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Gravidanza biochimica: sintomi, cause e come comportarsi

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L'ostetrica ci parla della gravidanza biochimica, i sintomi, le cause e come comportarsi. Quando riprovare ad avere un bambino dopo un aborto biochimico

Gravidanza biochimica

La gravidanza biochimica è un evento che possiamo classificare tra gli aborti molto molto precoci. Quello che sostanzialmente succede è che l’ovulo è stato fecondato e ha iniziato il suo viaggio verso l’utero. Si impianta nella parete dell’utero come una normale gravidanza ma dopo pochissimi giorni smette la sua crescita. Quindi in sostanza la gravidanza biochimica, detta anche aborto biochimico o microaborto è la fine della gravidanza in un periodo estremamente precoce, pochissimo tempo dopo aver scoperto la gravidanza.

Dal punto di vista fisico la gravidanza biochimica non implica alcuna problematica, certamente però dal punto di vista psicologico ha un peso importante e spesso riscopre paure sul proprio futuro e sulla propria capacità di avere figli. In questo articolo interamente dedicato alla gravidanza biochimica cercherò di fare un po' di chiarezza e di rassicurare un pochino tutte riguardo alle aspettative per il futuro.

Sintomi di una gravidanza biochimica

In realtà non esistono dei sintomi specificamente indicabili come riferiti ad una gravidanza biochimica. Essa è caratterizzata infatti da una sintomatologia del tutto simile alla normale gravidanza, oppure ad un’assenza totale di sintomi (da notare che anche molte donne che portano a termine la gravidanza non hanno mai sofferto di nausee ecc ecc.). Speso inoltre la gravidanza biochimica viene confusa con un ritardo del ciclo, proprio perché avviene nell’imminenza dell’impianto quindi circa 4-5 settimane dopo l’ultima mestruazione. Molte donne quindi non sanno né sapranno mai che in realtà quel ciclo in ritardo è stata invece una gravidanza. Solo in alcuni casi si presentano stanchezza e senso di irritabilità o variazioni umorali che prima non si verificavano, spesso però questo viene associato ad un periodo di particolare stress e non certo per sintomi di una gravidanza che non si sospetta nemmeno essere in corso.

Aborto spontaneo: come tornare a fidarsi della vita

Gravidanza biochimica e beta-hcg

L’unico modo per rendersi conto che effettivamente vi è in corso una gravidanza e quindi si è andati incontro ad un aborto precoce è che sia stato effettuato un test e che questo risulti positivo. Cerco di spiegarmi meglio, in donne che stanno cercando un bambino o che sono entrate nel programma di procreazione assistita, spesso al primo giorno di ritardo o dopo 8-10 giorni dal transfert degli embrioni viene effettuato un test, un dosaggio di beta-hcg nel sangue.

Il risultato di questo test è positivo, proprio perché la fecondazione è avvenuta e la gravidanza è iniziata. La comparsa delle perdite ematiche qualche giorno dopo il test però mette in allarme, quindi si eseguirà nuovamente un dosaggio delle beta-hcg che risulteranno negative. Non esiste un reale valore di beta-hcg iniziale che possa farci dire “attenzione potremmo essere davanti ad una gravidanza biochimica”. Anche valori iniziali bassi solitamente vengono interpretati come una gravidanza precoce, cioè insorta più tardi rispetto a quanto ci si aspetta. È fondamentale il secondo valore delle beta-hcg per fare diagnosi di gravidanza biochimica.

Cause di una gravidanza biochimica

Non lo sappiamo con certezza cosa vada a causare la gravidanza biochimica. Come tutti gli aborti spontanei e a maggior ragione in questo caso, quando l’embrione è troppo piccolo per poter essere visto con l’ecografia, spesso non abbiamo idea di quale sia il motivo per cui è avvenuto. Possiamo ipotizzare che, essendo la gravidanza biochimica un aborto molto precoce, ci siano state delle problematiche a livello genetico. Ovvero che l’embrione fosse talmente compromesso dal punto di vista genetico da impedirgli di sopravvivere, oppure che ci fosse una incompatibilità di geni tra la mamma e il bambino.

La ricerca della causa dell’aborto è spesso l’unica cosa a cui possiamo attaccarci per non sentire di aver sbagliato qualcosa, per non sentirci in colpa. È un processo assolutamente fisologico di difesa, ma posso dire che ovviamente nessuno dei due genitori ha sbagliato qualcosa in caso di una gravidanza biochimica. Semplicemente la natura ha analizzato la situazione e capito che forse per questo embrione non era il caso di sopravvivere, o avrebbe avuto una vita troppo complessa e con diverse malattie. Non avendo una causa certa a me piace proprio pensarla così, certo non toglie il dolore e la delusione specialmente per chi aspettava da tanto un bimbo ma almeno dona un pochino di serenità in più.

