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Secondo uno studio l’allattamento al seno fa bene al cervello delle mamme

di Elena Berti - 12.01.2022 Scrivici

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Allattare fa bene al cervello: i vantaggi dell'allattamento al seno sono numerosi, sia per la madre e che per il bambino.

Allattare fa bene al cervello

Ulteriori buone notizie per chi allatta al seno: sopportate le ragadi, le mastiti, le notti insonni e il seno usato come ciuccio. Uno studio recente avrebbe dimostrato che allattare fa bene al cervello… della mamma! 

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I vantaggi dell’allattamento

È ormai risaputo che allattare al seno ha numerosi vantaggi, non soltanto pratici come il fatto di non dover pensare a riscaldare, sterilizzare e tutto il resto, ma soprattutto di salute, in particolare per il bambino. Non è un caso, infatti, se l'OMS raccomanda di allattare al seno in maniera esclusiva per almeno sei mesi e, dove possibile, di continuare a farlo fino ai due anni (o anche oltre, se mamme bambino lo vogliono). Inoltre, allattare al seno ha benefici anche sulla salute della mamma perché la terrebbe lontana da alcune patologie come il tumore al seno. Ma non solo: sembra che allattare al seno faccia bene anche al cervello!

Allattare al seno tiene lontana la degenerazione cognitiva

Secondo lo studio pubblicato da Evolution, Medicine and Public Health, infatti, allattare al seno avrebbe effetti benefici sul cervello delle mamme. La ricerca ha infatti osservato le capacità cognitive di alcune donne dopo i 50 anni. Il risulto? Quelle che hanno allattato al seno hanno avuto risultati migliori, e tanto più hanno allattato migliori erano i risultati raggiunti.

Le donne analizzate erano tutte provenienti dalla bassa California e sono state sottoposte a una batteria di test neuropsicologici e a un questionario sulla vita riproduttiva. Il risultato: coloro che hanno allattato al seno hanno ottenuto prestazioni superiori nei domini legati all'apprendimento, alla velocità di processo delle informazioni, alle funzionalità esecutive rispetto alle donne che non hanno allattato. 

L’allattamento al seno è la scelta migliore

Come abbiamo detto, allattare al seno è raccomandato dall'OMS: il latte materno contiene tutto ciò di cui un neonato ha bisogno e la mamma, salvo problemi di salute, è in grado di produrre tutto il latte necessario per nutrirlo.

Anche se faticoso, soprattutto all'inizio, l'allattamento materno ha vantaggi sul bambino (soprattutto in termini di difese immunitarie e anticorpi, basti pensare che nel latte materno passano gli anticorpi dei virus e dei vaccini!) e sulla mamma: previene il tumore al seno, il diabete di tipo 2 e le malattie cardiovascolari. 

Adesso uno studio ci dimostra che le prestazioni cognitive delle donne sono influenzate dal fatto di aver allattato al seno: questo perché il fatto di allattare ha implicazioni immediati, come una migliore regolazione dello stress e altri effetti psicosociali che nel lungo termine possono trasformarsi in un cervello più "giovane".

L'allattamento al seno dovrebbe essere sempre la scelta preferita dalle madri, ma non a volte non accade e questo non deve far sentire in colpa le mamme o permettere di criticarle: allattare al seno richiede investimento di tempo ed energia, un congedo di maternità prolungato, un supporto esterno familiare e una certa forza d'animo. Non allattare può inoltre essere una scelta: come sempre, si tratta di valutare costi e benefici. Siamo tutti consapevoli che l'allattamento al seno abbia benefici sulla mamma e sul bimbo, ma anche la salute mentale della madre dopo il parto è importante. 

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