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Il latte materno allunga la vita ed è un bene di salute pubblica

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Numerose evidenze scientifiche suggeriscono che il latte materno allunga la vita e che l'allattamento è una pratica che va sostenuta per la tutela della salute pubblica

Il latte materno allunga la vita

L'allattamento al seno è una pratica considerata dagli esperti salva-vita per molte ragioni. E chi dice che il latte materno allunga la vita in effetti non sbaglia: intervenuto al 13° Simposio Internazionale sull’Allattamento al Seno e sulla Lattazione di Medela che si è svolto a Parigi, il professor Laurent Storme, capo del Dipartimento di Neonatologia dell’Ospedale universitario di Lille, ha dichiarato che esistono già solide evidenze scientifiche sul fatto che i benefici dell’allattamento al seno iniziano nell’infanzia e continuano per tutta la vita.

Non c'è dubbio che l'ambiente in cui il neonato cresce nei suoi primi 1000 giorni di vita abbia un impatto notevole sul suo stato di salute anche a lungo termine e l'allattare al seno incide profondamente sull’intera esistenza di un individuo. È stato dimostrato, infatti, che nessun altro intervento durante i due anni successivi alla nascita ha un impatto altrettanto positivo quanto l’allattamento al seno.

I geni possono certamente suggerire le previsioni circa la possibilità di insorgenza di alcune malattie, ma anche il contesto ambientale è altrettanto significativo e un numero crescente di evidenze scientifiche indica che l’epigenetica, cioè l’influenza dell’ambiente sullo sviluppo genetico, può essere la chiave di lettura principale per individuare il processo di sviluppo delle malattie.

Il professor Storme è andato oltre e ha chiarito che la salute di un individuo comincia a deteriorarsi già dopo due anni e in questo senso il contesto ambientale gioca un ruolo chiave per posticipare questo processo.

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I primi 1000 giorni di vita

I primi mille giorni di vita di un bambino, dunque, rappresentano un'incredibile opportunità, il primo e più importante dei passaggi critici dello sviluppo (dopo verranno pubertà e menopausa).

Le malattie che si manifestano nel corso dell’esistenza sono programmate in gran parte durante quei primi 1000 giorni. L’origine evolutiva della salute (Developmental Origin of Health) è un nuovo paradigma. Nell’arco dei prossimi 10-20 anni ci concentreremo senza dubbio sul corretto inizio di questa programmazione ottimale invece che cercare di intervenire in seguito. Questo è il futuro della medicina: migliorando il contesto ambientale in cui madre e bambino vivono in quei primi mille giorni potremo ridurre le patologie croniche in età adulta

ha precisato Storme.

I benefici dell'allattamento al seno

Moltissimi studi scientifici hanno indagato sui benefici che il latte materno ha sullo stato di salute e quindi sui molteplici modi in cui il latte allunga la vita:

  • l’allattamento al seno previene l’obesità in età adulta
  • l'allattamento favorisce risultati cognitivi più alti nei bambini, negli adolescenti e nei giovani. I primi benefici cognitivi sono evidenti già dopo tre mesi di allattamento esclusivo al seno e aumentano con l'allungarsi della durata dell’allattamento, soprattutto se questo si protrae oltre i sei mesi. E ciò è evidente in particolar modo per i neonati vulnerabili, come i prematuri o quelli con basso peso alla nascita
  • l'allattamento al seno entro la prima ora di nascita protegge i neonati dalle infezioni
  • l'allattamento riduce il rischio di cancro al seno nella madre
  • il legame tra madre e bambino influisce sulla salute mentale e fisica di quest’ultimo per tutta la vita. Il contatto tra mamma e bambino innesca la produzione dell'ossitocina, noto come “ormone dell’amore”, che migliora il legame madre-bambino, rafforza il sistema linfatico e riduce rabbia ed agitazione.

Inoltre uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet e finanziato dalla Bill and Melinda Gates e dalla Wellcome Trust britannica ha analizzato i dati raccolti in più di 1300 studi e relativi a migliaia di donne e bambini in 164 Paesi diversi del mondo ed è giunto alla conclusione che, proprio come rivelano le stime dell'OMS, il latte materno potrebbe contribuire a salvare la vita di 800mila persone e a ridurre di 20mila casi il numero di morti a causa del carcinoma alla mammella e cancro alle ovaie.

