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Libri: "Portare i piccoli"

di Emanuela Cerri - 23.10.2008 Scrivici

Da alcuni anni la modalità di portare i bambini addosso è un fenomeno in crescita anche in Italia. Questo libro chiarisce che portare, oltre ad essere una pratica antica tutt'ora presente in molte parti del mondo, è una modalità rispettosa e adatta nella relazione tra genitori e bambini

portarePortare i piccoli. Un modo antico, moderno e... comodo per stare insieme
di Esther Weber

Ed. Il leone verde, 2007
180 pagine

Da alcuni anni la modalità di portare i bambini addosso è un fenomeno in crescita anche in Italia. Questo libro chiarisce che portare, oltre ad essere una pratica antica tutt'ora presente in molte parti del mondo, è una modalità rispettosa e adatta nella relazione tra genitori e bambini proprio nella realtà occidentale e risponde in modo sicuro alle molteplici domande pratiche di chi porta. Infine offre una valutazione oggettiva dei supporti ausiliari reperibili (marsupio, fasce etc.) e delle tecniche più semplici per iniziare e continuare a portare.

Chi è l'autrice?
Esther Weber, svizzera tedesca, è madre di due bambine. Vive in Italia dal 1995. Dopo la maturità classica linguistica ed un percorso lavorativo che le ha permesso di raccogliere esperienze in diversi ambienti sanitari, sociosanitari ed aziendali, si dedica dal 2001, in occasione della gravidanza e nascita della prima figlia, teoricamente e praticamente al tema del "portare i piccoli". Ha progettato e realizzato interamente il sito indipendente di informazione www.portareipiccoli.it. E' socia fondatrice e presidente dell'associazione "Portare i piccoli", che promuove in Italia la cultura del portare attraverso l'informazione accurata ed indipendente ed una formazione di qualità. Tiene incontri informativi e corsi per genitori. E' consulente per la formazione al portare ad operatori della prima infanzia.

E' dall'esperienza di essere madre che Esther Weber comincia un personale percorso di avvicinamento alla pratica di "indossare" il bambino culminato in quest'ultima pubblicazione del Leone Verde Edizioni per la collana Il Bambino naturale, e ancor prima con la fondazione dell'omonima associazione culturale

"Tutto iniziò con la prima gravidanza, quando cercai un mezzo più comodo e agevole per trasportare la mia bambina quando sarebbe nata. Avevo bisogno di continuare a essere libera. Presto comunque mi resi conto che non si trattava di utilizzare uno strumento di trasporto alternativo, ma che sarebbe state una modalità (diversa) per stare (bene) insieme alla mia bambina"

Del resto la pratica di portare i bambini addosso è tuttora diffusa presso gran parte delle società tradizionali che non hanno ancora subito l'influenza dell'approccio occidentale alla genitorialità; ma è stata una pratica adottata per lungo tempo dalla nostra stessa società. Ma oggi l'Occidente sembra ritornare sui suoi passi, riscoprendo un modello di rapporto madre-figlio "ad alto contatto" precedentemente svalutato come poco formativo rispetto a quello "a basso contatto" con il quale ci si è illusi a lungo di stimolare il bambino verso un'autonomia precoce di dubbia utilità.
Di fronte all'imbarazzo e alla confusione scaturite da questo mutamento di direzione, che pone non pochi interrogativi sia nelle madri occidentali sia nelle donne d'altrove, Esther Weber prova a fare un po' di pulizia di quei pregiudizi e luoghi comuni che spesso coinvolgono la pratica del portare. Lungi dall'inaugurare una nuova moda o dal proporre un'ideologia valida per tutti, Portare i piccoli vuole essere un invito per la società occidentale a un ripensamento di certi valori di cui finora è andata fiera, ma che, alla luce delle ultime ricerche in ambito pediatrico, si sono rivelati inadeguati ai fini di un corretto sviluppo delle sue nuove generazioni. Esther Weber, anche attraverso i numerosi consigli presenti nel testo e supportati da un'ampia documentazione fotografica, mira a rivalutare una pratica i cui vantaggi non investono solo il bambino, ma anche i genitori stessi, che, indossando il bambino prendono fisicamente coscienza del loro importante ruolo di punto di riferimento per i loro figli
tratto da http://www.bambinonaturale.it/

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