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Apnea notturna in gravidanza e rischi per il bambino: un nuovo studio

di Francesca Capriati - 25.02.2022 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Apnea notturna in gravidanza e rischi per il bambino: uno studio suggerisce che l'apnea notturna materna in gravidanza aumenta il rischio di autismo

Apnea notturna in gravidanza e rischi per il bambino

L'apnea notturna in gravidanza può aumentare il rischio di cambiamenti cerebrali e comportamentali associati all'autismo, specialmente nei bambini maschi. A far luce sull'apnea notturna in gravidanza e i rischi per il bambino è stato uno studio condotto sui ratti da Amanda Vanderplow, Michael Cahill e colleghi dell'Università del Wisconsin-Madison e pubblicato nei giorni scorsi su PLOS Biology. I risultati, quindi, sembrano suggerire che negli esseri umani ci sia un legame tra apnea notturna e disturbi dello sviluppo neurologico fetale. e forniscono un potenziale meccanismo per spiegare il collegamento.

L'incidenza dell'apnea notturna in gravidanza

Il numero di donne che soffrono di apnea notturna è in aumento, complice anche l'incremento delle donne in sovrappeso e obese. Secondo i dati resi noti dagli studiosi nordamericani, l'apnea notturna durante la gravidanza si verifica in circa il 15% delle gravidanze fisiologiche e in oltre il 60% delle gravidanze ad alto rischio entro il terzo trimestre.

Lo studio

È noto che l'apnea notturna durante la gravidanza ha effetti dannosi sul neonato, ma l'impatto sul neurosviluppo fetale non è stato ben studiato. Durante gli episodi di apnea notturna, la respirazione viene parzialmente o completamente interrotta, spesso centinaia di volte nel corso della notte, causando ipossia intermittente o diminuzione dell'ossigenazione del sangue.

Per far luce sul legame tra apnea notturna in gravidanza ed effetti sul feto, i ricercatori hanno sottoposto i ratti gravidi a bassi livelli di ossigeno intermittenti durante i periodi di riposo, durante la seconda metà del loro periodo gestazionale. Il trattamento ha indotto ipossia nelle madri, ma non nei feti (come era previsto).

I risultati

Durante il periodo osservazionale, sono emerse sin da dopo la nascita anomalie comportamentali nella prole, inclusi schemi di vocalizzazione di sofferenza alterati sia nei maschi che nelle femmine. L'ipossia materna ha anche alterato la funzione cognitiva e sociale nei figli maschi, ma non nelle femmine, e questa alterazione è durata fino all'età adulta.

Tra i cambiamenti comportamentali si evidenziavano:

  • riduzione della memoria
  • riduzione della memoria a lungo termine
  • ridotto interesse per situazioni socialmente nuove.

Questi cambiamenti comportamentali erano associati ad anomalie significative nella densità e nella morfologia delle spine dendritiche, le escrescenze sui neuroni che ricevono e integrano segnali da altri neuroni.

Negli giovani ratti di entrambi i sessi, ma molto di più nei maschi, la densità delle spine dendritiche era più elevata rispetto agli animali di controllo della stessa età. Questo aumento era dovuto principalmente alla mancanza della cosiddetta "potatura", una riorganizzazione neuronale che porta all'eliminazione delle sinapsi superflue. Si tratta di un processo che inizia nell'infanzia ed è fondamentale per il normale sviluppo cerebrale.

Non è chiaro come l'ipossia materna abbia indotto questi cambiamenti nei feti che non sperimentano l'ipossia in epoca gestazionale.
Gli scienziati hanno scoperto anche che i figli affetti da queste anomalie avevano anche un'attività eccessiva di un pathway (cioè la via metabolica che regola i processi chimici della cellula) della proteina mTOR, una caratteristica riscontrata negli soggetti autistici. Trattati con la rapamicina, l'effetto comportamentale legato all'ipossia materna si mitigava.

In conclusione

I ricercatori spiegano che questi dati forniscono prove evidenti che l'apnea notturna materna può essere un importante fattore di rischio per lo sviluppo di disturbi del neurosviluppo, in particolare nei maschi.

Michael Cahill precisa: "Sulla base di correlazioni cliniche, è stato teorizzato già che l'apnea notturna materna durante la gravidanza può aumentare il rischio di diagnosi di autismo nei figli; tuttavia, mancano studi funzionali. Qui dimostriamo che l'apnea notturna durante la gestazione produce fenotipi neuronali e comportamentali nei figli che assomigliano molto all'autismo e dimostrano l'efficacia di un approccio farmacologico nell'invertire completamente i disturbi comportamentali osservati".

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