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La storia di Rudolph, e le altre renne di Babbo Natale

di Francesca Capriati - 03.12.2020 Scrivici

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Fonte: shutterstock
La storia della renna Rudolph: chi è la renna Rudolph e quale è la sua storia. Le nove renne di Babbo Natale, i nomi e le storie da raccontare ai bambini

La storia della renna Rudolph

Rudolph, la renna dal naso rosso, è uno dei protagonisti del Natale in molti Paesi del mondo, soprattutto oltreoceano, ed è nata dalla fantasia di Robert L. May. Ma qual è la sua storia?

Rudolph la renna fece la sua comparsa nel 1939, grazie alla penna di Robert L May, uno scrittore che viveva negli Stati Uniti. Lavorava presso la Montgomery Ward come autore di testi pubblicitari e, in vista del Natale del 1939, gli venne chiesto di scrivere una storia natalizia che avesse come protagonista un animale. Nacque così Rudolph la renna dal naso rosso (Rudolph the Red-Nosed Reindeer): la storia venne pubblicata nel periodo di Natale e vendette 2,4 milioni di copie. Quasi dieci anni dopo venne anche prodotti un cortometraggio dedicato a Rudolph che ebbe grandissimo successo e nel 1949 Johnny Marks scrisse e compose una delle canzoni natalizie più famose, Rudolph the Red-Nosed Reindeer.

Chi è la renna Rudolph?

Rudolph è una renna dal naso rosso luminoso, nota anche come la nona renna di Babbo Natale, che grazie al uso naso illuminava la strada, spesso buia e poco visibile a causa delle tempeste di neve, che Babbo Natale deve percorrere nella notte della Vigilia per portare i regali in tutto il mondo.

Una curiosità uno studio condotto dai ricercatori dell'Erasmus Medical Center e pubblicato su British Medical Journal ha scoperto che le renne davvero avevano il naso rosso: la densità dei vasi sanguigni in questa zona del corpo, infatti, era maggiore del 25% per proteggersi dal freddo.

Una storia da raccontare ai bambini

Raccontiamo una deliziosa favola sulla renna Rudolph inventata da Fabulinis.

Al Polo Nord viveva una famiglia di renne con cinque cuccioli, il più giovane era Rudolph ed era molto vivace. Per la sua curiosità, infilava il naso dappertutto e il suo naso era davvero particolare: quando era contento o arrabbiato si illuminava diventando tutto rosso.

E così tutti i suoi compagni lo prendevano in giro: Rudolph aveva provato a mimetizzare e nascondere il suo naso, ma non c'era niente da fare. Quando divenne più grande decise di partecipare alla selezione delle renne che avrebbero trainato la slitta di Babbo Natale.

Tutti i concorrenti si facevano belli, arrivavano con i loro manti ben strigliati, le corna tirate a lucido e quando arrivò il giorno della selezione tutti si riunirono nel piazzale dove sarebbe arrivato Babbo Natale. Tra le renne c'era anche Rudolph.

Babbo Natale arrivò a bordo della sua slitta trainata solo dal suo fedele caporenna Donner e cominciò subito a valutare i concorrenti per selezionarne otto. Quando finalmente toccò a lui, Babbo Natale gli si avvicinò ma l'emozione fu tale che il suo naso divenne incandescente e luminoso quasi come il sole. Babbo Natale lo guardò con un sorriso e disse che non avrebbe potuto sceglierlo perché quel suo naso rosso avrebbe spaventato i bambini.

Sconsolato Rudolph tornò a casa correndo veloce nel bosco e raccontando agli scoiattoli di come fosse stato scartato a causa del suo naso rosso e luminoso.

Passarono i giorni e il Natale si avvicinava ,a il tempo peggiorava e Babbo Natale cominciò ad essere preoccupato: come avrebbe fatto a trainare la slitta in mezzo al buio e alla tempesta? Come avrebbe trovato la strada per arrivare alle case dei bambini?
Pensa e ripensa, decise di tornare al villaggio per cercare una soluzione, ma nevicava così tanto che non si vedeva nulla, tranne una luce rossa. Quando si avvicinò riconobbe Rudolph e si ricordò di quel naso così luminoso. E così gli propose di essere la prima renna della slitta così che avrebbe illuminato la strada.

Fu così che Babbo Natale riuscì a far felici tutti i bambini anche quella notte così tempestosa, grazie alla presenza di Rudolph, la renna dal naso rosso, che il giorno successivo venne festeggiata come un eroe.

Le renne di Babbo Natale

Rudolph è certamente la renna più famosa al mondo, ma la slitta di Babbo Natale è trainata da ben nove renne volanti. Oltre a Rudolph ci sono Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donner e Blitzen (in italiano si chiamano Ballerina, Cometa, Cupido, Donato, Donnola, Freccia, Fulmine, Saltarello).

Le renne di Babbo Natale compaiono per la prima volta in una poesia natalizia del 1823 intitolata A Visit from St. Nicholas scritta da Clement Clark Moore nel 1823.

Proprio Moore indicò i nomi delle renne e le loro caratteristiche:

  • Vixen e Blitzen (note anche come Dixen e Blixen): hanno il manto dorato e sono le prime due renne che Babbo Natale utilizza per trainare la sua slitta volante;
  • Dasher: è la renna coraggiosa;
  • Dancer: la renna ballerina;
  • Prancer: Babbo Natale la salvò mentre si nascondeva impaurita nel bosco. E' la renna più timida;
  • Comet: è velocissima e quando vola lascia dietro di sè una scia luminosa come una stella cometa;
  • Cupid: ha un carattere mite, ha il pelo lungo ed è molto affettuosa. Secondo la leggenda è lei che legge le letterine dei bambini;
  • Donner: ama cantare;
  • Rudolph: è la nona renna che traina la slitta di Santa Claus. E' stata aggiunta al gruppo originario solo successivamente. Non vive in Lapponia con le compagne, ma passa il tempo a esplorare le terre del Polo Nord.

La storia di Babbo Natale

Qual è la storia di Babbo Natale? Babbo Natale vive a Rovaniemi, nel Circolo polare Artico, in una casa nel bosco: da lì lui sa bene chi è stato buono e può ricevere i regali. Con l'aiuto dei suoi fidati elfi trascorre il tempo a leggere le letterine che arrivano da tutto il mondo; nella fabbrica gli elfi costruiscono migliaia di giocattoli.

In principio Babbo Natale era san Nicola, vissuto intorno al 280 d.C. che fu vescovo di Mira. Difese la religione cristiana e dopo la sua morte divenne il santo protettore dei bambini. Molte leggende lo riguardano e raccontano spesso di come san Nicola andasse in aiuto dei giovani e dei bambini, soprattutto i più poveri e bisognosi.

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