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Ferro in gravidanza, qual è il giusto apporto per prevenire l’anemia

di Simona Bianchi - 22.05.2024 Scrivici

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Il ferro in gravidanza ha un ruolo fondamentale perché assolve anche alle necessità del feto. Cosa mangiare e quanto assumerne

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Cosa sapere sul ferro in gravidanza

Assumere la giusta quantità di ferro in gravidanza è importante per più di un motivo. Questo minerale è un componente dell'emoglobina e contribuisce al trasporto di ossigeno, attraverso i globuli rossi, ai tessuti e agli organi del corpo. Inoltre assolve anche alle necessità del feto. Una cosa di cui tenere conto è che durante i mesi di gestazione si ha una fisiologica riduzione del valore di emoglobina perché il volume del plasma aumenta molto più rapidamente rispetto alla produzione dei globuli rossi da parte del midollo osseo. Questo processo è il primo fattore responsabile di anemia che ha un'incidenza tra le donne incinte che varia dal 22% nei paesi sviluppati al 56% nei paesi in via di sviluppo. Per prevenire l'insorgere di questa condizione è perciò utile fare in modo che la quantità di ferro non sia troppo bassa. Un aiuto possono essere una dieta adeguata e l'assunzione di integratori.

I rischi dell’anemia in gravidanza

L'anemia si verifica in circa un terzo delle donne incinte nel corso del terzo trimestre a causa di carenza di ferro e/o carenza di folati. I sintomi iniziali di questa condizione possono essere inesistenti o non specifici come stanchezza, debolezza, sensazione di testa vuota, modesta dispnea da sforzo. Altri sintomi e segni comprendono pallore e, se l'anemia è grave, tachicardia o ipotensione. La problematica però aumenta il rischio di parto prematuro, basso peso neonatale e infezioni materne nel post partum. Per evitare pericoli, nel corso della gravidanza, la donna viene sottoposta regolarmente a esami del sangue che consentono di monitorare anche i livelli di ferro e individuare così un'eventuale anemia.

Quanto ferro assumere in gravidanza

Durante la gravidanza il fabbisogno giornaliero di ferro nella donna è di circa 30 mg, quasi il doppio rispetto ai 18 mg necessari a una donna non incinta. Soprattutto alla 28esima settimana andrebbe fatto l'emocromo perché è proprio in questa fase della gravidanza che aumenta in modo significativo il rischio di anemia gravidica.

Conoscere la concentrazione dell'emoglobina anche in vista del parto è estremamente importante, perché durante il travaglio la donna perde inevitabilmente una certa quantità di sangue. Se la partoriente era già anemica, può rendersi necessario anche il ricorso a una trasfusione.

L’alimentazione in gravidanza per assumere ferro

L'emoglobina in gravidanza deve avere un valore superiore a 12 gr/dl. Quando il valore dell'emoglobina è inferiore a 11 gr/dl nel primo trimestre, a 10.5 gr/dl nel secondo trimestre, e a 11 gr/dl nel terzo trimestre, si parla di anemia. Per evitare di incorrere in una carenza di ferro è fondamentale avere un'alimentazione sana e bilanciata. La carne rossa, la carne bianca e il pesce hanno un buon apporto di ferro che viene assorbito il quantità più elevate se il cibo viene assunto insieme a frutta ricca di vitamina C o condita con limone. Anche i legumi, combinati con pasta o carne, sono consigliati. Le verdure, invece, malgrado siano ricche di ferro, presentano un componente difficilmente assorbibile, per cui si consiglia di mangiarle con l'aggiunta di qualche goccia di limone oppure unite ad alimenti ricchi di vitamina C. L'Humanitas raccomanda anche l'uso delle erbe aromatiche che, oltre a essere particolarmente ricche di ferro, permettono di renderlo maggiormente biodisponibile. È invece da evitare il consumo di tè o caffè a ridosso dei pasti ricchi di ferro perché queste bevande riducono l'assorbimento di ferro a causa della presenza di sostanze antinutrienti come i tannini e alcuni polifenoli che, legando il ferro, non lo rendono disponibile all'assorbimento. L'ospedale Bambino Gesù ricorda invece che il fabbisogno di ferro in gravidanza è aumentato. Il livello raccomandato di ferro, ossia 30 mg al giorno, può essere raggiunto difficilmente con una semplice alimentazione equilibrata perciò è spesso necessario assumerlo attraverso preparazioni farmaceutiche.

Ma sarà il medico, eventualmente, a indicare quali integratori prendere e in che modalità.

Fonti

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