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Colestasi gravidica: una malattia del fegato rischiosa per il bebè

di Redazione PianetaMamma - 26.11.2021 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Colestasi gravidica: una rara complicazione che si presenta durante la gravidanza, causata dalla presenza di bile nella circolazione sanguigna

Colestasi gravidica

La colestasi gravidica è una rara complicazione che si presenta durante la gravidanza, più frequentemente nel terzo trimestre, ed è causata dalla presenza di bile (una sostanza chimica naturale) nella circolazione sanguigna. Si parla di colestasi quando gli epatociti (cellule del fegato) non fanno bene il loro lavoro e lasciano passare gli acidi biliari nel sangue invece di scaricarli nella bile. Questi ultimi accumulandosi nel sangue, rischiano di raggiungere il feto attraverso la placenta.

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Le cause della colestasi gravidica

L'esatta causa della colestasi gravidica non è conosciuta, sebbene alcuni ricercatori suggeriscono che potrebbe essere una reazione al cambiamento ormonale che si verifica durante la gravidanza. La malattia può avere familiarità, difatti una storia di colestasi gravidica in famiglia o in una precedente gravidanza, potrebbe incidere sui fattori di rischio. Infine, alcuni gruppi etnici sono più a rischio, mentre altri sono praticamente protetti.

I sintomi

La colestasi gravidica si manifesta con un forte prurito generalizzato, che peggiora di notte e può coinvolgere i palmi delle mani e le piante dei piedi. Il prurito può portare a lesioni da grattamento, e difficoltà nel sonno.

Il test di funzionalità epatica (transaminasi, acidi biliari) viene quindi utilizzato per confermare la diagnosi e valutare il grado di colestasi e l'aumento o rialzo delle transaminasi, gammaGT, acidi colici e talora anche della bilirubina.

Colestasi gravidica: i rischi per il feto e la mamma

A parte i disagi causati da prurito, la colestasi gravidica è raramente una preoccupazione per la madre, mentre i rischi della colestasti gravidica sono soprattutto a carico del feto, perché l'accumulo di sali biliari nel sangue può essere tossico e potrebbe provocare la morte in utero. In altri casi si può verificare un parto pretermine.

Colestasi gravidica: la cura

La terapia per la colestasi ostetrica prevede l'utilizzo di emollienti e di farmaci antistaminici (ad esempio clorfenamina) per ridurre il prurito materno.

L'utilizzo dell'acido ursodesossicolico: rappresenta il farmaco più usato, la sua funzione è quella di proteggere le cellule epatiche e favorire l'eliminazione dei sali biliari in eccesso. La vitamina K in formulazione idrosolubile andrebbe somministrata a tutte le donne con colestasi ostetrica, soprattutto in caso di steatorrea (feci grasse). Quest'ultima è correlata ai fattori della coagulazione, pertanto la sua somministrazione riduce il rischio di emorragia postpartum ed emorragie neonatali.

In ogni caso il nostro consiglio è di consultare il vostro medico curante.

Dopo il parto, il prurito scompare gradualmente e il fegato torna alla sua normale attività. Ma in una successiva gravidanza, la madre sarà monitorata attentamente per evitare ogni rischio di recidività.

a cura di Elisa Santaniello

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