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Rischio da prodotti chimici in gravidanza, per gli esperti è sottostimato

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L'esposizione a prodotti chimici in gravidanza può essere molto rischiosa, anche se spesso i rischi vengono sottovalutati: scopriamo perché e cosa possono causare

Prodotti chimici in gravidanza, i rischi

Ogni giorno siamo esposti a un gran numero di sostanze chimiche prodotte dall'uomo. Un 'bombardamento' che crea combinazioni di miscele chimiche e può rivelarsi particolarmente insidioso, in particolare nel caso dei distruttori endocrini, soprattutto in alcune fasi della vita come la gravidanza. Ma le attuali tecniche di valutazione e gestione dei rischi si concentrano principalmente sull'esposizione a singole sostanze, sottovalutando il 'potere' dei mix.

E' la conclusione del progetto Edc-MixRisk di Horizon 2020, coordinato da ricercatori dell'Università di Stoccolma. Il lavoro è il frutto della collaborazione con numerosi colleghi europei fra i quali anche il gruppo di Giuseppe Testa dell'Ieo di Milano. Ebbene, secondo i ricercatori le attuali normative sulle sostanze chimiche prodotte dall'uomo sottostimano sistematicamente i rischi per la salute associati all'esposizione combinata a queste sostanze.

Test per scoprire le malattie fetali dal sangue di mamma

Il team ha indagato in particolare sugli effetti dell'esposizione durante il periodo fetale. Utilizzando i dati epidemiologici della coorte svedese Selma (oltre 2.300 donne in gravidanza), sono state create miscele di riferimento per simulare l'esposizione in termini reali (a concentrazioni rilevate nelle donne in gravidanza). Queste miscele sono state poi testate in vari modelli sperimentali (cellulari e animali), e i dati tossicologici sono stati utilizzati per stabilire nuovi metodi e strategie per la valutazione del rischio, in modo da tenere maggiormente conto delle esposizioni ambientali complesse.

Per Ake Bergman dell'università di Stoccolma, coordinatore del progetto, questo approccio "ci ha permesso di valutare il numero di madri nella coorte Selma che sono a rischio di effetti nei loro figli", legati proprio all'esposizione a questi mix. "Effetti correlati a crescita e metabolismo, neurosviluppo e sviluppo sessuale", precisa l'esperto. I ricercatori del laboratorio di Milano hanno utilizzato organoidi del cervello umano per valutare direttamente l'impatto di queste miscele su un modello di cervello umano in via di sviluppo. Così hanno scoperto che, anche nelle concentrazioni reali, i distruttori endocrini interferiscono con le stesse reti di regolazione che sono già coinvolte nelle forme genetiche del disturbo dello spettro autistico e di disabilità intellettiva. "Questo nuovo metodo consente di indagare le esposizioni chimiche rilevanti durante lo sviluppo del cervello umano", sottolinea Testa.

A Parigi, invece, un team ha cercato di capire in particolare se e come le miscele chimiche interferivano con lo sviluppo e la crescita del cervello attraverso la modulazione della segnalazione dell'ormone tiroideo. Un ormone essenziale per lo sviluppo del cervello, ricordano gli scienziati.

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