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Lallazione: i primi suoni del bambino

di Beatrice Spinelli - 23.02.2015 Scrivici

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Intorno al 4°- 5° mese di vita il bambino comincia ad emettere le prime sillabe e a ripeterle in serie: si tratta dei suoni tipici dei neonati che non sanno ancora parlare e che compaiono in quella fase dello sviluppo del linguaggio infantile che gli specialisti chiamano “lallazione”

La Lallazione

La-la, ma-ma, pa-pa: intorno al 4°- 5° mese di vita il bambino comincia ad emettere le prime sillabe e a ripeterle in serie.
Si tratta dei suoni tipici dei neonati che non sanno ancora parlare e che compaiono in quella fase dello sviluppo del linguaggio infantile che gli specialisti chiamano “lallazione”.

È importante tenere presente ancora una volta che ogni bambino è unico e diverso dagli altri e questo principio vale anche per quanto riguarda lo sviluppo del linguaggio: l'inizio dell'attività comunicativa attraverso i suoni infatti può variare molto da bambino a bambino, perciò non bisogna preoccuparsi se inizia con ritardo o si prolunga per qualche mese più del dovuto.

La lallazione è un’attività molto importante ai fini dell’interazione comunicativa tra il bambino e i suoi genitori perché, sebbene i suoni emessi non abbiano un significato linguistico, attraverso di essi (con delle variazioni del ritmo e del tono di voce con il quale vengono emessi) il bambino impara a comunicare vari stati d’animo: gioia, dolore, rabbia.

Può anche essere motivo di gioco vocale quando, ad esempio, gli adulti imitano i suoni emessi dal bambino e cercano di sollecitarlo a produrne di nuovi.  In genere nei bimbi l’attività di lallazione è piuttosto frequente a partire dal 4°/6° mese di vita.

Secondo alcune correnti psicologiche è in questo periodo che il bambino inizia a distinguere tra sé e gli altri, e avverte la necessità di comunicare con le persone che lo circondano.
Può succedere che l’apparenza fonetica dei suoni che il bambino riesce ad emettere tragga in inganno i genitori che possono credere di ascoltare parole vere e proprie.

In realtà il bambino non può ancora rendersi conto del significato dei suoni che produce perciò la sua attività vocale in questa fase, è sostenuta unicamente dalla scoperta casuale di un effetto sonoro e dal piacere di riprodurlo. Ad esempio quando il bambino dice “ma-ma-ma” non chiama ancora la sua mamma ma rinforza, attraverso produzioni verbali, il suo intento di richiamare l’attenzione.

In questo caso perciò molto probabilmente il bambino è ignaro di quanto quella semplice ripetizione di sillabe possa essere emozionante per una donna che per la prima volta si sente chiamare “mamma” dal suo bambino!

È stato dimostrato che la lallazione è un’attività fondamentale per lo sviluppo senso-motorio e per la coordinazione articolatoria del bambino. Non a caso questa fase inizia in concomitanza con l’attività ritmica di altre parti del corpo: soprattutto con le manine il bambino impara a battere ritmicamente degli oggetti. A partire da questo periodo, la capacità imitativa del bambino si sviluppa in maniera significativa; egli interagisce sempre di più con gli adulti, si diverte a provocare delle reazioni nell’ambiente che lo circonda e comincia ad essere consapevole del contenuto emotivo del linguaggio adulto, soprattutto dei suoni di approvazione e dei “no” di divieto.

Inizia a gradire le filastrocche, soprattutto quelle che contengono il suo nome ripetuto o comunque altri tipi di ripetizioni, e tutti quei giochi vocali che gli permettono di imparare suoni e gesti nuovi.

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