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Giornata Mondiale sulla Sindrome Feto Alcolica: troppo giovane per bere!

di Redazione PianetaMamma - 09.09.2020 Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il 9 settembre si celebra la Giornata Mondiale sulla Sindrome Feto Alcolica: per ricordare che bere alcol in gravidanza può causare difetti congeniti nel bambino

Giornata Mondiale sulla Sindrome Feto Alcolica

Il 9 settembre in contemporanea in 35 Paesi del mondo si celebrerà la Giornata Mondiale sulla Sindrome Feto-Alcolica, un'occasione per informare il più possibile l'opinione pubblica sull'importanza di dire no all'alcol in gravidanza e sui suoi effetti sulla salute del nascituro. Uno studio canadese pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet ha evidenziato che il 10% delle donne di tutto il mondo beve alcolici durante la gravidanza. In Europa è la zona la percentuale risulta più elevata (25,2%), ma in alcuni Paesi come Italia, Regno Unito e Russia si arriva a tassi che uguagliano o superano il 50%.

E a conferma di questi dati, un'analisi dell'Istituto Superiore di Sanità ha scoperto che in Italia il 50-60% delle donne in gravidanza continua a bere, mantenendo le abitudini che avevano in precedenza.

Perché non bisogna bere in gravidanza?

Lo spiega bene l'Istituto Superiore di Sanità: se una donna incinta consuma bevande alcoliche, l’alcol e, soprattutto, l’acetaldeide, che è un prodotto della metabolizzazione dell’alcol, arriva direttamente nel sangue del feto attraverso la placenta e distrugge i neuroni ancora prima che nascano.

Non tutti i figli di donne che hanno consumato alcolici durate la gravidanza nascono con difetti congeniti, tuttavia non si può sapere con certezza: altri fattori possono associarsi agli effetti dell'alcol, come quelli ambientali, quelli legati allo stile vita (fumo, stress, dieta etc...) e fattori genetici.

Non esiste un limite considerato sicuro per quanto riguarda il consumo di alcol in gravidanza ed è per questo che l'unico modo per prevenire difetti o problemi al feto è quello di astenersi completamente dall'alcol durante i nove mesi.

Cos'è la Sindrome feto alcolica

Circa 70 milioni di persone in tutto il mondo (l’1% della popolazione mondiale) soffrono di disturbi come conseguenza dell’esposizione all’alcol durante la vita prenatale. E in Italia si calcola che ogni anno trentamila bambini nascano con la sindrome Feto Alcolica, e 5-6mila di essi hanno un problema gravissimo.

I vari disturbi inseriti nella sindrome Alcol fetale sono: “effetti dell’alcol fetale” (Fae), “disturbi del neurosviluppo relazionato all’alcol” (Arnd) e “difetti di nascita relazionati all’alcol” (Arbd).

Sintomi della sindrome feto alcolica

Ecco solo alcune delle problematiche che possono presentarsi:

  • dismorfologie facciali e problemi cerebrali causate dall'esposizione all’alcol durante il primo trimestre di gravidanza
  • deficit di crescita legato all’esposizione durante la seconda metà della gestazione
  • alterato sviluppo del cranio dovuto all’effetto dell’alcol nella quarta settimana di gravidanza

In linea generale possiamo sintetizzare così i sintomi fisici e neurologici della sindrome feto-alcolica:

  • deformità nel viso e a livello oculare;
  • grado variabile di microcefalia, cioè una ridotta circonferenza del cranio;
  • ritardo nello sviluppo osseo e nella crescita;
  • anomalie comportamentali e cognitive ;
  • disturbi dell’eloquio e dell’udito;
  • disturbi del sonno.

In genere i difetti congeniti più gravi si formano nei primi tre mesi di gravidanza, un periodo cruciale per lo sviluppo degli organi del feto e durante il quale la maggior parte delle future mamme non sa ancora di essere incinta.

Gli effetti sul bambino dopo la nascita non si manifestano subito, ma più avanti nell'età evolutiva, quando iniziano ad apparire evidenti alterazioni delle capacità cognitive e disturbi nella crescita.

La Fas è una condizione permanente ed invalidante per la quale non esiste cura e, come dicevamo,  si può prevenire al 100% evitando del tutto di consumare alcolici durante la gravidanza.

Giornata Mondiale sulla Sindrome feto alcolica 2020

Il Ministero della Salute ha recentemente finanziato all'Istituto Superiore di Sanità (ISS) un progetto biennale sulla prevenzione, diagnosi precoce e trattamento mirato dello spettro FASD e della FAS.

L'Associazione Italiana Disordini da Esposizione Fetale ad Alcol e/o Droghe (AIDEFAD Aps), la cui attività è volta a fornire informazioni sulle disabilità e i problemi derivanti dall'uso di bevande alcoliche durante la gravidanza, sostenere la ricerca e dare supporto a chi è affetto da questa condizione e non è diagnosticato, organizza per il 9 settembre un evento social

Per partecipare ecco la pagina Facebook di riferimento.

A livello mondiale, la stima della prevalenza della sindrome feto-alcolica (FAS), che rappresenta la più grave ed evidente forma tra le alterazioni imputabili all'alcol, oscilla tra lo 0,5 e i 3 casi su 1000 nati vivi nella maggior parte delle popolazioni, mentre l'intero spettro dei disturbi correlati (FASD), riguarda circa l'1% della popolazione globale. Un dato che deve far riflettere è che la FASD attualmente costituisce la prima causa di ritardo mentale nei bambini dei paesi ad alto tenore economico

afferma Fabio Mosca, Presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN) che, in occasione della Giornata Mondiale sulla sindrome feto-alcolica e i disturbi correlati, intende richiamare l'attenzione sulle disabilità e i problemi derivanti dall'uso di bevande alcoliche durante la gravidanza, per contrastare il problema e contribuire alla diffusione di una corretta informazione.

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