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I movimenti del feto nel pancione. Come capire se si muove o no

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Quanti movimenti si devono sentire per essere tranquille che tutto stia procedendo bene? E cosa fare quando non si sente il bambino muoversi?

Il bambino non si muove

Uno dei momenti sicuramente più emozionanti per una futura mamma è iniziare a sentire i primi movimenti del piccolo che porta in pancia. Si scatena immediatamente una realizzazione del sogno, cioè la mamma si rende conto che il bimbo esiste davvero e che si fa sentire. Ci sono però dei momenti in cui non lo sentiamo, oppure non riusciamo a capire quando si muove, come si muove, tutte le nostre amiche hanno sentito il loro bimbo prima e noi ancora nulla…questo genera paure e insicurezze. Vediamo di chiarire un pochino insieme tutto ciò che riguarda il movimento del bambino in pancia.

Primi movimenti fetali

Quando si sente muovere il bambino

La prima e più chiara problematica per una mamma è capire quando si sente muovere il bimbo. In mamme che hanno avuto brutte esperienze di aborto in passato è estremamente importante questo momento e quindi lo attendono con ansia. In realtà non esiste una settimana precisa in cui necessariamente bisogna sentirlo muovere, dipende da diversi fattori sia della mamma che del bambino. Alcune donne iniziano a sentirlo a 16 settimane, altre a 22, in ogni caso entrambe le possibilità non sono sinonimo di qualcosa che non va.

Mi spiego meglio, dovete immaginare che il fagiolino che avete nella vostra pancia quando inizia ad avere la capacità di fare alcuni movimenti, di muovere gli arti, è grande circa 8-9 cm. Quegli 8-9 cm sono immersi in un liquido che mantiene distese le pareti dell’utero. Quindi a meno che con le sue gambette non arrivi a sfiorare la parete dell’utero è estremamente difficile sentirlo muovere. Inoltre, molto dipende anche da dove si posiziona, se è vicino alla parete anteriore dell’utero (vicino alla vostra pancia per intenderci) lo sentiremo molto di più rispetto a quando si posiziona vicino alla vostra schiena, questo perché sulla parete addominali abbiamo più recettori sentitivi-tattili rispetto alla colonna. Biologicamente questa cosa ci serve perché i nostri organi più delicati stanno nella cavità addominale e quindi avere una parete sensibile alle pressioni, al movimento, ci consente di preservarli. Infine è un fattore importante anche il fatto che la mamma sia o meno abituata ad ascoltare il proprio corpo, che abbia una buona propriocezione (così si dice con termini piuttosto complessi). Mamme che sono abituate ad ascoltare il proprio corpo anche al di fuori della gravidanza (ad esempio esistono donne che riescono a capire quando avviene l’ovulazione perché il corpo manda un segnale chiaro e loro lo percepiscono) saranno più facilitate nel sentire prima il proprio bimbo, e sono le mamme che già a 16 settimane vi dicono che si muove.

Sfarfallii e calcetti

Ma come si muove il bimbo? Come faccio a capire subito che è lui e non per esempio il mio intestino? All’inizio non è molto facile, la sensazione è proprio una sensazione di sfarfallio, quasi come se fosse un passaggio di aria intestinale. Una sensazione di sfioramento delicato. Tant’è che molte mamme mi dicono “ma è possibile che io abbia delle coliche addominali non dolorose o produca gas anche se poi non mi viene da emetterlo?”. Se siamo intorno alle 16-18 settimane dico loro di far caso se questa sensazione c’è sempre o solo in momenti specifici, limitati ad alcuni istanti e così capiamo che è il bimbo a muoversi e non l’intestino.

Quando diventa un pochino più grande, intorno alla fine del quindo mese, inizio del sesto mese, la vostra sensazione cambia. Ora riuscirete a percepire chiaramente che si tratta del bimbo. Inizia a darvi i primi calcetti che sono riconoscibili proprio come una fitta localizzata in una determinata area della vostra pancia. Colpi secchi e istantanei che possono ripetersi per alcuni minuti quando il piccolo è particolarmente scatenato. Man mano che diventa più grosso riuscirete a percepire anche quando fa le capovolte, in quel caso la sensazione è un po' più simile a quella dello sfarfallio, ma che coinvolge tutta la pancia. Ho cercato di descrivervi in maniera più chiara possibile come si muove un bimbo ma la sensazione è e resta individuale, c’è chi invece di uno sfarfallio me lo definisce un ribaltamento degli organi interni, chi il calcetto lo definisce un calcio fortissimo…dipende molto dalla vostra sensibilità fisica, ancora una volta.

Perché si muove poco

Ci sono delle condizioni in cui i bimbi si muovono poco e non sono necessariamente situazioni problematiche. Mi spiego meglio, i bambini possono sentire cosa prova la mamma e cosa sta facendo grazie al fatto che arrivano loro gli ormoni attraverso la placenta. Sanno quindi quando la mamma è impegnata al lavoro, quando è stanca, quando è felice e quando è emozionata. E si comportano di conseguenza. Quindi capita spesso che durante il giorno, mentre la mamma è al lavoro si facciano sentire di meno, mentre alla sera quando è a casa rilassata può prendere spazio perché la mamma non ha altri pensieri.

