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Il neonato non si attacca al seno, cosa fare?

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L'ostestrica ci spiega cosa fare se il neonato non si attacca al seno correttamente

Il neonato non si attacca al seno

Una delle questioni che stanno più a cuore alle neomamme è come fare a capire se e quanto il bambino mangia quando lo attacchiamo al seno. Quali sono le indicazioni e come fare se riscontriamo qualche difficoltà in allattamento? Parleremo di allattamento al seno quindi, ma voglio specificare che chi non può o non vuole allattare al seno non deve in alcun modo giudicata come “meno mamma” o meno capace, né da altre persone né tanto meno da operatori sanitari come me. Vediamo, dunque, cosa fare se il neonato non si attacca al seno.

Come allattare al seno i primi giorni

I primi giorni, anzi oserei dire le prime ore dopo la nascita del bambino sono fondamentali per poter avviare correttamente l’allattamento al seno. Questo perché prima il bambino si attacca al seno, più precoce sarà la reazione ormonale che scatenerà la produzione di latte e quindi è meno probabile che ci siano futuri problemi di attacco al seno.

Ma come fare praticamente? Dobbiamo ricordarci innanzitutto una cosa, i primi giorni non ci sarà la quantità di latte infinita che ci immaginiamo, ci sarà solo il colostro. Poche gocce al momento della poppata sono sufficienti per il bambino (il cui stomaco è grande come una nocciola), quindi nei primi giorni in ospedale il consiglio è di attaccarlo al seno sempre ogni volta che piange e di tenerlo a contatto pelle-pelle il più possibile. Una volta passati i primi giorni succederà che sentirete arrivare la montata lattea, ovvero una grossa produzione di latte che vi riempirà il seno e a cui dovrete prestare attenzione per evitare ingorghi e mastiti, il seno in questo caso andrà svuotato, e chi lo può svuotare meglio di tutti? Il bambino, che vi chiederà di stare anche attaccato più a lungo rispetto ai giorni precedenti.

Consigli su come calcolare quanto deve mangiare un neonato

Come far attaccare un neonato al seno

Un neonato sano, che abbia avuto un parto a termine di gravidanza (dopo le 37 settimane) non complicato non ha bisogno di essere “obbligato” ad attaccarsi al seno. Si può osservare anche in molti video online come il neonato da solo sia in grado di arrampicarsi sul corpo della mamma per arrivare al seno. Nei nostri ospedali molto spesso si evita al neonato questo passaggio e lo si accompagna al seno della mamma.

Ci sono tre cose a cui dovete porre attenzione per aiutare il bambino a capire come attaccarsi:

  1. innanzitutto la posizione vostra e del bambino. Ovvero la mamma deve essere comoda e il bambino deve avere il naso davanti al capezzolo della mamma a prescindere dalla posizione che assumiate per allattare (sdraiata, seduta, a palla da rugby ecc ecc).
  2. La seconda cosa a cui prestare attenzione prima di avvicinare al seno il bambino sono i suoi segnali di fame precoci: possiamo distinguerli guardando innanzitutto se si porta le mani vicino alla bocca, se inizia a schioccare la lingua, e se ad esempio passiamo un dito sulla sua guancia lui gira il viso aprendo la bocca. La chiave di tutto, compreso un buon attacco è l’apertura della bocca. Quando il bambino ha la bocca aperta si può avvicinare al seno e farà tutto da solo, prendendo non solo il capezzolo ma anche la zona circostante, ovvero l’areola, in bocca e poppando correttamente.
  3. La terza e ultima cosa a cui prestare attenzione per capire se il neonato è attaccato bene al seno è come succhia. Ovvero se lo sentite deglutire, se le guance si gonfiano e se il ritmo tra poppata e respirazione è regolare direi che stiamo andando nella direzione giusta.

Da quando è nato si è attaccato poche volte ed è pigro. Cosa fare?

Ci sono dei bambini che vengono definiti pigri, a me non piace molto come definizione perché i bambino innanzitutto non hanno idea di cosa sia la pigrizia, e soprattutto ci sono diversi fattori che possono renderli sonnolenti e lenti. Innanzitutto dobbiamo capire il tipo di parto che hanno vissuto, mi spiego meglio, travagli molto lunghi, ma anche l’epidurale prolungata rendono il bambino “stanco”.

  • Nel primo caso basterà lasciarli riposare un pochino, ovvero pazientare 5-6 ore perché poi riprendano forza. In queste 5-6 ore però dobbiamo tenerli sempre vicini, pelle a pelle in modo che il seno sia stimolato dalla sola vicinanza del bambino, e, quando sono semi svegli, provare comunque ad attaccarli al seno.
  • Nel caso dell’epidurale, così come nel caso di cesareo, per quanto in quantità minima e non pericolosa, un pochino dell’effetto anestetico si è trasferito sul bambino che lo deve smaltire. Quindi anche in questo caso un consiglio è tenerlo in contatto pelle-pelle e appena sveglio attaccarlo al seno senza aspettare che pianga.

