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Dal 1 al 7 ottobre 2020 la Settimana dell'Allattamento Materno

di Redazione PianetaMamma - 01.10.2020 Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Settimana Allattamento Materno: appuntamento dal 1 al 7 ottobre 2020 per parlare di allattamento, con un occhio al virtual breastfeeding support

Settimana Allattamento Materno

Dal 1 al 7 ottobre 2020 si celebra in Italia la Settimana dell'Allattamento Materno (SAM 2020). Il coordinamento degli eventi nel nostro Paese è affidato al MAMI, Movimento Allattamento Materno Italiano, che si dedica alla protezione, alla promozione ed al sostegno dell'allattamento. Nel resto del mondo la World Breastfeeding Week si è tenuta dal 1 al 7 agosto scorso ed è stata organizzata dalla WABA, una rete internazionale di organizzazioni ed individui convinti che l'allattamento costituisca un diritto di ogni madre ed una componente fondamentale nell'assicurare ad ogni bambino il meglio in termini di alimentazione, salute e cure, di cui il MAMI fa parte.

Settimana Allattamento Materno 2020

La SAM 2020 si svolge in questo anno così particolare a causa della pandemia propone un fitto calendario di eventi in tutta Italia: centinaia le associazioni impegnate ad organizzare incontri, convegni, flash mob, momenti di aggregazione ed informazione al fine di raggiungere gli obiettivi.

L'edizione 2020 della Settimana mondiale per l'allattamento (#SAM2020) pone al centro le correlazioni fra allattamento e salute planetaria. Questi gli obbiettivi:

  1. INFORMARE le persone sulla correlazione tra l'allattamento e i cambiamenti climatici e ambientali
  2. RADICARE l'idea che l'allattamento rappresenta una scelta intelligente dal punto di vista ecologico
  3. ALLEARSI con i singoli e con le organizzazioni per avere un impatto più elevato
  4. ATTIVARE misure volte a migliorare la salute del pianeta e dei suoi abitanti attraverso l'allattamento

Una mappa dei principali eventi organizzati durante la Settimana dell'Allattamento Materno 2020 che sono comunque tutti consultabili sul sito MaMi.

L'impegno dell'UNICEF

L'UNICEF Italia promuove in Italia il programma 'Insieme per l'Allattamento-Ospedali & Comunità Amici dei Bambini' per diffondere la cultura dell'allattamento e garantire a tutti i bambini una nutrizione adeguata: ad oggi, fanno parte della Rete UNICEF in Italia 29 Ospedali e 7 Comunità riconosciuti dall'UNICEF come Amici dei bambini, 3 Corsi di Laurea riconosciuti Amici dell'Allattamento e oltre 820 Baby Pit Stop - spazi dedicati a tutte le famiglie in cui poter prendersi cura dei propri bambini.

Nel 2018, oltre 31.500 bambini, il 7% dei nati in Italia su un totale di 449.000, sono nati negli Ospedali riconosciuti dall'UNICEF e dall'OMS "Amici dei bambini.

Francesco Samengo, presidente dell'UNICEF Italia, precisa che:

nel 2018, meno della metà dei bambini in tutto il mondo – il 43% – è stata allattata entro la prima ora di vita e poco più del 40% dei bambini sotto i 6 mesi nel mondo è esclusivamente allattato. Aumentare i tassi di allattamento nel mondo potrebbe prevenire ogni anno le morti di 823.000 bambini sotto i 5 anni e di 20.000 madri per cancro al seno.
L'allattamento dà ai bambini il miglior inizio di vita possibile perché promuove lo sviluppo cognitivo e rappresenta il primo vaccino di un bambino, in quanto lo protegge da malattie e morte

Promuovere e sostenere l'allattamento al seno si traduce in positivi effetti sia sulla salute pubblica che sul piano economico:

  • i benefici per il bambino sono ben noti: l'allattamento porta benefici a livello cognitivo e di salute; nei primi 6 mesi di vita del bambino l'allattamento contribuisce a prevenire diarrea e polmonite, le due principali cause di mortalità neonatale; contribuisce a garantire al bambino difese immunitarie nei primi mesi di vita;
  • le donne che allattano vedono inoltre una riduzione nel rischio di soffrire di tumore alle ovaie e al seno, due tra i principali fattori di mortalità fra le donne adulte;
  • investire sulla promozione e il sostegno dell'allattamento si tradurrebbe in un innegabile vantaggio economico in termini di spesa ed assistenza sanitaria perché si ridurrebbero i tassi di incidenza di numerose malattie.

I benefici in termini di salute pubblica sarebbero evidenti soprattutto nei Paesi più svantaggiati, dove la mortalità infantile è altissima per malattie semplici da prevenire e da curare.

La guida all'allattamento della Società Italiana di Neonatologia (SIN)

Nei primi giorni di vita il 90% delle donne italiane comincia ad allattare al seno, ma già alla dimissione dall’ospedale la percentuale scende al 77% per poi crollare al 31% a 4 mesi e solo il 10% delle mamme continua ad allattare oltre i 6 mesi di vita.

