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Come capire se si ha il latte al termine della gravidanza?

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Una delle diverse paure delle mamme in gravidanza è non avere latte per il proprio piccolo. Ma come capire se si ha latte in gravidanza? Risponde la nostra ostetrica

Come capire se si ha latte in gravidanza? 

Una delle svariate preoccupazioni delle mamme, soprattutto alla fine della gravidanza, è capire se si avrà il latte. Ovvero capire se l’allattamento al seno sarà possibile. Da ostetrica spesso mi capita di incontrare mamme a termine di gravidanza molto preoccupate perché tengono molto ad allattare, ma non sanno come capire “se si ha il latte”. A tutte rispondo che, salvo condizioni di patologie importanti a livello cerebrale e ormonale, tutte le mamme hanno il latte.

Proviamo a capire insieme che cosa accade alla fine della gravidanza e come prepararsi al meglio per l’avvio dell’allattamento.

Come si prepara il seno all'allattamento

Come e quando si forma il latte materno

Partiamo dall’inizio, da come e quando si forma il latte materno, ma direi ancora prima da cosa succede al seno con la prima gravidanza. La ghiandola mammaria si sviluppa parzialmente durante l’adolescenza, ma è con la prima gravidanza che si arriva alla maturazione definitiva. Questo significa che durante la prima gravidanza il seno può essere leggermente dolente, può aumentare di volume e far acquistare qualche taglia prima ancora che il bambino nasca.

Avere un seno più grosso non significa necessariamente che si avrà molto latte è semplicemente la maturazione definitiva della ghiandola. Infatti molte mamme al secondo figlio raccontano che non hanno più quella sensazione di seno dolente e voluminoso come la prima volta.

Un’altra importante considerazione da fare è che la dimensione del seno, la taglia per intenderci, non riguarda la produzione del latte. Il latte viene prodotto dalla ghiandola che è quella parte tondeggiante e dura che sentite se schiacciate il seno, il resto è tessuto adiposo che dermina la taglia del seno. Quindi anche le mamme con una prima possono allattare con successo.

Già a termine di gravidanza alcuni ormoni, in particolare la prolattina, iniziano a stimolare la ghiandola mammaria nella produzione e capita quindi di veder fuoriuscire del liquido arancio/giallognolo dal capezzolo. Quello è il colostro, ovvero il primo latte. Segno che il processo di produzione ha preso avvio. Se però non doveste avere perdite di colostro non allarmatevi, non a tutte le mamme capita a termine di gravidanza, ma nonostante ciò possono allattare senza problemi.

Serve una preparazione per il seno?

So che fino a qualche tempo fa si consigliava la stimolazione dei capezzoli per aiutare la produzione del latte già in gravidanza. In realtà è un metodo che è stato ormai abbandonato perché gli studi scientifici hanno dimostrato che una preparazione in gravidanza non ha alcun impatto sulla riuscita dell’allattamento, cioè sia donne “preparate” che donne “non preparate” avevano lo stesso risultato.

Stessa cosa vale per la prevenzione delle ragadi (quei tagli dolorosi e spesso sanguinanti di cui si sente tanto parlare), non esistono pomate o tecniche miracolose per la prevenzione, soltanto fare in modo che il bimbo si attacchi bene al seno aiuta a prevenirle.

  • Io di solito consiglio solo una preparazione generale ovvero, mantenersi ben idratate, quindi bere acqua o liquidi che aiutano la produzione della parte più liquida dell’acqua. E una buona idratazione della cute con creme/olii naturali e senza profumo.
  • L’elasticità della cute è importante, ma non è necessario comprare prodotti costosissimi è sufficiente l’amato olio d’oliva.

Come si fa a capire che c’è il latte?

Anche questa domanda mi viene posta molto spesso ai corsi di accompagnamento alla nascita e dalle mamme che incontro in consulenza. In realtà non esiste a fine gravidanza un sintomo fisico che ci dica “ok c’è il latte”. Questo perché la produzione avviene in relazione al consumo e quindi solo quando sarà nato il bambino e si attaccherà al seno potremo scoprire quanto latte c’è. Il primissimo che vedrete gocciolare vi sembrerà pochissimo e strano, perché ha un colore diverso da quello che vi aspettate. Il colostro è infatti poco e tendenzialmente giallo/arancione. Tranquille non è latte infetto, né da buttare, anzi è preziosissimo per il vostro bimbo perché continene le prime cose di cui ha bisogno ovvero le difese immunitarie.

