Home Gravidanza Disturbi della gravidanza

Colestasi gravidica: una malattia del fegato rischiosa per il bebè

di Monica De Chirico - 12.03.2014 Scrivici

mal-di-testa
La colestasi gravidica è una rara complicazione che si presenta durante la gravidanza, ed è causata dalla presenza di bile (una sostanza chimica naturale) nella circolazione sanguigna. Ecco quali possono essere i rischi per il bebè e la cura

a cura di Elisa Santaniello

Colestasi gravidica: che cos’è?

La colestasi gravidica è una rara complicazione che si presenta durante la gravidanza, piu’ frequentemente nel terzo trimestre, ed è causata dalla

presenza di bile

(una sostanza chimica naturale) nella

circolazione sanguigna

. Si parla di colestasi quando gli epatociti (cellule del fegato) non fanno bene il loro lavoro e lasciano passare gli acidi biliari nel sangue invece di scaricarli nella bile. Questi ultimi accumulandosi nel sangue, rischiano di raggiungere il feto attraverso la

placenta

.

LEGGI ANCHE

: Disturbi della gravidanza: un rimedio per ognuno


Colestasi gravidica: Le cause e i fattori di rischio

L’esatta causa della colestasi gravidica non è conosciuta, sebbene alcuni ricercatori suggeriscono che potrebbe essere una

reazione al cambiamento ormonale che si verifica durante la gravidanza

. La malattia può avere familiarità, difatti una storia di colestasi gravidica in famiglia o in una precedente gravidanza, potrebbe incidere sui fattori di rischio. Infine, alcuni gruppi etnici sono più a rischio, mentre altri sono praticamente protetti.

Colestasi gravidica: I sintomi

La Colestasi gravidica si manifesta con un forte

prurito generalizzato

, che peggiora di notte e può coinvolgere i palmi delle mani e le piante dei piedi. Il prurito può portare a lesioni da grattamento, e

difficoltà nel sonno.

Il test di funzionalità epatica (transaminasi, acidi biliari) viene quindi utilizzato per confermare la diagnosi e valutare il grado di colestasi e l’aumento o rialzo delle transaminasi, gammaGT, acidi colici e talora anche della bilirubina.

Colestasi gravidica: i rischi per il bebè e la mamma

A parte i disagi causati da prurito, la colestasi gravidica è raramente una preoccupazione per la madre, difatti i rischi della colestasti gravidica sono soprattutto a carico del feto, perché l'accumulo di sali biliari nel sangue può essere tossico e potrebbe provocare la

morte in utero.

In altri casi si puo’ verificare un

parto pretermine.



LEGGI ANCHE: I disturbi normali in gravidanza


Colestasi gravidica: la cura

La terapia per la colestasi ostetrica prevede l’utilizzo di

emollienti e di farmaci antistaminici

(ad esempio clorfenamina) per ridurre il prurito materno. L’utilizzo dell’acido ursodesossicolico: rappresenta il farmaco più usato, la sua funzione è quella di proteggere le cellule epatiche e favorire l’eliminazione dei sali biliari in eccesso. La vitamina K in formulazione idrosolubile andrebbe somministrata a tutte le donne con colestasi ostetrica, soprattutto in caso di steatorrea (feci grasse). Quest’ultima è correlata ai fattori della coagulazione, pertanto la sua somministrazione riduce il rischio di emorragia postpartum ed emorragie neonatali. In ogni caso il nostro consiglio è di consultare il vostro medico curante.

Dopo il parto, il prurito scompare gradualmente

e il fegato torna alla sua normale attività. Ma in una successiva gravidanza, la madre sarà monitorata attentamente per evitare ogni rischio di recidività

gpt inread-gravidanza-0

articoli correlati