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Barbie alleata delle bambine che vogliono diventare astronaute

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Avete delle bambine che vogliono diventare astronaute? Non tarpate loro le ali! Il nuovo progetto di Barbie in collaborazione con l'ESA

Bambine che vogliono diventare astronaute

Una recentissima ricerca commissionata da Barbie focalizzata sul la conoscenza e il comportamento dei genitori  a proposito del mondo STEM (acronimo di Science, Technology, Engineering and Mathematics) e su come questi aspetti possano influenzare il futuro delle bambine, ponendo eventuali barriere o limitazioni alle piccole che vorrebbero lavorare in ambito spaziale come astronaute, ingegneri e astrofisiche. Il sondaggio condotto su 2.000 genitori italiane di bambine in età compresa fra i 3 e i 10 anni, ha mostrato che 8 su 10 genitori non conoscono i risultati ottenuti nello spazio da personalità femminili e l'88% concorda sul fatto che i successi ottenuti dalle donne nello spazio devono essere considerati come quelli della loro controparte maschile.

La ricerca

Innanzitutto ecco alcuni elementi emersi dalla ricerca italiana:

  • Un quinto è convinto che una donna abbia camminato sulla luna - in realtà solo 12 uomini hanno avuto il privilegio finora
  • Mentre nove su 10 interrogati sapevano che l'astronauta Neil Armstrong fu la prima persona a toccare la superficie lunare, solo pochi avevano sentito parlare di pioniere dello spazio come Katie Bouman, Nancy Grace Roman o Liu Yang (solo il 5% degli intervistati ne erano a conoscenza, mentre oltre la metà non li conosceva)
  • ll 30% pensa che non avere alcuna conoscenza sulle carriere spaziali potrebbe limitare la figlia o impedirle di entrare nel settore, o una carriera STEM
  • Due terzi dei genitori vorrebbero saperne di più sulle carriere spaziali e legate ai campi STEM per aiutare i propri figli ad informarsi
  • Il 43% afferma che le bambine mostrano già interesse nel voler perseguire un lavoro legato allo spazio, alla scienza o alla tecnologia.
  • 8 genitori su 10 sono interessati a sapere come incoraggiare i sogni della figlia, ma la metà ha affermato che se volesse diventare un’astronauta, non saprebbe come procedere e, come ha commentato la psicologa infantile Elizabeth Kilbey, che ha consigliato Barbie sugli elementi chiave dello studio, è giusto temere che la mancanza di conoscenza dei genitori riguardo le carriere STEM potrebbe "tarpare le ali ai sogni dei loro figli prima che siano addirittura decollati".

La dottoressa Kilbey, inoltre, commenta così questi risultati:

Essere genitori è un lavoro duro, ma una delle parti più gratificanti è quella di nutrire i sogni e le ambizioni dei nostri figli. Quando si tratta delle nostre figlie, vogliamo che questi sogni siano illimitati. Questa ricerca mostra che una delle cose più potenti che i genitori possano fare è coltivare le proprie conoscenze, comprese quelle in ambito STEM e sui modelli di ruolo femminili positivi, per mostrare alle proprie figlie che non esistono limiti che non possono essere superati, quando si tratta del loro futuro

Ed Ersilia Vaudo-Scarpetta, Chief Diversity Officer dell’ESA afferma:

Mentre i ragazzi e le ragazze generalmente raggiungono gli stessi risultati nella scienza e nella matematica, solo poche bambine sognano di diventare scienziate, ingegneri o intraprendere professioni legate allo spazio. Fattori sociali e culturali giocano un ruolo importante come l’atteggiamento del contesto familiare nei confronti della scienza e delle professioni scientifiche. L’Agenzia Spaziale Europea è fortemente impegnata a far accrescere nelle bambine l’interesse in ambito STEM e in particolare verso le carriere legate allo spazio, poiché abbiamo bisogno di talenti diversi per immaginare e far crescere il futuro nello spazio. Siamo quindi molto orgogliosi di lanciare la collaborazione dell’ESA con Barbie, mettendo in risalto modelli di ruolo come gli astronauti e incoraggiando le bambine a credere in loro stesse, volgendo lo sguardo verso il cielo e a sognare in grande.

Barbie compie 60 anni

La Barbie dedicata a Samantha Cristoforetti

Barbie e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) continuano a collaborare per ispirare le bambine di tutta Europa a diventare la prossima generazione di astronaute, ingegneri e astrofisiche, accendendo i riflettori sui riconoscimenti ottenuti dall’unica astronauta donna attiva in Europa. Parliamo di Samantha Cristoforetti - aviatrice, ingegnere, astronauta e prima donna italiana a far parte della squadra dell’Agenzia Spaziale Europea  - a cui nel 2018 è stata dedicata una bambola One-of-a-kind (in copia unica) con le sue fattezze.

In occasione del 50° anniversario dell'atterraggio dell’Apollo 11 sulla Luna, per presentare la collaborazione, verranno lanciate una serie di nuove pillole video motivazionali dedicate a genitori e bambine. I video mostrano la Cristoforetti che accoglie quattro bambine provenienti da Italia, Regno Unito, Germania e Francia al Centro Europeo per gli Astronauti a Colonia, in Germania, dove hanno avuto la possibilità di seguire lo straordinario lavoro quotidiano dell’astronauta e farle domande interessanti. Inoltre, sul vlog di Barbie sul suo canale YouTube, ci saranno contenuti per bambini che metteranno in evidenza i successi ottenuti da Cristoforetti.

Isabel Ferrer, European Director of Marketing di Barbie spiega:

Siamo orgogliosi di lanciare questa collaborazione con l’ESA con un obiettivo specifico: ispirare le bambine a diventare le prossima generazione di astronaute, ingegneri e astrofisiche. Barbie ha sempre mostrato alle bambine che possono essere tutto ciò che desiderano, dando loro attraverso il gioco, l’opportunità di interpretare ruoli diversi e un infinito numero di carriere, incoraggiando l’immaginazione e l’espressione della loro personalità. Noi sappiamo quanto è importante per le bambine avere dei modelli di riferimento positivi e questa nuova collaborazione con l’ESA ci aiuta ad innalzare il nostro scopo a livelli astronomici.

Il progetto Dream Gap

L'indagine presentata nei giorni scorsi si inserisce nell'ambito del programma Dream Gap, un’iniziativa a livello globale, il cui obiettivo è quello di accrescere la consapevolezza e l’attenzione sui fattori che ad oggi impediscono alle bambine di esprimere tutte le loro potenzialità, onorando anche le donne che hanno superato certi confini, per ispirare le nuove generazioni di ragazze.

La ricerca ha rivelato che a partire dall’età di cinque anni, la maggior parte delle bambine inizia ad auto-limitare le proprie capacità e a dubitare del proprio potenziale: questo fenomeno è chiamato Dream Gap.

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