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Carciofi in allattamento, si possono mangiare o sono da evitare?

di Simona Bianchi - 25.03.2024 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Molte neomadri si chiedono se i carciofi in allattamento sono da evitare oppure no. Cosa dicono gli studi e come comportarsi

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Carciofi in allattamento sì o no?

I carciofi in allattamenti sono spesso inseriti tra gli alimenti da evitare perché possono modificare il sapore del latte. C'è addirittura chi sostiene che possano ridurre la montata lattea. A sfatare queste informazioni è il sito dell'Istituto Superiore di Sanità che sottolinea come "possono, invece, essere consumati alimenti a torto ritenuti "pesanti" per i lattanti quali aglio, cipolla, legumi, cavoli, carciofi e verdure varie. Con il consumo di questi alimenti il lattante si abitua a una varietà di sapori e al momento dello svezzamento gli sarà più facile accettare nuovi cibi". Durante l'allattamento, la donna deve stare ancora più attenta a seguire un'alimentazione sana ed equilibrata sia per garantire una composizione ottimale del latte, sia per soddisfare l'aumentato fabbisogno nutrizionale della neomamma che è calcolato in circa 500 kcal in più al giorno. Bisogna mangiare però i cibi corretti che non causino rischi per il lattante. Tra le raccomandazioni principali c'è ovviamente il non bere alcol in quanto, arrivando al bambino attraverso il latte materno, può danneggiare soprattutto il sistema nervoso. Si dovrebbe inoltre limitare il consumo di cibi che possono essere contaminati da sostanze tossiche, come il mercurio che può essere presente in elevate quantità in alcuni pesci

Proprietà e caratteristiche dei carciofi

Il carciofo è un ortaggio della famiglia delle Asteraceae poco calorico e, come riporta il sito dell'Humanitas, è fonte di alfa carotene, luteina e zeaxantina, cinerina, sesquiterpeni lattonici, silimarina, acido caffeico e acido ferulico. Questo alimento promuove il buon funzionamento dell'intestino e riduce il rischio di cancro al colon apportando un buon quantitativo di fibre. Queste ultime, insieme a cinerina e sesquiterpeni lattonici, aiutano anche a ridurre i livelli ematici di colesterolo. Il carciofo è inoltre fonte di molecole caratterizzate da proprietà antiossidanti che aiutano a difendere l'organismo dall'azione dei radicali liberi e di vitamine del gruppo B, importanti per il buon funzionamento del metabolismo.

Cosa mangiare durante l’allattamento

Come detto la dieta di una mamma durante l'allattamento deve essere ricca e ben bilanciata. Gli alimenti da consumare dovrebbero comprendere frutta, sia fresca che secca, verdura di stagione, cruda e cotta, carboidrati - pasta, riso, pane e cereali - anche integrali, e proteine animali e vegetali -carne, pesce, uova, latticini e legumi. È preferibile inoltre limitare il consumo di cioccolata, caffè e tè perché hanno un noto effetto eccitante sul sistema nervoso e anche ridurre il consumo di insaccati e affettati, che sono fonte di grassi saturi, dolci e bevande zuccherine. L'ideale sarebbe fare tre pasti al giorno e due spuntini e bere molta acqua per restare idratate. In generale non occorre seguire una dieta speciale, ma è sufficiente alimentarsi in modo vario ed equilibrato in modo da garantire il passaggio nel latte di sapori diversi che preparano il bambino a sperimentare con maggiore interesse e curiosità l'alimentazione complementare.

I vantaggi di allattare il proprio bambino

Il Ministero della Salute evidenzia come l'allattamento sia uno straordinario investimento per la salute del proprio piccolo. Grazie alle sue proprietà, infatti, il latte materno è in grado di favorire un corretto sviluppo del bambino e proteggerlo da molte malattie. I benefici per il neonato sono:

  • riduce l'incidenza e la durata delle gastroenteriti
  • protegge dalle infezioni respiratorie
  • riduce il rischio di sviluppare allergie
  • migliora la vista e lo sviluppo psicomotorio
  • migliora lo sviluppo intestinale e riduce il rischio di occlusioni
  • contribuisce a una migliore conformazione della bocca
  • protegge contro le otiti
  • riduce il rischio di diabete e di tumori del sistema linfatico.

Anche le mamme traggono vantaggi dall'allattare al seno il figlio perché questa pratica stimola la naturale contrazione dell'utero riducendo il sanguinamento post partum e consentendo all'utero di tornare alle dimensioni normali più velocemente, aiuta a perdere il peso accumulato durante la gravidanza, riduce il rischio di sviluppare osteoporosi e previene alcune forme di tumore al seno e all'ovaio.

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