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Latte materno contro l'obesità: protegge il bebè da un futuro extralarge

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Secondo due nuovi studi tra i tanti benefici del latte materno c'è anche il fatto di proteggere i bambini dal rischio di obesità infantile

Latte materno e obesità infantile

Il latte di mamma protegge da un'infanzia taglia XXL. A mostrarlo è uno dei risultati contenuti in due nuovi studi targati Oms Europa, che hanno coinvolto anche l'Italia. Una conferma di quanto già emerso da ricerche precedenti che arriva da analisi basate su grandi numeri. Le ricerche, presentate all'European Congress on Obesity, in corso a Glasgow nel Regno Unito, sono state infatti condotte con dati della Childhood Obesity Surveillance Initiative (Cosi) dell'Oms. Per l'Italia a partecipare è stato l'Istituto superiore di sanità (Iss) con la sorveglianza Okkio alla Salute. L'indagine 'Cosi' per più di 10 anni ha misurato, in oltre 300 mila bambini ogni 3 anni, i trend di sovrappeso e obesità tra gli alunni della scuola primaria (6-9 anni).

Nel dettaglio, il primo dei due studi ha mostrato che, nonostante gli sforzi mirati alla prevenzione, parti della Regione europea dell'Oms continuano a lottare con tassi comparativamente più alti di obesità infantile, mentre un secondo studio mostra che i neonati che non sono mai stati allattati al seno o lo sono stati solo raramente hanno un aumentato rischio di diventare obesi da bambini. Tra i piccoli, dunque, la percentuale di oversize rimane alta, ed è maggiore tra chi non è stato allattato al seno rispetto a chi lo è stato: 16,8% contro 9,3%, mentre in mezzo c'è il 13,2% relativo al gruppo dei bebè allattati per meno di 6 mesi. Il fenomeno è stato osservato in 22 Paesi che hanno aderito alla quarta raccolta dati del 'Cosi' (tra il 2015 e il 2017), per un totale di più di 100 mila bambini.

Allattamento: la guida completa

Guardando ai tassi di allattamento al seno, nel Belpaese secondo la tabella che accompagna lo studio a non bere mai il latte di mamma è un bebè su 10 (10,2%). Per il 47,5% le poppate durano meno di 6 mesi, soglia superata invece dal restante 42,3%. A livello europeo emerge che in quasi tutti i Paesi oltre il 77% dei bambini è stato allattato al seno, ma spiccano alcune eccezioni: in Irlanda il 46% dei bambini non è mai stato allattato al seno, in Francia il 38% e a Malta il 35%. Solo 4 paesi su 12 mostrano una prevalenza dell'allattamento al seno esclusivo (per 6 mesi o più) del 25% o superiore: Tajikistan (73%), Turkmenistan (57%), Kazakistan (51%) e Georgia (35%).

L'altro dato evidenziato nella ricerca che indaga sulla prevalenza dell'obesità grave nei bambini in età scolare in 21 Paesi partecipanti, riguarda i picchi di taglie XXL, registrati soprattutto tra i maschi. Picchi che in Italia toccano il 4,3%, con una tendenza alla diminuzione negli anni, segnalano dall'Iss.

Secondo la fotografia scattata dalla ricerca, condotta su un totale di circa 637 mila bimbi monitorati in 3 raccolte dati, si rileva una presenza tra l'1% in Svezia e Moldavia e il 5,5% a Malta di bambini con obesità grave, cioè ad alto rischio di complicanze per la salute. La prevalenza di obesità severa varia significativamente da Paese a Paese e tocca le punte più alte nel Sud Europa. Sulla base delle percentuali rilevate, in totale colpisce dunque quasi 400 mila dei circa 13,7 milioni di bambini di età compresa tra 6 e 9 anni che vivono nei 21 Paesi considerati.

"Agire sull'obesità infantile - compresa quella grave - può avere grandi benefici non solo per la salute e il benessere dei bambini, ma anche per i sistemi sanitari nazionali", sottolinea Bente Mikkelsen (Oms Europa) che pensando all'esito dello studio sul latte materno evidenzia la necessità di "fare tutto il possibile per promuovere e proteggere l'allattamento in tutta la Regione", visto che "più a lungo un bambino viene allattato al seno, maggiore è la sua protezione dall'obesità. Questa conoscenza - conclude - può rafforzare i nostri sforzi nella prevenzione".

L'Oms raccomanda l'allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi di vita. Successivamente, i bambini dovrebbero ricevere alimenti complementari nutrizionalmente adeguati continuando l'allattamento al seno fino a 2 anni o oltre. Secondo lo studio, le pratiche di allattamento al seno nella regione europea sono inferiori a quelle raccomandate per una serie di motivi, tra cui politiche inefficienti di incoraggiamento alla poppata e problemi legislativi sulla protezione della maternità. "La promozione dell'allattamento al seno offre una finestra di opportunità per rispondere al problema dell'obesità infantile nella Regione europea", ribadisce Joao Breda, capo dell'Ufficio europeo dell'Oms per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili, che ha guidato anche l'indagine 'Cosi'.

"L'obesità nei bambini rappresenta uno dei principali problemi di sanità pubblica dei nostri tempi - gli fa eco Angela Spinelli, direttore del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Iss - Si tratta senza dubbio di un fenomeno multifattoriale, con possibili gravi conseguenze a lungo termine sulla salute e sulla società intera. Come tale va affrontato prima di tutto attraverso la prevenzione, a cominciare dall'allattamento per poi proseguire con programmi e iniziative nei bambini e giovani che aiutino ad effettuare scelte salutari. Ma nel caso di obesità grave bisogna garantire anche i servizi per aiutare questi bambini e le loro famiglie a contrastarla. In Italia negli ultimi anni abbiamo osservato una lieve diminuzione del fenomeno ma è ancora una sfida aperta".

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