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Gli effetti dell’attività sportiva in gravidanza: il progetto "Donna tra maternità e sport"

di Redazione PianetaMamma - 05.05.2021 Scrivici

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Fonte: shutterstock
Uno studio realizzato da Chicco e CONI sull’attività sportiva in gravidanza e la sua ripresa dopo il parto

"Donna tra maternità e sport". E' il nome dello studio che CONI e Chicco (Gruppo Artsana) hanno redatto sugli effetti che l'attività sportiva in gravidanza e la sua ripresa dopo il parto hanno sulle atlete professioniste.

I risultati della ricerca sono stati presentati ieri a Roma alla presenza di Giovanni Malagò, Presidente del CONI, e di Claudio De Conto, Amministratore Delegato del Gruppo Artsana. Il team di lavoro ha incluso 3 medici dello sport, un ginecologo, due preparatori atletici.

Durante la conferenza, Giovanni Malagò, Presidente del CONI, ha sottolineato: "Ringrazio il Gruppo Artsana e il marchio Chicco per aver contributo allo sviluppo di un progetto promosso dal CIO, da sempre sensibile al tema. Siamo impegnati in molte iniziative legate alla dual career, ma in questo caso il concetto viene anticipato, con la finalità di sostenere la mamma atleta attraverso la conoscenza delle storie di chi ha avuto figli ed è tornata protagonista a livello agonistico. Gli elementi e i dati forniti da questo studio possono contribuire ad accompagnare le donne nel percorso, supportandone l'azione. Sono felice del connubio CONI-Chicco, certo che la ricerca sarà funzionale alla crescita del movimento".

Claudio De Conto, Amministratore Delegato di Gruppo Artsana, ha affermato: "Grazie a questa collaborazione con il CONI partiamo dall'esempio delle atlete per dare un messaggio positivo a tutte le donne: i loro obiettivi professionali e personali non sono e non devono essere incompatibili con la maternità. Ciascuno di noi può fare la propria parte affinché le donne non si trovino più di fronte a una scelta tra atleta o mamma, perché un'atleta può essere anche mamma.

Per questo, attraverso il brand Chicco, lanceremo una campagna di sensibilizzazione che trasformerà simbolicamente tutte le 'o' in 'e' per sostenere ogni donna nell'essere atleta, artista, manager, professionista 'e' al tempo stesso anche mamma. Questa campagna sarà il punto di partenza per dare vita a diverse iniziative volte a supportare le donne con servizi e soluzioni."

I dettagli dello studio

Lo studio è stato condotto su 55 atlete olimpiche che hanno avuto figli durante la carriera agonistica e ha dimostrato che le atlete possono continuare ad allenarsi in gravidanza svolgendo attività sportiva, sotto la supervisione di professionisti, in tutta sicurezza, ritornando poi ad allenarsi e alle gare ad alto livello. La ricerca mostra, infatti, che un'atleta su due ritorna agli stessi livelli internazionali, il 40% si posiziona sul podio e il 30% vince una medaglia d'oro.

RITORNO ALL'ATTIVITÀ SPORTIVA AGONISTICA

  • Le atlete sono tornate all'attività agonistica in media dopo 7 mesi dalla nascita del bambino, con la prima competizione in media a un anno dal parto.
  • Il 50,6% delle atlete è tornato alle competizioni di livello internazionale.
  • Il 40% delle atlete è tornata sul podio.
  • Il 30% delle atlete ha vinto una medaglia d'oro.

E i neonati?

Alla nascita il valore medio di Apgar era di 9.8, il peso del neonato 3,2 kg di media e la lunghezza 51 cm.

La media dei giorni di ricovero della madre è stato pari a 3, e le nuove mamme hanno allattato al seno i propri figli per il 90% dei casi.

CONCLUSIONI

  • Lo studio dimostra che le atlete possono continuare ad allenarsi in sicurezza in gravidanza e dopo il parto con una ripresa graduale se seguite in tutto il percorso.
  • Molte atlete dopo una gravidanza e con allenamenti studiati e dedicati non solo hanno raggiunto lo stesso livello ma spesso hanno migliorato le loro prestazioni.
  • Lo studio dimostra, inoltre, che la scelta consapevole di una gravidanza deve essere tutelata sotto tutti i punti di vista e l'attività sportiva, sia che si tratti di un atleta che di una donna non atleta, in assenza di patologie, deve essere considerata come uno strumento utile per la tutela della salute della mamma e del neonato.
  • La vita attiva/ allenamento durante e dopo la gravidanza, in sicurezza e con il supporto di persone competenti e indicazioni specifiche significa maggior salute tanto per il bambino quanto per la mamma, quindi più forza per tornare alla professione, non solo quella dell'atleta
  • I dati ricavati sono utili non solo per le atlete di alto livello ma anche per le donne non atlete, per determinare modalità di comportamento in termini di attività fisica, con i benefici noti che questo comporta in gravidanza e nel post-partum. Per questo nel team era presente un preparatore atletico: per stendere schede ed esercizi adatti sia in gravidanza che post partum da effettuare sempre sotto controllo medico.

Fonte:
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