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Coloranti nei tessuti per bambini

di Elena Berti - 18.10.2021 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Quali sono i principali coloranti nei tessuti per bambini e quanti di essi sono nocivi per la salute o per la pelle dei neonati?

Coloranti nei tessuti per bambini

Si parla sempre di più di scegliere prodotti per i propri figli che siano il più possibile naturali, perché ormai è risaputo che in quelli di diversa fattura possono nascondersi delle insidie, anche per la salute. Oggi parliamo di coloranti nei tessuti per bambini.

In questo articolo

Quali sono i tessuti più usati per bambini

I tessuti possono essere di vario tipo. Naturali, di origine vegetale o animale come il cotone, il lino, la canapa e la lana, oppure sintetici, cioè tessuti ottenuti da composti chimici che derivano dal petrolio. Eh sì! Tra questi trovate poliestere, nylon, acrilico e altre fibre. Si possono trovare stoffe prodotte anche in maniera artificiale, che quindi partono da una materia naturale come la cellulosa e poi vengono trasformate in prodotti sintetici come la viscosa o l'acetato. 

La maggior parte dei tessuti usata per produrre articoli per neonati e bambini è di cotone, quindi in fibra naturale. Ma questo non basta: per fare capi di abbigliamento, copertine e altro, i tessuti vengono colorati. E cosa si nasconde dentro ai coloranti?

Come si colorano i tessuti

Le fibre naturali, come il cotone, nascono con un colore neutro, non certo colorato. Per questo devono passare un processo di colorazione che avviene in tintoria, attraverso l'immersione in un colorante. Dopo questo step, i tessuti e i filati vengono passati al finissaggio, che permette di avere una consistenza più morbida e non rigida. 

Le sostanze nocive nei tessuti per bambini

Alcune sostanze possono rappresentare un pericolo per i bambini per due motivi: o perché ingerite, o perché a contatto con la pelle. Nel primo caso, quando si tratta di abiti e copertine, è facile che i bambini più piccoli li portino in bocca o addirittura li succhino per calmarsi. Nel secondo, la pelle dei neonati e dei bambini in generale è molto sensibile e l'irritazione è sempre dietro l'angolo.

Tra le sostanze a cui fare attenzione ci sono:

  • gli ftalati: usati per legare e ammorbidire le materie plastiche, sono spesso presenti in capi colorati e con stampe. Vi basti sapere che sono vietati nei giocattoli perché possono alterare il sistema endocrino (e quindi l'apparato riproduttivo)
  • la formaldeide: in grande quantità può essere cancerogena e provocare dermatiti da contatto, per questo è bene lavare più volte capi colorati (è idrosolubile, se non altro)
  • coloranti di tipo azoico e antrachinonico: questi ultimi, come molti coloranti del gruppo "dispersi", possono provocare irritazioni importanti alla pelle

In linea generale, i coloranti nocivi sono usati spesso per colorare le fibre sintetiche. 

Come scegliere i tessuti per il bambino

A questo punto vi chiederete, e come faccio a scegliere i vestiti di mio figlio senza incappare in pericolosi rischi? La prima regola è privilegiare i tessuti naturali, come cotone, lino, lana, seta, alpaca, canapa. Oltre a questo, sarebbe bene imparare a leggere le etichette per capire che cosa state acquistando. Per esempio, i tessuti privi di sostanze nocive sono generalmente indicati con le sigle internazionali GOTS (Global Organic Textile Standard) e IVN (International Association of Natural Textile Industry). 

Oltre a verificare cosa state comprando, può essere utile lavare più volte i capi coloranti e scegliere vestiti non aderenti, che quindi limitino il contatto con la pelle. Ugualmente, potete far indossare ai vostri figli una canottiera in fibre naturali se per caso avete comprato delle maglie in fibre sintetiche che non vi convincono. 

Evitare i coloranti nocivi nei tessuti per bambini è importante per non incappare nel rischio di dermatiti e altri problemi della pelle, ma anche per la loro salute. 

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