Nel dettaglio, lo studio ha dimostrato che:

  • l'allattamento al seno cotnribuisce a prevenire il 36% le morti bianche
  • riduce del 58% i casi di enterocolite necrotizzante, un disturbo che interessa soprattutto i bambini prematuri, il che conferma quanto sia importante garantire ai prematuri il latte materno
  • il latte materno è benefico per la salute sia nei Paesi poveri che in quelli più ricchi
  • un terzo delle infezioni respiratorie e la metà dei casi di diarrea potrebbero essere evitati nei Paesi a basso reddito

Proteggere l'allattamento al seno

L'allattamento al seno è “lo sciogliersi del corpo della madre per nutrire il suo bambino”. Queste sono state le parole del professor Bruce German, Direttore del Food for Health Institute dell’Università della California.

Inoltre i singoli componenti del latte materno, come la Vitamina D, gli Omega-3 e altre sostanze preziose sono il frutto della dieta e dell'alimentazione che una mamma ha seguito il giorno prima, ma anche di come si è nutrita nel corso di tutta la sua esistenza, di quanto esercizio fisico ha fatto, delle tossine e dello stress a cui è stata esposta mesi prima della nascita del bambino.

L'allattamento al seno va considerato come una risorsa per la tutela della salute pubblica e va preservato, protetto ed incentivato. Per questa ragione i vari programmi di promozione dell’allattamento al seno, attivi in molti Paesi europei, offrono consulenze alle mamme in gravidanza e in allattamento e consigli su molte questioni, dalla dieta al movimento ai cosmetici.

Per costruire una società più sana e forte, quindi, è indispensabile creare un ambiente favorevole per la mamma e il suo bambino nei primi mille giorni di vita ed incoraggiare e sostenere le neomamme nell'allattamento al seno.

Allattamento al seno, consigli utili

La guida per sostenere l'allattamento al seno nelle strutture sanitarie

In prima linea si trovano le strutture sanitarie che accolgono il neonato alla nascita e che hanno il fondamentale ruolo di promuovere, informare e sostenere la mamma nelle prime fasi dell'allattamento.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che l'allattamento al seno per i primi 2 anni potrebbe salvare la vita a più di 820.000 bambini di età inferiore ai 5 anni ogni anno e consiglia l'allattamento al seno per almeno sei mesi dopo la nascita del bebè.

E proprio l'OMS, insieme all'UNICEF, ha redatto una guida, destinata agli operatori sanitari, è finalizzata ad aumentare il sostegno all'allattamento al seno nelle strutture sanitarie. Si tratta di dieci passi per il successo dell'allattamento al seno che dovrebbero essere lo standard per la cura delle madri e dei loro bambini.

  1. Definire un protocollo scritto per l'allattamento al seno da far conoscere a tutto il personale sanitario e ai genitori
  2. Preparare e formare opportunamente l'intero personale sanitario per mettere in atto compiutamente questo protocollo
  3. Informare tutte le donne in gravidanza dei vantaggi e dei metodi di realizzazione dell'allattamento al seno
  4. Garantire l'immediato contatto pelle a pelle tra neonato e sua madre  dopo la nascita per almeno un’ora e incoraggiare le madri a comprendere quando il neonato è pronto per poppare, offrendo aiuto se necessario.
  5. Mostrare alle madri come allattare e come mantenere la secrezione lattea anche nel caso in cui vengano separate dai neonati
  6. Non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, a meno che non vi sia precisa prescrizione medica
  7. Sistemare il neonato nella stessa stanza della madre (rooming-in), in modo che stiano insieme ventiquattr'ore su ventiquattro
  8. Incoraggiare l'allattamento a richiesta tutte le volte che il neonato sollecita nutrimento
  9. Non dare tettarelle artificiali o succhiotti ai neonati durante il periodo dell'allattamento
  10. Contribuire a creare una rete di sostegno per le mamme una volta uscite dall'ospedale, in modo che  sappiano a chi rivolgersi in caso di difficoltà.
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