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Lavoratori autonomi: le tutele per mamme e papà

di Ines Delio - 23.11.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Genitori lavoratori autonomi: come ottenere l'indennità, il provvedimento per gravidanze a rischio, quanto spetta. Cosa sapere sulle nuove tutele

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Le tutele per i genitori lavoratori autonomi

Una condivisione di responsabilità più equa tra uomini e donne, più spazio ai padri lavoratori nella fruizione dei congedi parentali e più tutele per lavoratrici e lavoratori autonomi. Sono alcune delle misure chiave del decreto legislativo del 30 giugno 2022, che risponde alla direttiva europea 2019/1158, relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori, i caregiver e coloro che assistono le persone con disabilità. Le novità riguardano anche le indennità di maternità e paternità. Vediamo quali sono le nuove tutele per i genitori lavoratori autonomi.

Indennità di maternità per le lavoratrici autonome

Le lavoratrici autonome potranno beneficiare di una tutela più estesa relativa all'indennità di maternità 2022. Il decreto legislativo 20 giugno 2022 n. 105 ha previsto, infatti, per questa categoria il diritto all'indennità giornaliera anche per i periodi antecedenti i due mesi prima del parto, nel caso di complicanze della gravidanza.

In caso di adozione o affidamento nazionale di minore, spetta per i 5 mesi successivi all'effettivo ingresso in famiglia del minore adottato o in affidamento preadottivo nonché per il giorno dell'ingresso stesso. In caso di affidamento non preadottivo, l'indennità spetta per un periodo di tre mesi da fruire entro cinque mesi dall'affidamento del minore, anche in maniera frazionata.

L'indennità di paternità per i lavoratori autonomi

L'indennità di paternità spetta in caso di:

  • morte o grave infermità della madre
  • abbandono del figlio o mancato riconoscimento del neonato da parte della madre, da attestare mediante compilazione dell'apposita dichiarazione di responsabilità predisposta nella domanda telematica
  • affidamento esclusivo del figlio al padre

I periodi indennizzabili di paternità durano quanto quello di maternità non fruito dalla madre lavoratrice. Qualora la madre non sia lavoratrice, il periodo indennizzabile di paternità termina dopo tre mesi dal parto.

Indennità di maternità per gravidanza a rischio

Tra le novità introdotte dal decreto n.105/2022, c'è anche la possibilità, per le lavoratrici autonome, di richiedere l'indennità per il periodo precedente ai due mesi dalla data del parto in caso di gravidanza a rischio.

Nello specifico, il provvedimento estende il diritto all'indennità per le lavoratrici di questa categoria in "caso di gravi complicanze della gravidanza o di persistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza". Per ottenere questa nuova tutela, è necessario fornire tutta la documentazione medica dell'ASL, che attesti le condizioni della gravidanza.

I requisiti per l'indennità di maternità e paternità

Per i periodi di maternità che ricadano totalmente o parzialmente nel 2022, l'indennità può essere chiesta per ulteriori tre mesi a decorrere dalla fine del periodo di maternità, purché, nell'anno precedente l'inizio di tale periodo, il reddito dichiarato risulti inferiore a 8.145 euro. Per usufruire delle nuove tutele della maternità e paternità bisogna, inoltre, essere iscritti alla Gestione dell'INPS in base all'attività svolta e aver versato regolarmente i contributi per i mesi compresi nel periodo interessato.

L'indennità può essere richiesta anche se l'iscrizione alla propria Gestione è avvenuta successivamente alla data di inizio del periodo indennizzabile per maternità. Se l'iscrizione è richiesta entro i termini - ossia 30 giorni dall'inizio dell'attività per artigiani e commercianti e 90 dall'inizio dell'attività negli altri casi - e l'attività è iniziata prima del periodo di maternità, l'indennità spetta per l'intero periodo. Nel caso in cui l'attività lavorativa autonoma sia iniziata successivamente, l'indennità spetta per il periodo successivo all'inizio dell'attività. Infine, qualora l'iscrizione avvenga oltre i termini di legge, l'indennità di maternità spetterebbe a partire dalla data della domanda di iscrizione alla Gestione di appartenenza.

Quanto spetta ai genitori lavoratori autonomi

Durante i periodi indennizzabili a titolo di maternità o paternità, si potrà percepire un'indennità pari all'80% della retribuzione giornaliera, stabilita annualmente dalla legge a seconda del tipo di attività svolta. In caso di interruzione di gravidanza oltre il terzo mese di gestazione, è corrisposta un'indennità per un periodo di trenta giorni.

I genitori lavoratori iscritti alla Gestione separata possono fruire del congedo parentale entro il dodicesimo anno di vita del figlio o dall'ingresso in famiglia/Italia del minore in caso di adozione o affidamento preadottivo. Ciascun genitore ha diritto a 3 mesi di congedo parentale indennizzato. I genitori hanno, inoltre, diritto a ulteriori 3 mesi indennizzati in alternativa tra loro, per un periodo massimo complessivo indennizzabile tra i genitori di 9 mesi.

In ogni caso, l'indennità non comporta l'obbligo di astensione dall'attività lavorativa.

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