L’altro fattore da considerare è a che età è nato questo bimbo, cioè un bambino nato a 37 settimane sarà un pochino più lento e con cicli sonno-veglia più lunghi rispetto ad un bambino nato a 41 settimane. Così come le condizioni in cui è nato possono influire sulla capacità di attaccarsi al seno immediatamente, cioè un bimbo che ha sofferto di più avrà bisogno di più tempo. La “regola” principale è tenerlo vicino e attaccarlo spesso, anche solo 5-10 min i primi giorni. Nei giorni successivi, quando si è a casa bisognerà invece provare a stimolarlo di più, accarezzandolo, parlandogli e cercando di tenerlo più sveglio possibile durante la poppata.

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Il neonato è nervoso al seno, cosa fare?

Quando il neonato si mostra nervoso, infastidito, continua a prendere e lasciare il seno e a piangere vigorosamente succede che la mamma si faccia mille domande. Una su tutte è quella di cercare di capire perché è infastidito. Vuole essere cambiato? Ha aria nella pancia? Il latte esce troppo forte dal seno e gli finisce direttamente in gola? Come facciamo a sapere cosa fare? Non potendo i piccoli comunicare a parole si va per esclusione, se è da cambiare provate a cambiarli. Se invece ha aria nella pancia dovete solo pazientare e tenerlo attaccato perché l’aria verrà eliminata molto presto, magari mentre l’avete attaccato al seno provate a massaggiare il pancino per aiutare la fuoriuscita. Quando invece dico “il latte esce troppo forte dal seno” intendo una condizione molto comune, ovvero un riflesso di eiezione del latte molto forte, per intenderci come se schizzasse con un getto potente in gola al bambino che ovviamente ne risulta infastidito. Come fare? Provate a cambiare posizione di allattamento, in modo che il latte vada sul palato e non direttamente in gola. Potrebbero esserci anche altri motivi ma questi sono tra i più comuni che potreste trovarvi ad affrontare.

Il neonato non mangia e piange

Prima cosa che dobbiamo capire è se piange perché non mangia a sufficienza o per altri motivi. Se piange perché non è soddisfatto del seno unica cosa da fare è continuare a tenerlo attaccato magari cambiando seno o posizione. Se piange invece di mangiare potrebbero esserci svariati motivi anche non per forza fisici. Mi spiego meglio:

  • anche i neonati hanno paura, se ad esempio è capitato una volta che si sono ingozzati durante la poppata alcuni bambini possono essere impauriti che accada ancora nella poppata successiva
  • oppure essendo appena nati si sentono “soli” perché non sentono più le pareti rassicuranti dell’utero attorno a loro;
  • oppure ancora hanno sognato cose brutte e sono agitati.

Se invece consideriamo le cause fisiche possono essere tantissime tra cui apputo un latte che esce dal capezzolo molto forte, la presenza di quello che viene definito “mughetto” (ovvero un’infezione da Candida al seno della mamma passata al bambino)…veramente tante cose. La prima cosa da fare, prima ancora di attaccarlo al seno è cercare di calmare il bambino. Fino a quando piange a prescindere dalla causa non sarà in grado di attaccarsi al seno, non sarà soddisfatto, sarà nervoso e si entra quindi in un circolo vizioso da cui poi anche la mamma fatica ad uscire.

Come calmarlo? Tenerlo addosso in contatto pelle-pelle, appoggiandolo proprio sul cuore, abbracciandolo, camminando. Una volta che si sarà calmato si riprova ad attaccarlo al seno. So che questo potrebbe sembrare molto faticoso, ci vuole molta pazienza è vero ne sono consapevole ma vedrete che una volta calmato e capito che tutto andrà bene il bimbo tornerà ad essere come prima.

Perché il neonato rifiuta un solo seno?

Esiste una condizione particolare che non sempre ha una spiegazioni fisiologica, ovvero quando il neonato rifiuta un solo seno. Sembra piuttosto strano effettivamente, eppure accade. Tra le cause fisiche può esserci un capezzolo più difficile da afferrare rispetto all’altro seno, oppure a seguito di un ingorgo (quando il latte cambia sapore diventando salato) il bambino decide che non ne vuole più sapere, oppure ancora è semplicemente più comodo da un seno. Si può allattare anche da un solo seno senza problemi, unica cosa è importante che l’altro seno venga comunque tenuto morbido in modo da non causare mastiti (perché la produzione del latte non è monolaterale, è basata su un unico riflesso, il riempimento o meno del seno è invece dettato da quanto si svuota). Sarà leggermente più complessa la gestione della quantità di latte ma è assolutamente possibile.

Ho cercato di fare un panorama di quelle che possono essere le problematiche e le motivazioni che stanno dietro a questi problemi. Sicuramente non sono tutte, così come le risposte sono adattabili alla media delle situazioni ma, e questo è il consiglio con cui voglio lasciarvi, non affidatevi solo a ciò che leggete.

Capire perché un bambino fatica ad attaccarsi al seno non è sempre facile, la cosa migliore da fare è rivolgersi ad una collega ostetrica che possa venire a casa vostra o accogliervi in studio per valutare insieme una poppata e studiare la soluzione personalizzata alle vostre problematiche.

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