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Sfida per i genitori: 21 giorni NO SOCIAL

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Lego Duplo ha lanciato una sfida: abbandonare per 21 giorni i social per rendere più vero e piacevole il momento del gioco tra genitori e figli. La pedagogista ci spiega cosa non fare quando si gioca con i bambini

Sfida Lego Duplo: 21 giorni NO SOCIAL 

Quella lanciata da Lego Duplo è davvero una sfida che vale la pena accettare. Sì perché il grande marchio di mattoncini colorati ha proposto di abbandonare per 21 giorni i cari social e rendere davvero unico e vero il momento del gioco tra genitori e figli. Molti papà e mamme, infatti, mentre sono impegnati a giocare con i bambini non si allontanano dal proprio cellulare, anzi il più delle volte lo tengono vicino e scattano ogni qualvolta arriva una notifica o un messaggio.

Una delle poche certezze che ancora regge la società caotica e veloce che stiamo vivendo è proprio rappresentata dalla famiglia. Cambiano i tempi, le mode, le abitudini, ma il desiderio più grande di un bambino è rimasto sempre lo stesso negli anni: trascorrere un po' di tempo per giocare on i propri genitori. Chiedendo un po' in giro la risposta che emerge sempre è “Mio papà non gioca mai con me” o “mia mamma è sempre sul cellulare!”. Il momento della giornata quando la famiglia è riunita a tavola o seduta comodamente sul divano dovrebbe essere speso per raccontarsi la giornata, per giocare, insomma per stare INSIEME.

Come trascorrete il tempo con i propri figli

Troppe famiglie, invece, vivono come su piccole “isole individuali”. Ognuno concentrato sul suo smartphone ignorando le richieste dei figli che cercano di richiamare con poco successo l’attenzione dei genitori.

Il progetto Lego Duplo

Lego Duplo propone, per “ispirare e incoraggiare i genitori a riflettere sulle loro abitudini nell’utilizzare i social media in compagnia dei bambini piccoli”. Nel comunicato, infatti, si legge che viene chiesto ai genitori di fare a meno per 21 giorni, tanto pare essere il tempo necessario per rendere un’abitudine, in questo caso parliamo dei social, come una sorta di disintossicazione. Ovviamente l ‘impegno verrà preso anche dalla stessa azienda che in prima linea s’impegna a non postare alcune notizie o quant’altro durante il così chiamato “tempo gioco per i più piccoli” dalle 5:00 alle ore 20:00.

Il gioco per i bambini

Il momento del gioco è da sempre un impegno che dai bambini viene preso seriamente. Attraverso il gioco viene stimolata la fantasia, la creatività: tanti mattoncini insieme come per magia diventano un castello, una casa o una macchinina. Un tappeto se lo guardiamo meglio si potrà trasformare in una zattera grazie alla quale potremo navigare mari sconosciuti e lontani. Una scopa potrebbe diventare un bellissimo cavallo…potrei continuare ma sono certa di aver reso l’idea.

Giocare è condivisione, stare con gli altri, essere parte di un gruppo, è rispetto di regole ben precise, è ricevere e apprendere dagli altri. Si gioca per divertirsi, trascorrere del tempo, sfuggire per un po' ad una quotidianità che non sempre ci appaga e, purtroppo, molti adulti ancora non hanno appreso il vero significato del termine giocare, anzi alcuni lo considerano una perdita di tempo.

Perché staccarsi dalla tecnologia

Risulta difficile staccarsi oggigiorno dalla tecnologia, tutto ciò che ci appare bello e vero lo immortaliamo dietro minuscole fotocamere, quasi fossero diventate i nostri occhi, senza le quali non potremmo apprendere e godere le bellezze che la vita ci offre. Spesso ripetiamo che quello che siamo viene assorbito dai nostri figli, i quali si creano una visione a volte distorta del ruolo genitoriale. Crescendo gli unici regali che vengono richiesti sono proprio quelli tecnologici coinvolgendo una fascia di età sempre più giovane. Il gioco tecnologico è soprattutto un’attività solitaria che porta automaticamente ad una passione per i cellulari e fino ad arrivare ai social.

Bambini e adolescenti spesso vengono rimproverati per il troppo tempo che dedicano ai telefonini, ma sono i genitori che involontariamente abituano i figli a farne uso.

Cosa fare?

Vietarne l’ utilizzo è pressoché impossibile, ma certamente si può ridurre la quantità di tempo impiegato.

  • Stabilire delle regole fin dall’inizio è fondamentale, oltre a incentivare le relazioni sociali al di fuori di uno schermo. Come abbiamo detto, questo vale anche per gli adulti. Limitare il più possibile l’uso del cellulare quando si è con i figli è un ottimo esempio di partenza, ma non basta.
  • I momenti genitori-figli devono essere vissuti pienamente, bisogna esserci non solo fisicamente. Perfetti i mattoncini colorati e tutti quei giochi che stimolano la fantasia e favoriscono la condivisione e la gioia dello stare insieme. Con i figli più grandi, inoltre, si potrebbero fare delle ricerche sul pc (un ottimo uso in questo caso della tecnologia) per scoprire l’origine di quel determinato giocattolo, il nome del suo costruttore o inventore, dove è nato il gioco e quando. Potrebbe essere lo spunto di una prossima vacanza nel luogo in cui l’oggetto ludico è nato.
  • Giocare è quell'attività in cui entrano in funzione tutte quelle parti del nostro corpo legate all’affettività, alla creatività, agli stimoli motori e intellettivi. Si gioca, abbiamo detto, seriamente e seriamente dev’essere considerato qualsiasi gioco.
  • La fantasia non manca in ognuno di noi e inventare nuovi giochi ai bambini è sempre piaciuto molto, se poi fatto con le principali figure educative è ancora meglio.
  • Quando si gioca bisogna concentrarsi su quello che si sta facendo. Chattare, controllare la posta o le varie notifiche mentre siete impegnati a far qualcosa con vostro figlio si sminuisce l’attività che si sta svolgendo e in questo modo verrà meno, in futuro, la richiesta da parte del bambino a giocare con voi. Da qui ad una chiusura tipica degli adolescenti il passo è veramente breve.

Cosa non fare quando si gioca con i figli?

Suggeriamo pochi e semplici consigli nel momento in cui siamo impegnati a giocare con i figli.

  • Per prima cosa non bisogna farlo con sforzo, solo per fare un piacere, ma perché lo desideriamo anche noi.
  • L’oggetto disturbatore (il cellulare, per intenderci) non deve stare nella stessa stanza dove siamo impegnati con il bambino. Non siate dei semplici spettatori del gioco, ma divenite persone attive e partecipi.
  • Mettete in moto la fantasia, ritrovate il piacere di tornare bambini e divertitevi.
  • Godete appieno della compagnia di vostro figlio perché certi momenti non torneranno più! 
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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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