Allattare al seno è un metodo senza pari per fornire ai bambini un nutrimento ideale per crescere e svilupparsi in salute; è inoltre parte integrante del processo riproduttivo, con notevoli implicazioni positive per la salute del neonato e della madre. L’allattamento esclusivo al seno fino ai 6 mesi compiuti e la tutela dell’allattamento materno, prima e dopo il parto, devono essere un obiettivo prioritario di tutti i neonatologi/pediatri, se si vuole mettere veramente il neonato al centro del futuro.

Spiega Fabio Mosca, Presidente della SIN.

Per aiutare le neomamme ad affrontare l'inizio dell'allattamento nel modo migliore possibile e proseguirlo nel tempo la Società Italiana di Neonatologia (SIN) ha realizzato una piccola “guida” di comportamento. Ecco qualche indicazione:

  • Cosa vuol dire allattare a richiesta: significa attaccare al seno il bambino ogni volta che lo richiede, per fame o per qualsiasi altro motivo. In media il neonato poppa 8-12 volte in 24 ore, a intervalli non sempre regolari e poiché la produzione di latte inizia quando il piccolo comincia a succhiare, non occorre aspettare che il seno “si riempia” tra un pasto e l’altro. E non c'è una durata ideale della poppata: basta aspettare che il neonato si stacchi spontaneamente dal seno.
  • Non guardate l’orologio: i neonati non hanno l’orologio e non sanno aspettare, anzi, soprattutto nei primi tempi, è importante che la madre impari a cogliere i primi segni di fame. Non occorre attendere che il piccolo pianga e si agiti: allattare prima che sia arrabbiato facilita un corretto attacco al seno. Non dobbiamo inoltre preoccuparci se il bambino ha subito fame: il latte materno è molto digeribile e il suo stomaco si svuota presto.
  • Come allattare: una corretta posizione durante la poppata è fondamentale. La mamma deve essere comoda e rilassata, il corpo del suo piccolo a contatto col suo corpo. Il neonato dovrà avere la bocca bene aperta, in modo da prendere in bocca non solo il capezzolo ma anche parte dell’areola, tenere le labbra rivolte in fuori e succhiare senza far rumore di schiocco.
  • Notte o giorno? Soprattutto nelle prime settimane il bambino ha necessità di attaccarsi al seno più volte, anche di notte. Assecondare i suoi bisogni e i suoi risvegli è necessario e la natura lo sa: la prolattina, ormone responsabile della produzione del latte, è più attiva nelle ore notturne.
  • Starà mangiando a sufficienza? La preoccupazione delle mamme è sempre la stessa: probabilmente si sentiranno inadeguate e avranno paura di non nutrire abbastanza il proprio bimbo, ma se lui cresce, bagna il pannolino e si scarica regolarmente significa che tutto procede per il meglio. Evitare la doppia pesata ovvero al peso prima e dopo la poppata, che è solo fonte di ansia
  • No alle diete: l'alimentazione della donna che allatta dovrebbe essere il più possibile sana e sarebbe preferibile che la mamma non si sottoponesse ad inutili rinunce né a diete squilibrate. Non serve nemmeno mangiare per due: per produrre il latte bastano circa 500 kcal in più al giorno
  • Non fumare e attente all'alcool: se la mamma fuma, la produzione di latte risulta ridotta. Inoltre il fumo passivo aumenta il rischio di malattie respiratorie nel bambino. E attenzione anche al consumo di alcool, anche se un uso moderato è accettabile, ma ricordate che la birra non aumenta la produzione di latte.

Come promuovere e sostenere l’allattamento esclusivo al seno

I neonatologi ricordano che, per quanto si tratti di un atto naturale, l'allattamento materno richiede una corretta informazione e un ampio sostegno, nella famiglia, nella comunità, nel sistema sanitario e nel contesto sociale e lavorativo. La grande maggioranza delle donne può e dovrebbe allattare al seno e la grande maggioranza dei bambini può e dovrebbe ricevere il latte materno.

Per favorire l'allattamento è però necessario supportare le famiglie in ogni modo possibile, per consentire alle madri di essere serenamente vicine ai propri figli, senza restrizioni, anche per le mamme dei prematuri, per le quali è necessaria l'apertura delle Terapie Intensive Neonatali (TIN) senza limitazioni di orario.

La promozione dell'allattamento deve essere un percorso virtuoso, che inizia in ospedale, ma che poi prosegue nei primi due anni di vita, mettendo il neonato al centro delle scelte politiche e istituzionali, per creare ed incentivare condizioni che permettano alle mamme di continuare ad allattare anche dopo i primi mesi.

