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Singhiozzo del feto: quali sono le cause e quando preoccuparsi

di valentina vanzini - 18.05.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Singhiozzo feto: quando inizia, come riconoscerlo e quando preoccuparsi pe run singhiozzo del feto frequente. Come farlo passare e quali sono le cause

Singhiozzo feto

Il ventre che cresce, il piccolo che si muove, i primi calcetti. Poi, all'improvviso, eccolo lì: il bambino singhiozza. Capiamo che lo sta facendo perché succede tra il secondo e il terzo trimestre e i piccoli colpi che riceviamo sono cadenzati, quasi a scatti. All'inizio può fare un po' paura ed è più che giusto chiedersi se sia normale oppure no. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza sulle cause e le caratteristiche del singhiozzo del feto.

In questo articolo

Singhiozzo del feto, come riconoscerlo

Innanzitutto, cerchiamo di identificare il singhiozzo fetale e di non allarmarci troppo. Chiedersi cosa stia succedendo è giusto, ma evitiamo ogni tipo di stress e ascoltiamo il nostro corpo e le azioni del piccolo, ricordandoci che qualora avessimo la sensazione che qualcosa non va la prima cosa da fare è sempre e comunque chiamare il nostro medico.

Per capire se il nostro bambino sta singhiozzando, fermiamoci un attimo. La sensazione che proveremo, sia che ci si trovi in posizione seduta, sdraiata o eretta, è inizialmente quella di un calcetto attutito. Subito dopo, ci accorgeremo che al primo ne seguono altri, in maniera più o meno rapida. Il tutto dura per un piccolo lasso di tempo e si esaurisce naturalmente, senza particolari problemi. 

Singhiozzo del feto: le cause

Ma cos'è che causa davvero il singhiozzo del feto in gravidanza? Semplice: l'autonomia del nostro bambino. In buona sostanza, il piccolo comincia a respirare in maniera indipendente e, facendolo, inspira il liquido amniotico. Una volta che il liquido amniotico arriva nei polmoni del nostro piccolo, il diaframma si contrae e dà vita al singhiozzo.

In linea di massima, il singhiozzo fetale è un segno di salute del bambino. Attesta, infatti, una serie di cose: in primis che il suo sistema respiratorio si sta evolvendo e sta crescendo bene e in salute. Poi, che il suo sistema nervoso è perfettamente in linea con il suo sviluppo, perché è proprio un nervo a controllare il diaframma.

Infine, che i suoi riflessi funzionano più che bene, perché il singhiozzo fetale può essere scatenato da gesti innati come succhiare il pollice o sbadigliare. Nel complesso, dunque, le cause sono tutte positive e segnalano solo che il bambino sta andando avanti spedito verso la meravigliosa vita che vivrà una volta fuori dall'utero.

Singhiozzo feto quando inizia?

Il bambino comincia a singhiozzare sin dai primi mesi di gravidanza, solo che non lo sentiamo perché è troppo piccolo e i rumori e i movimenti vengono attutiti dal liquido amniotico.

Singhiozzo del feto: quando preoccuparsi?

Come abbiamo detto, il singhiozzo fetale non è, in generale, qualcosa di cui preoccuparsi. C'è però da dire che ogni gravidanza è un mondo a sé e che nessuno meglio di una futura mamma è in grado di comprendere se il suo bambino sta bene oppure no. Anche se non esiste una "quantità di singhiozzi" prestabilita, può essere una buona idea monitorarne la frequenza.

Singhiozzo del feto, quante volte al giorno?

C'è da precisare che durante l'ultimo trimestre e fino al parto, i singhiozzi potrebbero essere molto più frequenti: il bambino, infatti, a questo punto è quasi pronto a nascere e i suoi gesti "autonomi" possono essere decisamente più regolari. In ogni caso, onde evitare qualsiasi dubbio, è bene informare il ginecologo e confrontarsi nel caso in cui si registrino dei comportamenti che, da brave mamme, riteniamo anomali rispetto ai normali ritmi del nostro bambino.

Singhiozzo del feto: come farlo passare

Anche se il singhiozzo fetale è più che normale, ci sono dei momenti in cui una futura mamma potrebbe trovarlo un pizzico fastidioso. Occorre precisare che non esiste un metodo scientifico per far sì che il nostro bimbo smetta di singhiozzare, ma se vogliamo che lo faccia possiamo fare una passeggiata (o anche, semplicemente, muoverci da una stanza all'altra in casa).

Se siamo distese possiamo anche provare a cambiare posizione o, in alternativa, a sollevarci un po'. Anche bere dell'acqua potrebbe aiutare, perché il piccolo può recepirlo come una sollecitazione anomala e "concentrarsi" su quanto sta accadendo. In ogni caso, non incaponiamoci troppo sul far sì che passi: è una reazione naturale ed è bene che il nostro piccolo la viva al meglio.

Fonti articolo: Healthline, TheBump, PubMed, Salute.Gov

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