Se però la mamma si arrabbia tanto, si fanno sentire per dire “mamma non arrabbiarti, ci sono io” (a dire il vero non ci sono molte prove scientifiche in merito ma mi piace pensare che sia per questo, perché vuole comunicare con la mamma e capire i suoi stati d’animo). Esiste poi un motivo più strettamente fisiologico per cui i bimbi si muovono meno. Innanzitutto quando dormono (e hanno cicli di sonno molto più lunghi dei nostri) non si muovono molto, così come verso la fine della gravidanza si muovono meno perché non hanno proprio più spazio fisico per farlo. È quindi assolutamente fisiologico che verso la fine della gravidanza non sentiate più capovolte e calci a non finire.

Cosa fare se non senti i suoi movimenti

Ma cosa dobbiamo fare quando non lo sentiamo? È un po' questa la domanda centrale che interessa a tutte le mamme e io cercherò di darvi qualche suggerimento. Innanzitutto non precipitatevi immediatamente in ospedale.

  1. Prima cosa da fare è pensare a quando è stata l’ultima volta che l’avete sentito muovere e considerare in che momento della giornata siamo. Cioè se è mattina e il vostro bimbo la mattina di solito non si muove non ci si deve allarmare particolarmente, aspettiamo il momento in cui normalmente è attivo e vediamo che cosa succede.
  2. Inoltre se l’avete sentito diciamo 8-10 ore prima e poi non avete più avuto nessun segnale non necessariamente è un problema, infatti i cicli di sonno dei feti spesso hanno quella durata.
  3. Se sono passate molte ore, se non si muove nel solito momento della giornata potrebbe essere dovuto al fatto che si rende conto che la mamma non ha “spazio” per pensare a lui. Quindi io vi consiglio di rilassarvi, farvi un bagno o una doccia calda e poi mettervi comode e rilassate e pensare a lui, parlare con lui, accarezzare la pancia e farla accarezzare, far parlare anche il vostro partner. Le due voci stimolano il bambino, le carezze stimolano il bambino e gli ormoni che entrano in circolo non sono più quelli dello stress e del lavoro ma quelli del tempo per voi. Nella grande maggioranza dei casi questo metodo fa muovere il bambino. Se ciò non accadesse, e per 24 ore consecutive non sentite muovere il bambino allora è il caso di andare in ospedale per capire cosa succede.

Non lo sento muoversi da giorni

Se sono davvero giorni che non sentite muovere il vostro bimbo, se le provate tutte da variazione di cibo (fornendo cibi più dolci ed energetici che possono attivare il bimbo) al parlare, accarezzare, non è più il momento di aspettare. Ci diamo solitamente 24 ore di tempo per sentire anche un solo calcetto. Se ciò non avviene è necessario recarsi presso l’ospedale per controllare cosa sta accadendo. Ci sono dei casi in cui il fatto di non sentirlo muovere sia legato ad una particolare condizione di stress della mamma (di qualsiasi orgine, dal lavoro alla famiglia, alle paure personali) che perde il focus sul bimbo per preoccuparsi solo di altro. In questo caso la visita in ospedale con l’ecografia ci consentirà di escludere problemi e sarà stata solo un momento così. Di solito quando accade questo le mamme si spaventano così tanto che iniziano a dedicare più tempo alla gravidanza e meno al resto delle attività.

Ci sono purtroppo invece anche casi in cui si va incontro a quella che noi definiamo MEF ovvero morte endouterina fetale, ovvero per cause spesso ignote il bimbo di 7-8 mesi muore nella pancia della mamma. Per questo motivo è fondamentale recarsi in ospedale non dopo giorni in cui il bimbo non si fa sentire ma al massimo dopo 24-36 ore. Chiaramente il fatto del sentire muovere il bimbo non deve diventare un’ossessione, anche se mi rendo conto che per alcune mamme con storie di dolore passare queste parole non abbiano granchè senso. Con ossessione intendo che non è necessario stare ogni minuto della giornata concentrate su ogni piccolo spostamento nella pancia, questo farebbe solo aumentare i livelli di stress e quindi il rischio che il bambino si muova meno proprio perché la mamma è stressata. Prendiamoci un momento della giornata (o due o tre se vi fa stare più tranquille) e dedichiamolo al bambino, al suo ascolto e alle chiacchiere che possiamo fare con lui. Esprimiamo al nostro bimbo anche di cosa abbiamo paura e lui vedrete che reagirà. Vorrei anche dirvi però che nel caso non siate tranquille un giorno nessun ospedale vi caccerà via, faranno l’ecografia di controllo e così potrete essere sicure che vada tutto bene. Godetevi le sensazioni, le emozioni che sentire il vostro bimbo vi provoca, e sappiate che anche se preoccupate siete delle bellissime mamme.

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