Le Banche del Latte

Nei casi in cui il latte materno sia insufficiente o del tutto assente, soprattutto per i neonati ad alto rischio o prematuri arrivano in aiuto le Banche del Latte Umano Donato (BLUD). In Italia ce ne sono 38 e rivestono un ruolo fondamentale nel rispondere a questa esigenza e nel permettere di usare latte donato in attesa della montata lattea, preziosissimo soprattutto in alcune circostanze di grande fragilità, come nel caso dei neonati pretermine oppure affetti da altre importanti patologie.

Nel 2005 è stata inoltre costituita l'Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD), che ha tra le sue attività istituzionali la promozione e diffusione dell'allattamento al seno, della donazione del latte materno e dell'utilizzo del latte umano donato nelle Terapie Intensive Neonatali.

L'epidemia da Covid-19 ha avuto conseguenze anche sulla donazione del latte materno e sull'attività delle Banche del Latte Umano Donato (BLUD). Le donazioni sono diminuite in maniera significativa nei mesi scorsi e il volume di latte raccolto durante questo periodo si è notevolmente ridotto, per la paura delle mamme di recarsi in ospedale. In questi momenti di grande incertezza sono emersi anche alcuni dubbi sulla sicurezza del latte donato. E a questo proposito Fabio Mosca, presidente della SIN, spiega che:

La donazione di latte materno, essenziale per i neonati che non possono essere allattati al seno e in particolare per i nati pretermine, è una pratica sicura, anche in epoca di Covid-19. L'intero processo è infatti sottoposto a scrupolose procedure di controllo, effettuate sia sulle donatrici che sul latte donato. Confidiamo sulla generosità delle mamme italiane che stanno già riprendendo a donare il proprio latte.

Allattamento in epoca COVID-19

Secondo il Presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN), Fabio Mosca, la paura della pandemia da Covid-19 e le misure adottate per contrastare la diffusione del virus hanno avuto un forte impatto psicofisico sulle mamme e sulle pratiche connesse alla nascita, in particolar modo sull'allattamento al seno.

La Commissione Allattamento della SIN ha esplorato la situazione dell'allattamento materno ai tempi del Covid-19, conducendo a luglio 2020 una survey su 10 ospedali italiani. Dalla ricerca è emerso che, pur rimanendo forte e quasi unanime l'incoraggiamento ad allattare al seno, le scelte di isolare la donna in travaglio-parto e in puerperio e la riduzione del pelle a pelle, possono costituire degli importanti impedimenti ad un corretto e fisiologico avvio della lattazione.

Per fronteggiare l'emergenza, sin dai primi giorni della diffusione del virus, il Direttivo della Società Italiana di Neona¬tologia (SIN) con la Com¬missione Allattamento, d'intesa con il Tavolo Tecnico Allattamento del Ministero della Salute (TAS) e con l' Associazione Italiana delle Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD) ha elaborato il documento "Allattamento e Infezione da SARS-CoV-2", con l'obiettivo di offrire delle indicazioni condivise per prevenire ed affrontare possibili casi di contagio madre-neonato e per sostenere l'allattamento materno, con la volontà di tutelare la relazione mamma–neonato, coniugandola con un corretto approccio igienico-sanitario.

In particolare è stata ribadita l'importanza di favorire l'allattamento anche nel caso di madri Covid-19 positive asintomatiche o paucisintomatiche, raccomandando l'uso del latte materno crudo spremuto nel caso in cui il neonato fosse impossibilitato ad attaccarsi al seno, per condizioni cliniche incompatibili della mamma e/o del neonato.

Dall'analisi dei dati del Registro Nazionale SIN COVID-19, è emerso un impegno delle Neonatologie italiane per favorire l'allattamento materno:

  • il 77.6% dei neonati nati da mamme positive al parto o nell'immediato post-partum è stato alimentato esclusivamente con latte materno (il 67.2% al seno e il 10.4% con latte materno spremuto),
  • più della metà, il 66.5%, è stato isolato insieme con la mamma (rooming-in), prassi che favorisce, insieme al contatto pelle a pelle, l'avvio dell'allattamento materno.

Il virtual breastfeeding support

Il virtual breastfeeding support ovvero la consulenza virtuale in tema di allattamento è una sessione real-time, nel corso di un appuntamento individualizzato, durante la quale la/il consulente, presso il proprio studio, e la mamma/famiglia, presso la propria abitazione, si vedono e parlano utilizzando computer, smartphone o tablet. Come se fosse fisicamente presente, il consulente è in grado di valutare posizione, attacco, ritmo della poppata, suggerire nuove posizioni o correggere quelle in essere, offrire sostegno e rassicurare sul buon andamento dell'allattamento, diagnosticare ingorghi o dotti ostruiti, indicare soluzioni.

La videoconferenza è una soluzione economica, efficace ed in grado di raggiungere tutte le madri, in particolare quelle a bassa e/o medio-bassa redditività. Applicata a specifici programmi di sanità pubblica, la tele-lactation potrebbe garantire accessibilità ad informazioni corrette, sostegno competente, consulenza efficace, ovvero costituire uno strumento informatico di inclusione sociale e di abbattimento delle diseguaglianze.

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