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Malattia emolitica del feto: cos'è, quali sono le cause e i sintomi

di Francesca Capriati - 06.04.2021 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Malattia emolitica del feto: Eritroblastosi fetale, cause, sintomi, linee guida e trattamento Igm. Come si interviene per la Malattia emolitica nel neonato

Malattia emolitica del feto

La malattia emolitica del feto, chiamata anche eritroblastosi fetale, è una condizione del sangue dei neonati causata dalla presenza nel sangue materno di anticorpi di tipo Igm (comunemente anti-RhD) che, attraverso la placenta, si dirigono contro gli antigeni gruppo-ematici fetali, ereditati dal padre. La forma più nota è quella dovuta ad alloanticorpi anti-RhD.

In questo articolo

Malattia emolitica del neonato: le cause

Tutte le persone hanno un gruppo sanguigno (A, B, AB o O) e anche un fattore Rh (positivo o negativo). Se una madre e un bambino hanno un gruppo sanguigno e un fattore Rh diversi può insorgere la malattia emolitica, soprattutto quando la madre è Rh negativa e il padre ha Rh positivo, quindi anche il bambino potrebbe essere Rh positivo.

Il sistema immunitario della madre Rh negativo vede i globuli rossi Rh positivi del bambino come estranei e quindi risponde producendo anticorpi per combattere e distruggere queste cellule estranee.

Nella prima gravidanza capita spesso che la madre si sensibilizzi al fattore Rh, cioè gli anticorpi vengono immagazzinati e potrebbero scatenare la malattia emolitica nel neonato nella seconda gravidanza, con bambino con Rh positivo. La sensibilizzazione Rh normalmente non è un problema con una prima gravidanza mentre potrebbe esserlo nelle future gravidanze con un altro bambino Rh positivo. Durante questa suyccessv gravidanza, gli anticorpi della madre attraversano la placenta per combattere le cellule Rh positive nel corpo del bambino. Quando gli anticorpi distruggono le cellule, il bambino si ammala e questa condizione viene chiamata eritroblastosi fetale durante la gravidanza e poi malattia emolitica nel neonato dopo la nascita.

La MEFN, quindi, raramente si verifica durante la prima gravidanza. Come spiegano gli esperti:

di solito, durante la prima gravidanza avviene l'immunizzazione materna primaria, caratterizzata dalla produzione di una piccola quantità di anticorpi IgM, immunoglobuline che non attraversano la placenta. Nelle gravidanze successive, e dopo ulteriori esposizioni all'antigene, come risultato dell'immunizzazione secondaria, si producono anticorpi IgG, che possono attraversare la placenta e causare emolisi.

Eritroblastosi fetale: i sintomi

I sintomi possono manifestarsi in modo leggermente diverso in ogni gravidanza e bambino: durante la gravidanza non noterai alcun sintomo, ma in sede di amniocentesi o test prenatale il medico potrà osservare del liquido di colore giallo, dovuto alla bilirubina prodotta dalle cellule del sangue che sono state distrutte.

Il medico può anche notare:

  • un ingrossamento del fegato, dei polmoni e del cuore,
  • potrebbe essere visibile la presenza di liquido extra nello stomaco, nei polmoni o nel cuoio capelluto. Si tratta di idrope fetale, una condizione che causa un grave edema (gonfiore)

Dopo la nascita, i sintomi della malattia emolitica nel bambino possono includere:

  • pallore causato dall'anemia;
  • colorazione gialla del cordone ombelicale, della pelle e del bianco degli occhi (ittero);
  • ingrossamento del fegato e della milza;
  • grave gonfiore in tutto il corpo causato dall'idrope fetale;
  • problemi di respirazione.

Secondo gli studi, nel 50% dei casi la malattia emolitica del neonato può portare ad una sintomatologia lieve, che non richiede interventi terapeutici o di minima importanza. Nel 25% dei casi la malattia si presenta al momento della nascita con anemia e ittero e necessità di interventi mirati a evitare l'anemia grave, l'encefalopatia bilirubinica e il possibile conseguente kernittero. Nel restante 25%, si possono presentare anemia fetale con idrope, versamento ascitico, pericardico ed edema e occorre intervenire prima della nascita in utero per prevenire la mortalità ed esiti gravi.

Malattia emolitica del neonato e test di Coombs

Sin dalla prima visita in gravidanza vengono eseguiti degli esami del sangue per determinare tra l'altro, il gruppo sanguigno e il fattore Rh, contestualmente, il Test di Coombs indiretto che viene utilizzato per rilevare gli anticorpi materni che potrebbero passare dalla placenta e andare ad attaccare i globuli rossi del bambino, causando la malattia emolitica del neonato. Laddove il test desse risultato positivo il medico valuterà la situazione proponendo il migliore approccio.

Malattia emolitica del neonato e Igm

Da decenni ormai, in caso di incompatibilità, si procede con una immunoprofilassi, cioè la somministrazione di immunoglobuline a tutte le donne Rh negative non immunizzate per l'antigene D dopo il parto di un neonato RhD positivo.

Secondo le ultime raccomandazioni redatte dalla Società Italiana di Medicina Trasfusionale ed Immunoematologia (SIMTI) e dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), per la malattia emolitica del neonato causata dagli anticorpi anti RhD, la più frequente in termini di incidenza e di gravità, da circa cinquant'anni viene attuata un'efficace prevenzione nelle donne RhD negative con la somministrazione di immunoglobuline anti RhD nel post-partum.

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