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Bonus latte artificiale: i dubbi dei neonatologi

di Redazione PianetaMamma - 19.12.2019 Scrivici

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Fonte: Shutterstock
I neonatologi esprimono i loro dubbi sul Bonus latte artificiale: meglio promuovere l'allattamento al seno

Bonus latte artificiale

Nel recente emendamento alla manovra di bilancio, approvato dalla Commissione Bilancio del Senato per il 2020, trovano spazio alcune misure a sostegno dell'allattamento al seno, ad esempio l'istituzione di una Giornata sull’Allattamento e allungamento dei permessi per le madri lavoratrici che allattano, ma anche il Bonus latte artificiale pari a 400 euro per l’acquisto gratuito di sostituti del latte materno, a favore delle madri che non allattano al seno per condizioni patologiche, ivi compresi i casi di ipogalattia e agalattia materna.

Il parere dei neonatologi

La Società Italiana di Neonatologia sostiene da sempre l’allattamento materno e tutte le iniziative che possano favorirlo, pur apprezzando le misure a sostegno dell’allattamento al seno previste, esprime perplessità sul bonus latte artificiale.

In una nota si legge:

Pur comprendendo le motivazioni che hanno portato all’approvazione della misura, la SIN ritiene che il provvedimento potrebbe, se non correttamente interpretato e non affiancato da altri interventi a sostegno dell’allattamento naturale, penalizzare l’allattamento al seno. Prevedere un aiuto economico isolato non a sostegno dell’allattamento materno, ma solamente a favore di quello in formula, rischia di essere controproducente, supportando un’alimentazione i cui effetti benefici non possono essere paragonati a quelli del latte materno.

Secondo glie sperti, infatti, un conto è prevedere un sostegno economico per l’acquisto del latte artificiale per le madri ed i bambini in cui l’allattamento materno non è praticabile per cause mediche ben documentate (cosa peraltro già prevista dalle normative vigenti), un altro discorso è destinare risorse ai casi di abbandono dell’allattamento al seno per vera o presunta mancanza di latte materno (ipogalattia e agalattia materna).

Sono davvero pochissime le controindicazioni all’allattamento materno, che spesso viene interrotto non perché legato a una specifica patologia, bensì per la presenza di difficoltà che potrebbero essere facilmente superate, aiutando ed informando le mamme durante questo delicato momento.

Le proposte

I neonatologi esprimono un giudizio favorevole relativamente alla proposta di raddoppiare, nei primi sei mesi di vita del bambino, i permessi per le donne che lavorano, prevedendo riposi di quattro ore anziché due e per l’identificazione di una giornata di sensibilizzazione sul tema, tutte iniziative utili a sostenere e diffondere la cultura dell’allattamento al seno. Accanto a questi provvedimenti sarebbe opportuno prevedere misure legislative ancora più incisive a supporto delle donne lavoratici, affinché non interrompano l’allattamento al seno e norme specifiche per la diffusione delle banche del latte umano donato.

Apprezziamo le buone intenzioni del Vice Ministro della Salute Sileri che ha introdotto interventi a sostegno di mamme e neonati, ma temiamo che il bonus latte artificiale, qualora non affiancato da concreti provvedimenti a sostegno dell’allattamento naturale, possa trasformarsi in un disincentivo a quest’ultimo, per quelle madri che alla prima difficoltà, spinte anche dal contributo economico, potrebbero optare più facilmente per il biberon

sostiene il Presidente della SIN Fabio Mosca.

A questa misura avremmo preferito, come già sostenuto in passato, un prolungamento del congedo di maternità fino a sei mesi, per garantire concretamente alle mamme lavoratrici di allattare i loro bambini per il periodo minimo consigliato e più in generale risorse finanziare a sostegno della genitorialità

conclude Mosca.

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