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Raschiamento utero: quando si fa e come funziona

di Francesca Capriati - 18.01.2023 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Raschiamento utero: perché si fa il raschiamento all'utero, quanto dura l'intervento, è doloroso? Come funziona il raschiamento dopo l'aborto

In questo articolo

Raschiamento utero

Nell'opinione comune, il raschiamento all'utero è una procedura chirurgica che viene impiegata solo in caso di aborto, spontaneo o volontario, ma in realtà può essere utile anche in altre circostanze, come ad esempio dopo il parto. Vediamo insieme in cosa consiste e quando viene eseguito.

Perché si fa il raschiamento all'utero?

Le circostanze in cui viene eseguito un raschiamento possono essere:

  • raschiamento diagnostico: serve ad ottenere un campione di tessuto uterino per analizzarlo in laboratorio. Viene raccomandato quando c'è un anomalo sanguinamento uterino, oppure quando il Pap test ha dato risultato sospetto o laddove il ginecologo ravveda la necessità di indagare più a fondo su sintomi che possono indicare una patologia ginecologica;
  • raschiamento operativo: viene fatto quando si deve rimuovere dall'utero un fibroma, un polipo oppure una massa sospetta. Può servire anche dopo il parto, per ripulire l'utero da residui placentari.
  • raschiamento dopo l'aborto: il raschiamento è la procedura più comune ed efficace per effettuare un'interruzione volontaria di gravidanza entro la 13esima settimana.
  • raschiamento dopo aborto spontaneo: ma anche per una gravidanza senza embrione (ovulo chiaro) o un aborto interno laddove non vi sia stata la completa espulsione dell'embrione e del materiale.

Raschiamento per aborto, come funziona

Prima veniva utilizzato uno speciale strumento simile a una lama a forma di cucchiaio, chiamato curette, che raschiava le pareti uterine. Oggi viene più comunemente utilizzata una sorta di cannula che letteralmente aspira il contenuto dell'utero. Per ispezionare meglio l'utero e rimuovere eventuali residui, si può usare un curette a fine procedura.

Preparazione per raschiamento

Prima dell'intervento bisognerà fare le analisi del sangue e seguire le indicazioni del medico (ad esempio non mangiare per qualche ora prima di entrare in sala operatoria). Informate il ginecologo di eventuali farmaci che state assumendo e se siete allergiche a qualche principio attivo.

Quanto dura l'intervento di raschiamento?

La procedura in sè dura circa 15 minuti e viene eseguita in anestesia totale o sedazione profonda.

Il raschiamento è doloroso?

Durante l'intervento si dormirà quindi non si avvertirà alcun dolore o fastidio. Ovviamente parliamo di dolore fisico. Il dolore emotivo e psicologico, causato da un aborto spontaneo o dalla difficile scelta di dover interrompere la gravidanza, può durare anche per settimane e non abbiate timore di confidarvi con le persone più care e chidere aiuto psicologico.

Quanto durano i dolori dopo il raschiamento

Quanto tempo ci vuole per riprendersi da un raschiamento? Dopo il raschiamento sono normali sanguinamento e crampi al basso addome e all'utero, simili a quelli che accompagnano le mestruazioni, che possono durare per 5-7 giorni. Normali anche stanchezza e tristezza.

Il raschiamento è pericoloso?

I rischi connessi a questa procedura possono essere:

  • danni alla cervice,
  • tessuto cicatriziale,
  • danni alla parete uterina,
  • infezione.

C'è da dire, però, che con le tecniche moderne attualmente utilizzate, che prevedono uno scarso utilizzo del curette in favore della semplice aspirazione, i rischi di complicanze ed effetti collaterali sono ridotti al minimo.

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