Di solito la sensazione che ci permette di dire che il latte c’è è quella che si chiama “montata lattea”, solo in pochissimi casi ciò accade già in gravidanza immediatamente dopo il parto, più comunemente avviene un paio di giorni dopo. I casi a cui faccio riferimento sono di solito quelli in cui la mamma non è alla prima gravidanza e le due gravidanze sono ravvicinate tra loro o addirittura se continua ad allattare durante la seconda gravidanza. In questi casi è possibile avere già la sensazione di un seno pieno di latte a termine di gravidanza, altrimenti bisognerà attendere qualche giorno dal parto.

Proprio perché in gravidanza non esistono segnali di come andrà l’allattamento è fondamentale la gestione dei primi giorni in ospedale per cui chiedete aiuto alle colleghe ostetriche.

Come aumentare la produzione di latte materno

In gravidanza in realtà non è possibile pensare di aumentare la produzione di latte. La regolazione produzione/consumo è piuttosto precisa e solo quando il vostro bimbo si attaccherà al seno svuotandolo di una certa quantità allora il seno saprà che è quella quantità che deve produrre.

Facciamo un esempio per capire meglio il meccanismo. Mettiamo caso che abbiamo una vasca da bagno con dei sensori. La vasca viene riempita con un certo volume d’acqua e i sensori sanno che se l’acqua scende devono ripristinare il volume. Per ripristinare il volume totale i sensori in autonomia aprono i rubinetti fino a quando l’acqua non torna al volume iniziale. Così avviene con il seno, più il bambino si attacca e svuota il seno (sia in termini di quantità di latte sia in termini di numero di poppate) più latte verrà prodotto per far fronte alla richiesta. Questo è il meccanismo alla base dell’allattamento a richiesta e non a orari.

Nel caso dell’allattamento a richiesta, nella maggioranza dei casi il latte prodotto è sufficiente per il bambino, nel caso dell’allattamento ad orari invece capita spesso che il latte non sia sufficiente o che la mamma debba fare molta fatica. Inoltre mi preme sottolineare che essendo un gioco di ormoni è molto importante anche che la mamma sia tranquilla e serena. Non è sempre facile soprattutto nei primi giorni, però sappiate che l’ormone dello stress è un antagonista dell’ossitocina (che consente al latte di fuoriuscire dal seno).

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Come capire quando il latte materno sta per finire

Di solito ciò che ci fa capire che il latte materno non è più sufficiente è il bambino. Cioè, se il bambino non cresce e/o non è più soddisfatto al termine delle poppate può essere un campanello di allarme. Il non crescere è un aspetto importante ma non quello centrale. Infatti la soddisfazione del bambino dopo la poppata è ciò su cui deve concentrarsi la nostra attenzione. Se un bimbo si addormenta al seno, o comunque appare tranquillo e felice smettendo di mangiare da solo allora il latte sarà sufficiente. Se invece terminata la poppata è nervoso, chiede ancora latte, piange potrebbe esserci un problema di quantità. Parlo al condizionale perché vi sono momenti in cui i bambini diventano un pochino più “pigri e nervosi”, momenti in cui hanno qualche fastidio per cui quella poppata non va come dovrebbe e momenti in cui semplicemente mangiano meno.

Per questo andiamo a valutare anche la crescita, e con questo termine io non considero solo l’aumento di peso ma anche la lunghezza, la circonferenza addominale e cranica. Il numero di pannolini bagnati/sporcati al giorno, la vivacità, lo stato della cute. Insomma crescita significa molte cose, che di solito vengono notate dal pediatra quando portate il bimbo per il controllo mensile. Se piano piano il bimbo chiede sempre meno il seno perché interessato ai cibi solidi, se si attaccherà di meno il latte verrà prodotto in minore quantità e via via andrà esaurendosi. In ogni caso noi abbiamo come principale metro di giudizio il nostro bimbo. È lui a determinare ogni cosa, dall’inizio della produzione alla fine della produzione insomma è il capo in questo senso.

Allattare al seno è sicuramente una bella esperienza, ma non per questo priva di ansie, paure e difficoltà. Per qualsiasi dubbio non sentitevi mai in difetto, anzi chiedete chiedete chiedete sia in ospedale durante i primi giorni, sia a casa chiamando un’ostetrica che vi possa supportare perché, come dice un motto che sposo ormai da tempo, una mamma tranquilla ha un allattamento tranquillo.

 
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