, dolori alle articolazioni. La malattia si manifesta all'improvviso in 2-4 settimane dall'infezione. Può iniziare con un lieve malore che porta alla comparsa di febbre in maniera ondulante, ovvero con rialzi della temperatura seguiti da remissioni. I pazienti con brucellosi acuta non complicata guariscono, in genere, entro 2-3 settimane. Se non curata, l'infezione può progredire verso una forma cronica caratterizzata da febbre ricorrente, affaticamento e dolori alle articolazioni. Si possono riscontrare anche ingrossamento di fegato e milza, aumento del volume dei linfonodi. In caso di complicanze si può incorrere in artriti, orchite, colecistite, ascesso epatici o renali, meningoencefalite od osteomielite.

Quanto tempo dura la brucellosi e come si cura

Dalla brucellosi si guarisce in genere nel giro di 2-3 settimane, anche senza trattamento. In alcuni casi è possibile sviluppare, però, una forma subacuta, intermittente o cronica dell'infezione. La terapia più diffusa è tramite antibiotici, solitamente doxiciclina e rifampin. Nei casi più gravi può essere necessario anche il ricovero ospedaliero. Non esistono ancora vaccini per la prevenzione, per evitare il contagio il suggerimento dell'Iss è di non consumare prodotti non pastorizzati, mentre per chi svolge un lavoro a rischio è opportuno l'uso di guanti protettivi. La malattia viene diagnosticata tramite anamnesi, raccolta d'informazioni da parte del medico sullo stile di vita e i contatti del paziente e test sierologici. La diagnosi definitiva si ottiene con le emocolture, la PCR, le colture midollari o di altri tessuti.

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