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Gli effetti dei videogiochi sui bambini

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Videogiochi: un'esperienza tra preziosità e criticità. Quali sono gli effetti dei videogiochi sui bambini: ce lo spiega l'associazione Pollicino Onlus

Effetti dei videogiochi sui bambini

Il gioco è un’attività che rimanda alla vitalità e alla creatività di ogni essere umano e, sebbene in diversa misura e secondo modalità differenti, ci accompagna per tutta la nostra esistenza.

Accanto ai giochi tradizionali, a partire dagli anni Ottanta si sono progressivamente diffusi i videogiochi che nel corso degli anni hanno avuto un’importante evoluzione, non solo dal punto di vista tecnico ma anche dal punto di vista artistico, educativo e sociale: il fascino dei videogame sta nel fatto che rappresentano una delle forme più avanzate della multimedialità digitale contemporanea.

Dunque, cosa può rappresentare il gioco elettronico per l’uomo dell’era elettronica? E come il senso e le modalità di gioco sono oggi cambiate?

Il gioco è essenziale proprio perché mentre si gioca si è creativi, e solo mentre si gioca il soggetto, bambino o adulto, è in grado di fare uso dell’intera personalità e di scoprire il sé: il gioco può fare questo perché costituisce un’esperienza di impulsi creativi, motori e sensoriali

scrive Donald Winnicott, famoso pediatra e psicoanalista inglese.

Anche la Rete e molti dei suoi contenuti, tra cui i videogiochi, offrono questo tipo di esperienza.

Cosa sono i videogiochi

La più comune definizione di videogioco è quella di giochi in cui l’interazione avviene tramite un monitor o lo schermo di una normale televisione, grazie al collegamento con una console: il giocatore attraverso un joystick oppure toccando lo schermo nei più recenti sistemi touch, interagisce con il mondo virtuale. Questa definizione, però, viene da più voci considerata riduttiva perché descrive il videogioco solo in quanto mezzo, in quanto strumento: ma, come il cinema nel secolo precedente, i videogiochi hanno oggi assunto la doppia funzione di oggetto di intrattenimento e di rappresentazione del contemporaneo tanto che, secondo alcuni autori, hanno raggiunto la maturità per essere considerati a pieno titolo una “nuova forma culturale”. La sostanziale differenza tra il gioco e tutti i media che l’hanno preceduto (radio, televisione, cinema) è il differente livello di interattività: non si è nella posizione dello spettatore passivo, seduto davanti allo schermo, bensì in quello del protagonista.

In generale, il videogioco rappresenta una realtà complessa capace di raccontare storie, ricreare realtà e ambientazioni, suscitando vivide emozioni in bambini e ragazzi, così come nei più grandi!

Ai giovani viene restituita l’illusione di poter realizzare il proprio immaginario: nel virtuale ogni partecipante da vita a una serie di drammi e di scene in cui è facile percepire, poiché si è liberi di essere ciò che si è o, molto più speso, ciò che si desidera essere. È così che questi “giochi” diventano cose serie, laboratori dove si costruisce qualcosa della propria identità.

Il mondo dei videogames seppur in costante espansione è ancora, però, per molti aspetti poco conosciuto: lo studio in questo settore si è risvegliato solo negli ultimi anni grazie alle riflessioni teoriche proposte dal settore multidisciplinare dei Game Studies. Il continuo sviluppo di nuovi oggetti tecnologici ha portato numerosi studiosi ad approfondirne gli effetti soprattutto in riferimento all’utilizzo da parte di bambini e ragazzi, sia in merito alle potenzialità sia dal punto di vista delle loro possibili criticità.

Effetti positivi dei videogiochi

Secondo i sostenitori dei videogame, essi permettono di sviluppare:

  • la coordinazione oculo-manuale,
  • la memoria,
  • la capacità di pensiero induttivo e processi cognitivi in parallelo.

Sarebbero in grado di favorire, inoltre, l’attenzione su più variabili per volta, stimolando processi di problem solving, l’elaborazione di strategie, la comprensione di regole implicite e il conseguente apprendimento per prove ed errori.

Giochi per bambini, come devono essere

Effetti negativi dei videogiochi

Gli oppositori si appellano, invece, ai rischi legati all’eccessivo o scorretto utilizzo da parte dei giovani. E' importante a tal proposito sottolineare che il tempo trascorso con lo sguardo fisso verso lo schermo, sebbene comporti uno stato di immobilità, non è mai un riposo; infatti, anche se fermo, il giocatore sperimenta una tensione, spesso un’eccitazione. Il gioco digitale, veloce e frenetico, cattura lo sguardo e coinvolge la mente e l’emotività, soprattutto di bambini e ragazzi, al punto da produrre, talvolta, una sorta di estraneazione dall’ambiente circostante e di dipendenza. Dunque, dato che tali attività possono affaticare soprattutto i più piccoli, è importante per mamme e papà poter porre delle regole e dei limiti temporali.

Non sono da trascurare, inoltre, i contenuti violenti di alcuni videogiochi, che possono avere talvolta un forte impatto: molte storie, pensate e sviluppate per un pubblico adulto, contengono linguaggio e immagini a cui è bene che soggetti in via di sviluppo non vengano esposti poiché non in possesso degli strumenti per potergli attribuire senso. Proprio per questi motivi risulta essenziale e prezioso l’intervento genitoriale.

L’adulto, in primis mamme e papà, devono supervisionare le attività ludiche dei ragazzi, accompagnandoli alla scoperta di un utilizzo critico e ragionato del videogioco, che consenta di sperimentarne i numerosi effetti positivi, mettendo al riparo i minori dalle potenziali conseguenze dannose.

Videogiochi e bambini

Lontani da un'ottica di giudizi di merito, ci si può rendere conto di quanto il quadro generale sia complesso: categorizzare i videogiochi come buoni o cattivi, violenti o pro-sociali, è una visione parziale e semplicistica di un fenomeno che è (e molto probabilmente sarà) in continua crescita.

La grande varietà dell’offerta e la possibilità di gran parte dei giochi di personalizzarsi e modificarsi in base alle scelte effettuate porta ciascun giocatore a vivere un'esperienza unica, anche quando si tratta dello stesso gioco e della stessa quantità di tempo trascorso giocando. Risulta fondamentale, quindi, trovare il giusto modo affinché sia possibile favorire per ciascuno l’attribuzione di un senso all'esperienza di gioco.

A tal proposito, per concludere, riprendiamo nuovamente una riflessione di Donald Winnicott: “si è sempre troppo occupati ad osservare il contenuto del gioco per poter osservare il bambino che gioca”. E’ importante quindi per gli adulti provare a prestare attenzione al contenuto veicolato dal videogioco, senza però dimenticare l’osservazione del soggetto, bambino o ragazzo, che sta giocando a cui è importante rivolgere uno sguardo accorto.

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