Cosa fare in caso di gravidanza biochimica?

La risposta a questa domanda può sembrare piuttosto banale, ovvero non si deve fare nulla. Questa tipologia di aborto essendo così precoce solitamente non necessita di nessun tipo di intervento dall’esterno e tende a risolversi da solo in pochi giorni. Le perdite di sangue mimeranno il ciclo e quindi dureranno 4-5 giorni per poi scomparire del tutto. Non sono quindi necessari né il raschiamento chirurgico, né la somministrazione di farmaci abortivi dal momento che la natura ci pensa da sola.

Il ciclo mestruale dopo una gravidanza biochimica

Nonostante la gravidanza si sia interrotta precocemente le modificazioni ormonali tipiche si sono comunque verificate, quindi è piuttosto comune che il ciclo successivo alla gravidanza biochimica sia leggermente ritardato. Come tempistica si dice che mediamente ricompaia 40 giorni dopo l’aborto biochimico. Il dubbio ora sorge spontaneo, ma se io non so di aver avuto una gravidanza biochimica come mi comporto? Giustamente si pone il problema del ritardo mestruale, tutto questo è risolvibile in due modi. Se non si desidera una gravidanza subito, si esegue il test e se questo è negativo è possibile stare tranquille. Se invece una gravidanza è desiderata possiamo aspettare anche il 42-44 giorno dall’ultima mestruazione (che in realtà è stato l’aborto) per eseguire un nuovo test. Io consiglio sempre il dosaggio delle beta-hcg sul sangue come test proprio perché ci aiuta in questi casi di dubbio a sapere se effettivamente è in corso una nuova gravidanza o no. E il fatto che questa tipologia di test si positivizzi prima di quello sulle urine ci aiuta ad affrontare precocemente le situazioni.

Gravidanza biochimica quando riprovare

Mi capita spesso che le mamme, anche sul forum, mi chiedano quando restare incinta dopo un aborto spontaneo  perché desiderano tanto un bambino. Il caso della gravidanza biochimica non differisce dagli altri aborti, quindi normalmente io consiglio di aspettare il ritorno della mestruazione successiva per poi riprovarci. All’origine di questo consiglio c’ è un motivo, le modificazioni ormonali dovute alla gravidanza hanno comunque alterato gli equilibri tra estrogeni e progesterone e quindi è possibile che l’ovulazione nel mese immediatamente successivo all’aborto non avvenga.

Una volta tornata la mestruazione invece il ciclo riprenderà esattamente come prima della gravidanza biochimica e quindi sarà molto più probabile l’ovulazione nei tempi tipici del ciclo mestruale di quella specifica donna. Ciò non toglie che non vi sono particolari controindicazioni al fatto di riprovarci subito. Dato anche il fatto che la gran parte delle donne non sa di aver avuto in realtà un aborto precoce, se dovesse riprovarci immediatamente non rischia nulla, né lei né l’eventuale bambino. Semplicemente sarà meno probabile che si instauri immediatamente una gravidanza, ma stiam parlando di probabilità quindi non è impossibile.

Ci tengo a sottolineare che l’evento gravidanza biochimica non è in alcun modo correlato alla difficoltà futura di concepire. Cioè, se si è capitati nell’esperienza di una gravidanza biochimica non significa che in futuro si avranno più problemi a concepire, si è calcolato che circa il 60-70% delle donne ha avuto una volta della vita una gravidanza biochimica. Altra cosa molto importante da considerare è che non è detto, anzi è molto raro, che (ammettendo di essere a conoscenza dell’aborto precoce) tutti i cicli successivi siano dovuti ad una nuova gravidanza biochimica. Sono dei normalissimi cicli mestruali, è piuttosto difficile che due volte consecutivamente avvenga l’aborto precoce.

In conclusione, la gravidanza biochimica è sicuramente un evento triste e pesante dal punto di vista psicologico soprattutto per chi da tempo sta cercando di avere un bambino. Al pari degli altri aborti più tardivi è un lutto da dover elaborare, forse in qualche modo il fatto che in molti casi non lo si sa nemmeno è una forma di tutela del nostro benessere da parte della natura. Ma queste sono spiegazioni a cui spesso vogliamo credere per non soffrire troppo. È un evento che purtroppo accade ma ci tengo nuovamente a ribadire che non è colpa della mamma né questa mamma non potrà avere figli in futuro, è solo un evento della vita e come tale dovremmo cercare di trattarlo.

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