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Malattie della tiroide in gravidanza

di Emanuela _Cerri - 08.09.2013 Scrivici

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Sia l’iportiroidismo che l’ipertiroidismo sono molto più frequenti nelle donne che negli uomini, e si incontrano con maggiore frequenza in gravidanza

Le malettie delle ghiandole endocrine

Sia l’iportiroidismo che l’ipertiroidismo (LEGGI) sono molto più frequenti nelle donne che negli uomini, e si incontrano con maggiore frequenza in gravidanza.

La produzione degli ormoni tiroidei in gravidanza si modifica in questo modo: T3 e T4 totali risultano aumentati mentre FT3 e FT4 sono normali; il TSH è normale e mostra solo una modesta diminuzione alla fine del primo trimestre.

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Il TRH non va incontro a modificazioni significative.

Il TSH non passa la placenta; il TRH, invece la passa ma non sembra che stimoli l’ipofisi fetale, la cui attività funzionale è in gran parte indipendente. La tiroxina fetale (T4) è diversa da quella dell’adulto, a causa di un’immaturità enzimatica che cessa solo dopo il parto. Il problema dell’ipertiroidismo è soprattutto un problema di terapia più o meno adeguata.

Le donne ipotiroidee che vengono curate male o che non vengono curate sono prevalentemente sterili, se rimangono gravide rischiano di abortire, se non abortiscono hanno un’elevata mortalità perinatale, in alternativa figli vivi malconformati o con gravi ritardi psicomotori.

La causa più frequente di ipertiroidismo in gravidanza è il gozzo tossico diffuso (LEGGI), il gozzo multinodulare tossico, il gozzo mininodulare, la tiroidite acuta, la fase ipermetabolica della tiroidite di Hashimoto, la mola vescicolare e il corioncarcinoma.

I segni clinici della disendocrinia che compare in gravidanza non sono facili da distinguere da alcuni disturbi specifici delle gravidanze fisiologiche: tachicardia, vomito persistente, gambe gonfie, intolleranza al caldo, aumento dell’appetito.

Un segnale significativo è la tachicardia (oltre cento battiti al minuto) che persiste nel riposo; altri segnali specifici possono essere la perdita di peso e gli occhi sporgenti.

Gli esami di laboratorio possono confermare la malattia mostrando un aumento delle frazioni libere di T3 e T4, diminuzione del TSH, comparsa di una componente autoimmune, cioè di anticorpi autoaggredienti. La terapia con iodio radioattivo è controindicata in gravidanza. Si utilizzano invece le tioamidi, che diminuiscono la biosintesi della tiroxina.

Quando la terapia farmacologia si rivela priva di effetti soddisfacenti, diviene indicato l’intervento chirurgico, da eseguire preferibilmente nel primo trimestre di gravidanza, malgrado si sappia che il rischio di aborto è aumentato

Viviana di Matteo

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