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"Carnevale di Arlecchino" di Miró, spiegazione per bambini

di Viola Stellati - 08.02.2024 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Il "Carnevale di Arlecchino" di Miró è un'opera che piace molto ai bambini: una piccola guida per spiegargli il significato

In questo articolo

"Carnevale di Arlecchino" di Miró

Il "Carnevale di Arlecchino" di Miró è un'opera eccezionale e che è stata dipinta nel biennio 1924-1925. Un quadro che piace molto ai bambini perché è pieno di particolari figure, di colori accesi e di un'atmosfera surreale. Per questo motivo, abbiamo pensato di scrivere per voi una piccola guida per spiegare in modo semplice questa bellissima opera ai più piccoli. Tuttavia, è bene specificare che questo pezzo non vuole assolutamente essere un trattato artistico.

"Carnevale di Arlecchino": chi era Mirò

Prima di spiegare ai bambini il significato dell'opera il "Carnevale di Arlecchino", dobbiamo raccontargli che era Mirò. Joan Mirò, il cui vero nome era Joan Miró i Ferrà, è stato un pittore, scultore e ceramista spagnolo, esponente del surrealismo.

Si tratta perciò di uno dei più importanti artisti di tutto il Novecento e che ha dedicato la sua carriera a una continua sperimentazione artistica. Le sue sono opere molto particolari, perché spesso caratterizzate da un forte spiritualismo e una continua ricerca di un linguaggio che potesse essere universalmente comprensibile.

La storia di questa opera

Il "Carnevale di Arlecchino" è una delle opere più importanti del surrealismo: ne segna l'inizio, poiché come si può notare dalla tela c'è una disposizione casuale di soggetti che ricordano la realtà, anche se nei fatti sono totalmente trasfigurati.

Dipinta nel 1924, rappresenta la visione dell'artista grazie ad alcuni elementi presi dalla realtà che vengono trasformati, fino a diventare praticamente indistinguibili di primo impatto.

Il significato

I bambini, osservando il "Carnevale di Arlecchino", vedono che tante strane figure si muovo intorno ad un unica figura: quella di Arlecchino. Ci sono diavoletti, oggetti strani, piccoli giocattoli fantastici, strani esserini alati, chitarre e gatti, pesci e mappamondi. Insomma, di tutto di più. 

Ma c'è anche una finestra aperta su un paesaggio esterno, da cui è possibile scorgere un triangolo nero simbolo della Tour Eiffel.

  L'atmosfera è giocosa e surreale, grazie anche ai brillanti colori utilizzati su sfondo neutro.

Piace molto ai bambini perché all'apparenza sembra un quadro fanciullesco e ricco di così tanti elementi simbolici che possono far volare la loro fantasia in fatto di interpretazione.

Tuttavia, secondo gli storici dell'arte, questo quadro sarebbe un riferimento al Martedì Grasso. Del resto, oltre al titolo, al centro dell'opera sembrerebbe comparire la maschera di Arlecchino: un personaggio che, secondo la tradizione, è impegnato nella ricerca dell'amore ma senza avere successo.

Ma c'è anche un altro piccolo dettaglio: l'Arlecchino di Miró ha un foro nel ventre che probabilmente rappresenta le ristrettezze economiche dell'artista durante i suoi primi anni a Parigi

Un vero e proprio buco nello stomaco, quindi, per ricordare la sensazione di fame provata da Mirò. Ciò non toglie che il tono della scena sembri felice e che le vari figure rappresentate esprimano allegria.

Dove vederlo dal vivo

Se i vostri bambini desiderano vedere il "Carnevale di Arlecchino" di Miró, sappiate che è un quadro dipinto con tecnica a olio su tela che oggi è conservato nella Albright-Knox Art Gallery di Buffalo.

L'Albright-Knox Art Gallery di Buffalo è un museo situato presso Elmwood Avenue 1285 a Buffalo, negli Stati Uniti. Espone opere d'arte antica, moderna e contemporanea. Alcuni degli artisti che si possono ammirare qui, oltre a Joan Miró, sono Giacomo Balla, Georges Braque, Marc Chagall, John Connell, Edgar Degas, Paul Gauguin, Allan Graham, Gloria Graham, Fernand Léger, Henri Matisse, Piet Mondrian, Claude Monet, Pablo Picasso, Pierre-Auguste Renoir, Georges-Pierre Seurat, Alfred Sisley, Vincent van Gogh e molti altri ancora.

Un posto che assolutamente vale la pena visitare almeno una volta nella vita.

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