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Legge 40: in cosa consiste

di Viola Stellati - 04.03.2024 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Sono ben 217mila i bambini nati nel nostro Paese in 20 anni grazie alla legge 40: di cosa si tratta e cosa prevede questa importante norma

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A cosa serve la legge 40

Come tutti sappiamo, non sempre è possibile avere figli in maniera naturale. Venti anni fa questa situazione poteva rappresentare un dramma, mentre oggi l'esistenza della legge 40 permette di far avverare questo desiderio: regolamenta il ricorso a tecniche di PMA, quindi alla procreazione medicalmente assistita. Ma chi sono le persone che vi possono ricorrere e, soprattutto, quanto vale la pena farlo in Italia?

La legge 40 è stata istituita nel 2004 e, da quell'anno a oggi, ha subito diverse modifiche. Attualmente, il testo specifica che in Italia possono accedere alle tecniche di PMA e procreazione assistita anche alle coppie fertili ma che hanno malattie genetiche trasmissibili al bambino.

Ma non solo, perché consente anche la diagnosi genetica pre-impianto per valutare se ci sono eventuali anomalie genetiche dell'embrione e impiantare solo embrioni sani, sia per le coppie fertili sia per quelle infertili.

Allo stesso tempo, la legge 40 permette di ricorrere alla fecondazione eterologa per le coppie eterosessuali. In più, consente il congelamento degli embrioni prodotti in eccesso da utilizzare nel caso in cui il primo impianto fosse inefficace o la coppia volesse altri figli in un secondo momento.

Ciò che la legge 40 non prende ancora in considerazione è la procreazione assistita per le coppie omosessuali, che invece è consentita in molti Paesi europei. Infine, questa legge non prevede la possibilità di ricorrere a una donna estranea alla coppia per portare avanti una gravidanza.

Quanto è utilizzata questa legge in Italia

Stando ai dati riportati dal Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita, nel nostro Paese l'età media delle donne che si sottopongono a cicli di PMA aumenta sempre di più: si è passati dai 34 anni nel 2005 a 37 anni nel 2022.

Ad essere aumentata è anche la quota di donne sopra i 40 anni che ricorrere alla legge 40. Per la precisione, nel 2005 era del 20,7%, mentre nel 2022 ha toccato il 33,9%.

I dati riportano anche che nel periodo 2005-2022 l'attività di PMA è aumentata di quasi 2 volte, dai 63.585 trattamenti del 2005 ai 109.755 del 2022.

Molto rassicuranti sono anche i risultati che riguardano la percentuale di bambini nati vivi sulla popolazione generale: nel 2005 era dell'1,22% nel 2022 è arrivata al 4,25%.

Contemporaneamente sono cresciute anche le procedure di PMA che prevedono l'utilizzo di embrioni crioconservati: 1.338 nel 2005, quindi il 3,6% delle procedure, mentre sono state 29.890 nel 2022, pari al 31,1%.

Infine, le tecniche di PMA che utilizzano gameti donati sono cresciute da 246 cicli nel 2014 (0,3%), a 15.131 cicli nel 2022 (13,8%).

Parliamo perciò di risultati molto interessanti e importanti che sono stati ottenuti grazie dall'evoluzione della tecnologia, che dal 2004 a oggi ha fatto enormi salti in avanti, sia a livello clinico sia all'interno dei laboratori di embriologia.

In Italia sono nati 217 mila bambini

Dal 2004 a oggi nel nostro Paese sono nati ben 217 mila bambini grazie a genitori che sono ricorsi alla legge 40. Ad affermare quanto appena detto è un articolo dell'ANSA dove è specificato che il numero dei trattamenti effettuati ogni anno è raddoppiato, così come lo sono i tassi di gravidanza.

La legge 40 è quindi di estrema importanza e valore perché consente a tutte le coppie che hanno problemi accertati di infertilità o di sterilità di poter diventare genitori.

217 mila bambini venuti al mondo nel nostro Paese grazie a questa legge sono un numero sorprendente: è pari alla popolazione di una città come Messina o Padova.

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