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Alcuni giochi per conoscere i nomi dei bambini

di Simona Bianchi - 18.06.2024 Scrivici

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Ci sono dei giochi per imparare come si chiamano i propri compagni. Dalla cooperazione all’accoglienza, come funzionano

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Cosa sono i giochi per conoscere i nomi dei bambini

Quando i figli entrano in un contesto nuovo, come può essere l'ingresso all'asilo o a scuola, gli scout o un centro estivo, può essere difficile per loro imparare subito i nomi dei compagni e delle persone che lo circondano. Per rendere tutto più semplice ci sono dei giochi di accoglienza e cooperazione che permettono di conoscersi, creare un legame tra i componenti del gruppo e fare amicizia. In un clima accogliente e allegro i bambini vengono coinvolti in modo semplice e divertente in attività che gli permetteranno di memorizzare i nomi dei loro compagni.

Come funziona il gioco dell’accoglienza per conoscere i nomi dei bambini

Sul sito di Save the children viene spiegato come funziona la ragnatela dei nomi, un'attività che ha l'obiettivo di far apprendere ai partecipanti i nomi di ogni componente del gruppo, favorire una prima conoscenza e creare un clima accogliente e collaborativo. I piccoli devono disporsi in cerchio attorno a un grande cartellone. Ognuno sceglie un pennarello, dice il proprio nome, fa un gesto e traccia una linea sul foglio che lo unisca a qualcun altro. A turno tutti e tutte diranno il proprio nome e tracceranno una linea colorata. Una volta finita la "ragnatela" del gruppo si ripercorrono le linee e ogni qual volta si incrocia quella di un'altra persona si deve riprodurre il suo gesto. Si possono aggiungere i saluti in lingue differenti o altre parole di presentazione a piacere. L'attività si può svolgere anche con un gomitolo di lana o dei fili colorati.

Altri giochi per ricordare i nomi

Un altro trucco per insegnare i nomi ai bambini può essere fatto con l'aiuto di un peluche, per esempio un orsacchiotto o una coccinella. Il peluche vuole conoscere i nomi di tutti i bambini ma ha bisogno d'aiuto. A turno si avvicinerà a ogni bambino chiedendogli il proprio nome. Poi lo farà ripetere a tutti quanti per un paio di volte battendo le mani.

Un secondo gioco è la filastrocca con i frutti. Si recita una piccola filastrocca mentre ci si scambia un oggetto come una palla oppure un pupazzo. Il bambino che si ritroverà con l'oggetto tra le mani dovrà pronunciare ad alta voce il suo nome. La filastrocca è: "Arancia, fragola e limone, dimmi dimmi qual è il tuo nome".

Molto divertente è anche il treno dei nomi. Il gruppo si dispone in cerchio. Il presentatore gira a zig-zag all'interno del cerchio imitando il suono di un treno. Si ferma a caso davanti a un bambino dicendo: "Ciao, sono Maria, tu come ti chiami?". Il bimbo dice il suo nome: "Lorenzo". Allora Maria fa un grande sorriso e alza alternativamente gamba e braccio di ogni lato ripetendo: "Enzo, Enzo, Enzo, Enzo,Enzo". Poi si gira, posando le mani di Enzo sui suoi fianchi e parte di nuovo come un treno per raccogliere un'altra persona. Ogni volta, ogni"carrozza" del treno fa un mezzo giro in modo che ogni persona abbia la possibilità di presentarsi come locomotrice.

Giochi per stimolare la cooperazione tra i bambini

Ci sono alcuni giochi che permettono di stimolare la cooperazione e l'amicizia tra i vari componenti del gruppo. Uno di questi è il gioco dei nomi che però presuppone che tutti sappiano già come si chiamano i loro compagni. I bambini formano un cerchio, nel quale si trova anche il dirigente del gioco, che si incarica di dare il via e di misurare con un cronometro, la velocità con la quale il gruppo esegue il compito. Si volta verso il suo vicino di destra  e dice il suo nome. Il giocatore interpellato fa lo stesso con il suo vicino, e così via: quanto impiegano tutti i partecipanti a dire il loro nome?

Il gioco del saluto invece favorisce la libera espressione di se stessi.

I bambini camminano e si salutano spontaneamente nelle forme più varie sia verbali che non verbali dando libero sfogo alla loro fantasia. Il cambia nome consiste infine nel salutare un altro bambino e prendere in prestito il suo nome, con il quale ci si presenta alla successiva nello stesso modo, tono e movimenti con il quale il primo ha salutato.

Fonti

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