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Nausea ultimi giorni di gravidanza: perché viene e come si cura

di Elena Berti - 21.10.2021 Scrivici

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Nausea ultimi giorni di gravidanza: riconoscere i sintomi del travaglio e del parto, quando preoccuparsi, come combatterla

Nausea ultimi giorni di gravidanza: perché viene e come si cura

I disturbi della gravidanza posso essere molteplici, e i più semplici, come stanchezza, nausea, gonfiore, sono anche i più frequenti. Si manifestano soprattutto nel primo e nel terzo trimestre e possono essere anche molto fastidiosi. Nausea ultimi giorni di gravidanza? Ecco perché si presenta e come rimediare.

In questo articolo

L’ultimo mese di gravidanza

Le gravidanze a termine arrivano alla 37esima settimana: a partire da questo momento il bambino può nascere senza incorrere nei rischi nei neonati pretermine. È normale, quindi, iniziare ad avere alcuni disturbi tipici della preparazione al travaglio, come eccessiva stanchezza, gonfiore, problemi gastrointestinali, insonnia e contrazioni. Per questo è bene assecondare il corpo e non strafare: pur sapendo che si tratta di sintomi del tutto fisiologici, è bene non sottovalutarli, perché comunque l'organismo avrà bisogno di forze per affrontare il parto prima e il puerperio dopo. Riposatevi, mangiate leggero, fate delle camminate per alleviare eventuale gonfiore e dei bagni caldi per attenuare i primi dolori. 

La nausea negli ultimi giorni di gravidanza

Un disturbo molto comune negli ultimi giorni della gravidanza, a volte anche settimane, è la nausea, accompagnata o meno da diarrea. Alcune donne possono pensare di aver contratto un virus o di essere vittime di un'intossicazione, in realtà i motivi per cui può comparire la nausea, a volte anche con vomito, sono molteplici. 

Ho la nausea: sto per partorire?

Il travaglio però si riconosce da due fattori essenziali: rottura delle acque e contrazioni ravvicinate. La prima può anche non verificarsi, ma la seconda è necessaria per stabilire che è iniziata la dilatazione ed è il momento di prepararsi al parto. La nausea di per sé, infatti, non è un sintomo di travaglio, ma può comunque precederlo o accompagnarlo. 

La nausea nei giorni prima del parto può essere dovuta a: 

  • difficoltà digestive: le dimensioni del bambino comprimono gli organi e rendono complessa la digestione, per questo si consiglia di mangiare leggero, piuttosto fare più pasti light e ravvicinati, di sedersi provando a tenere le braccia alzate oltre le spalle per aprire lo sterno (per esempio sullo schienale del divano) o ancora dormire in posizione semi-seduta
  • pulizia dell'organismo: a volte il corpo della donna si "ripulisce" automaticamente prima del parto, in questo caso spesso la nausea è accompagnata da vomito e/o diarrea
  • stress e ansia: l'idea di dover partorire, e di ciò che sarà dopo, spaventa e stressa molte future mamme, e questo potrebbe causare nausea, facilmente controllabile mettendo in pratica tecniche di rilassamento e facendo lunghe passeggiate

La nausea in travaglio

Capita invece che nausea e vomito sopraggiungano durante il travaglio, già in fase avanzata. Succede a molte partorienti ed è del tutto normale, ma non è comunque un evento da sottovalutare. 

Le cause possono essere molteplici: 

  • scarsa alimentazione o idratazione durante il travaglio: bisogna nutrirsi e bere, anche se in piccole quantità, consumando cibi leggeri
  • medicine: epidurale e altri medicinali possono provocare alterazioni, soprattutto della pressione, e provocare vomito
  • dolore: come capita ad alcune donne durante le mestruazioni, il dolore può essere così forte da provocare il vomito

La nausea negli ultimi giorni di gravidanza è un evento comune che può dipendere da molti fattori, per gran parte fisiologici. In alcuni casi è sintomo del travaglio che si avvicina, ma solo se accompagnata da altro, come contrazioni ravvicinate o rottura delle acque. 

In ogni caso, si possono mettere in pratica degli accorgimenti per evitare il fastidio delle nausee sia alla fine della gravidanza che durante il travaglio, tra cui il principale resta mangiare spesso cibi leggeri, che apportino energia senza appesantire stomaco e organismo. 

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