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Aborto spontaneo: sintomi e cause

di Francesca Capriati - 12.04.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Aborto spontaneo: come riconoscere un aborto spontaneo: cause e sintomi dell'aborto interno. Cosa fare e come riconoscere le perdite e i sintomi dell'aborto. Dopo quanto riprovare?

Aborto spontaneo

I primi tre mesi di gravidanza sono quelli più delicati e preoccupano maggiormente le future mamme soprattutto a causa del rischio di aborto spontaneo, che nelle prime settimane è più alto. In effetti entrate nel quarto mese di gestazione le probabilità di interruzione Ma come riconoscere un aborto spontaneo? E quali sono le cause e i sintomi?

In questo articolo

Cos'è l'aborto spontaneo

Viene definito aborto la morte in utero di un feto entro la ventesima settimana. Un'interruzione spontanea della gravidanza è più comune di quanto si pensi e avviene in circa un terzo delle gravidanze.

In circa la metà dei casi di aborto spontaneo nelle prime settimane la gravidanza si interrompe a causa di una anomalia cromosomica che impedisce al feto di svilupparsi. I cromosomi sono strutture che si trovano nelle cellule che al loro interno trasportano i geni: la maggior parte delle cellule contiene 23 paia di cromosomi per complessivi 46 cromosomi. Lo spermatozoo e l'ovocita cedono al nuovo essere umano ciascuno 23 cromosomi che quindi danno origine ad un nuovo essere umano. E' evidente, però, che se l'ovulo o lo spermatozoo hanno un numero anomalo di cromosomi, durante l'unione delle due cellule anche la nuova cellula avrà questa anomalia. In alcuni casi il bambino cresce e si sviluppa ugualmente, in altri casi invece la gravidanza si interrompe.

Altre cause includono:

  • Un'anomalia anatomica dell'utero che è in grado di determinare aborti ripetuti (10-15% dei casi);
  • Deficit della fase Luteale;
  • Anomalie della funzione Tiroidea;
  • infezioni batteriche o virali.

Aborto spontaneo: cause stress

Alcune ricerche suggeriscono che lo stress in gravidanza giochi un ruolo importante nell'aumentare il rischio di aborto nel primissimo periodo di gestazione laddove non vi siano altre motivazioni evidenti. In sintesi lo stress, in particolare quello emotivo, sembra aumentare di quasi tre volte il rischio di interruzione spontanea della gravidanza.

I sintomi dell'aborto spontaneo

Sanguinamento vaginale e crampi sono i sintomi più comuni dell'aborto spontaneo nelle prime settimane di gravidanza. Tuttavia non sempre è facile riuscire a distinguere un'interruzione della gravidanza: proprio all'inizio, tra i più comuni sintomi gravidici, è piuttosto frequente notare piccole perdite (che possono essere le cosiddette perdite da impianto, sono cioè causate dall'annidamento dell'embrione nelle pareti uterine), e avere piccoli crampi al basso addome.

Possiamo sospettare che tutto stia procedendo bene anche se persistono per qualche settimana i classici sintomi della gravidanza come:

  • dolore e tensione al seno;
  • nausea del primo mattino;
  • minzione frequente;
  • stanchezza e sonnolenza.

Aborto spontaneo come capirlo?

Tra i sintomi da non sottovalutare ci sono:

  • Mal di schiena di intensità da lieve a più grave
  • Dimagrimento
  • Muco di colore bianco rosato
  • Contrazioni dolorose
  • Perdite marroni o di colore rosso vivo, che possono essere accompagnate da crampi
  • Perdite simili a mestruazioni
  • Diminuzione di segni che indicano una gravidanza in corso.

Il consiglio è sempre quello di contattare un medico in caso di perdite sospette.

Aborto spontaneo sintomi senza sapere di essere incinta

Molte donne non si accorgono di nulla perché la gravidanza si interrompe ai suoi esordi, quando non è stato nemmeno fatto il test di gravidanza, e le perdite vengono scambiate per le normali mestruazioni.

Di certo il modo per sapere se una gravidanza si è interrotta è con un'ecografia: la prima ecografia, che in genere si esegue intorno alla decima, undicesima settimana, potrà rivelarci che tutto sta procedendo bene, se c'è attività cardiaca e se l'embrione si è impiantato in modo corretto.

Sintomi dell'aborto interno

Viene definito "aborto interno" oppure "aborto ritenuto" un'interruzione spontanea della gravidanza che non da alcun sintomo né si manifesta in maniera evidente. In genere viene scoperto alla prima ecografia, quando l'operatore evidenzia l'assegna di battito cardiaco e l'arresto della crescita dell'embrione. 

Un aborto interno, quindi, all'inizio non si manifesta con dei sintomi veri e propri: solo dopo qualche giorno, o addirittura settimane, possono presentarsi perdite e contrazioni uterine.

Aborto spontaneo o ciclo

Come riconoscere un aborto spontaneo dal ciclo? Come abbiamo detto l'aborto si può manifestare chiaramente con delle perdite, con un'emorragia che sembra una mestruazione ma è più consistente e dura più a lungo del solito. Il sanguinamento è accompagnato da crami addominali e contrazioni uterine che sono finalizzate a favorire l'espulsione dei tessuti. E' normale notare dei coaguli di sangue.

Cosa fare?

Naturalmente se sappiamo già di essere incinte e notiamo dei sintomi particolarmente strani è bene sempre chiamare il proprio medico: in particolare dolori piuttosto forti al basso ventre e perdite ematiche, anche lievi, non vanno mai sottovalutate.

Dopo qualche giorno il medico prescriverà un esame delle Beta Hcg e un'ecografia per verificare se l'utero si sia pulito completamente: in caso contrario sarà necessario un piccolo intervento chirurgico chiamato raschiamento.

In conclusione, in caso di interruzione spontanea della gravidanza nelle prime settimane le opzioni sono essenzialmente due:

  1. si attende qualche giorno per vedere se il materiale viene espulso in modo spontaneo;
  2. si procede con un raschiamento che ripulisce l'intera cavità uterina.

Quindi un aborto spontaneo senza raschiamento si verifica quando la cavità uterina si svuota e si pulisce in modo spontaneo con delle perdite simili alle mestruazioni e ciò avviene nei primissimi giorni dopo il concepimento quando spesso non si sa nemmeno di essere incinte.

Ovulazione dopo aborto spontaneo

L'ovulazione riprende quasi immediatamente quindi è sufficiente aspettare un paio di mesi per dare il tempo all'utero di riprendersi del tutto.

I pareri dei medici non sono univoci: si tratta di situazioni molto soggettive dove bisogna tenere conto anche dello stato emotivo della donna. L'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di aspettare sei mesi, tuttavia diversi studi hanno dimostrato che non si tratta di un limite utile o efficace per scongiurare il rischio di un'altra interruzione di gravidanza. 

Fonti

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