Home Il bambino Allattamento

Fumare in allattamento: quali sono gli effetti e come smettere

di Francesca Capriati - 18.02.2021 Scrivici

fumare-in-allattamento
Fonte: shutterstock
E' peggio fumare in gravidanza o allattamento? Come smettere di fumare in allattamento e cosa dicono gli esperti sui rischi del fumo sul bambino

Fumare in allattamento

Il latte materno è il più prezioso nutrimento che possiamo fornire al nostro bambino nei primi mesi di vita. La sua composizione è perfetta e assicura tutte le sostanze necessarie al bebè per crescere nel modo corretto. Ma sappiamo bene che i cibi che mangiamo, così come le bevande, alcolici, farmaci e ovviamente le sigarette possono influenzare la composizione del latte materno e possono mettere a rischio il suo sviluppo e la sua salute. Come possiamo facilmente immaginare, fumare in allattamento è una pessima abitudine che dovremmo evitare in ogni modo e dovremmo cogliere l'occasione per smettere del tutto e non ricominciare più. Anche perché gli effetti del fumo passivo e del cosiddetto "fumo di terza mano" continuano ad essere evidenti e rischiosi per tutta la famiglia. La nicotina, il catrame e tutte le sostanze tossiche presenti nelle sigarette si depositano nei tessuti, negli abiti e contaminano l'ambiente domestico, anche se si fuma all'aperto.

In questo articolo

OMS: il fumo in allattamento

L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda fortemente l'allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi e consigliano di proseguire l'allattamento per tutto il primo anno e anche oltre: per questo, secondo gli esperti, le donne fumatrici che allattano rappresentano, con i loro figli, una importante popolazione di pazienti a rischio.

L'OMS ha stimato che i figli di madri fumatrici hanno un aumento del rischio pari al 70% di infezioni delle basse vie respiratorie rispetto ai figli di non fumatrici e aumenta anche la probabilità di morte improvvisa del lattante (SIDS).

Secondo le ricerche condotte in proposito, i principali effetti identificati della nicotina sui bambini sono stati:

  • cambiamenti nei ritmi di sonno e veglia;
  • riduzione dell'apporto di iodio;
  • danno istopatologico al fegato e ai polmoni;
  • danno ossidativo intracellulare;
  • riduzione delle cellule ß pancreatiche;
  • riduzione della tolleranza al glucosio.

Inoltre i figli di madri fumatrici durante la gravidanza possono presentare un maggiore rischio di "non-communicable diseases (NCDs)", come obesità, ipertensione arteriosa, alterazioni del metabolismo glucidico.

Allattamento e fumo Leche League

Gli esperti della Leche League ricordano che l'allattamento al seno è più salutare per un bambino, anche quando la madre fuma, rispetto al latte artificiale. In ogni caso consigliano di provare a smettere utilizzando eventualmente i cerotti a base di nicotina.

E' peggio fumare in gravidanza o allattamento?

Durante la gravidanza bisogna smettere di fumare perché i rischi sono ben noti e dimostrato dalla scienza: il fumo, infatti, influenza attivamente lo sviluppo fetale. Tra i rischi più conosciuti troviamo:

  • basso peso alla nascita;
  • aumento del rischio di aborto spontaneo e morte perinatale;
  • aumento del rischio di distacco della placenta;
  • maggiore probabilità di parto prematuro;
  • aumentato rischio di malformazioni fetali.

Ma non bisogna fumare nemmeno dopo il parto: diverse ricerche hanno collegato il fumo passivo con un crescente rischio di sindrome della morte in culla (SIDS). Inoltre il fumo in allattamento è direttamente collegato a:

  • riduzione della produzione di latte materno: le neomamme che fumano più di 10 sigarette al giorno vanno incontro ad una riduzione della produzione di latte e a cambiamenti nella composizione del latte;
  • irrequietezza, nausea, letargia nei bambini a causa del passaggio della nicotina e di altre sostanze tossiche attraverso il latte;
    aumento del rischio che il bambino soffra di asma.

Inoltre dobbiamo sapere che la quantità di nicotina trasferita nel latte materno è doppia rispetto a quella trasmessa attraverso la placenta durante la gravidanza.

Quanto si può fumare in allattamento?

Esiste un numero massimo di sigarette consentite in allattamento? Gli esperti, come abbiamo visto, sconsigliano di fumare mentre si allatta e raccomandano di prolungare il periodo di astensione dal fumo dalla gravidanza fino a quando l'allattamento non sarà concluso.

Naturalmente il miglior latte che possiamo fornire al nostro bambino è quello privo di nicotina e sostanze tossiche, tuttavia secondo gli esperti una quantità di sigarette inferiore alle 10 al giorno non dovrebbe comportare un rischio eccessivamente alto. In ogni caso è indispensabile aspettare almeno 90 minuti dopo aver fumato prima di allattare al seno.

Smettere di fumare in allattamento

Sappiamo bene quanto sia difficile smettere di fumare. E' già complicato in periodi "sereni" della propria vita, quindi nella fase del post parto, con lo stress, la carenza di sonno, le preoccupazioni legate alla nuova vita da neomamma, è comprensibile il desiderio di riprendere a fumare prima possibile o non riuscire a smettere del tutto.

Un cerotto a base di nicotina può essere utile se si sta provando a fare a meno delle sigarette. E' possibile rivolgersi all'ostetrica o al proprio medico per essere messe in contatto con esperti che promuovono programmi ad hoc per smettere di fumare.

Se non riusciamo a fare a meno delle sigarette ricordiamoci di:

  1. non fumare più di 10 sigarette al giorno;
  2. far passare 90 minuti prima di allattare al seno;
  3. coprire il capo, le mani e i vestiti per evitare di far entrare in contatto il bambino con il fumo di seconda e terza mano.

Sigarette elettroniche in allattamento

Sulle sigarette elettroniche, introdotte da pochi anni sul mercato, sono state condotte ancora poche ricerche in termini di sicurezza. Tuttavia dal momento che le sigarette elettroniche contengono comunque nicotina possono ancora rappresentare un rischio per la madre e per il neonato.

Fonti

gpt inread-altre-0

articoli correlati