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Capezzoli in gravidanza: come cambiano, cosa succede?

di Francesca Demirgian - 27.05.2021 Scrivici

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Fonte: shutterstock
I capezzoli in gravidanza subiscono dei cambiamenti dovuti all'aumento del seno e alla preparazione del corpo all'allattamento. La guida completa

Capezzoli in gravidanza: cosa succede?

Il seno è la parte del corpo che dà i primi segnali quando una donna è in gravidanza. La tensione delle mammelle, l'accrescimento, il cambiamento dell'areola e del capezzolo stesso sono del tutto normali quando una donna è incinta.

Ma, concretamente, cosa accade ai capezzoli in gravidanza? Come una donna deve averne cura? E cosa fare in caso di fastidio e dolore? Scopriamo tutto in questa guida.

In questo articolo

Come cambiano i capezzoli in gravidanza

Il seno in gravidanza cambia da più punti di vista, esteriori ed interiori. Tra le prime cose che si notano, sin dal primo trimestre, ci sono l'aumento di volume, la tensione e l'areola che circonda il capezzolo che si fa più scura. In alcuni casi, già dai primi mesi si intravedono in superficie i tubercoli di Montgomery.

A modificare il seno è la produzione di prolattina e di ormoni, nello specifico estrogeni, progesterone e ormone della crescita. La prima fase di cambiamenti che il seno e dunque anche i capezzoli subiscono nel primo trimestre (e fino al quinto mese) è detta cinetogena. 

Già da questo tempo i dotti galottofori (quelli che produrranno il latte materno) iniziano a svilupparsi, e a ramificarsi e aumenta l'afflusso di sangue al seno. Aumenta il tessuto ghiandolare, diminuisce quello adiposo, questo è il motivo per cui il seno e i capezzoli diventano particolarmente sensibili in gravidanza. 

Nel secondo e soprattutto nel terzo trimestre, poi, è normale che i capezzoli iniziano a produrre piccole gocce di colostro, il fluido giallastro chiamato "oro liquido" che precede la montata lattea.

Capezzoli in gravidanza: sintomi più comuni

Già dall'inizio della gravidanza, dunque, i capezzoli subiscono cambiamenti e possono arrecare dei fastidi. Vediamo quali sono i sintomi più comuni:

  • tensione al seno
  • aumento di volume
  • areola che scurisce
  • seno turgido
  • comparsa tubercoli di Montgomery
  • prurito ai capezzoli
  • dolore ai capezzoli
  • uscita colostro

Dolore ai capezzoli in gravidanza

Il dolore al seno è abbastanza comune in gravidanza, già una o due settimane dopo il concepimento. E' una sensazione senza dubbio fastidiosa che raggiunge il picco nel primo trimestre di gestazione. E' questo, infatti, il periodo in cui la donna è piena di ormoni, in particolare estrogeni e progesterone.

Il seno cresce di dimensione, cambia al suo interno, si prepara all'allattamento. Il flusso sanguigno provoca l'accrescimento di mammelle e capezzoli e tutto questo può inevitabilmente creare disagio nella donna in dolce attesa.

Al dolore, inoltre, spesso si aggiunge prurito, irritazione della pelle, bruciore sui capezzoli. Tutti fastidi che diminuiscono nel secondo e terzo trimestre.

Come prendersi cura dei capezzoli in gravidanza

Per lenire il dolore ai capezzoli e al seno che accusano tante donne nei primi mesi di gestazione, ci sono diversi metodi efficaci:

  • applicazione di un olio naturae (anche lo stesso utilizzato per evitare la comparsa di smagliature)
  • acquistare dei reggiseni adatti: è bene scegliere un modello che abbracci bene il seno, che non stringa e che non abbia ferretti o cuciture che irritino o lascino segni. Esistono in commercio numerosi reggiseni comodi da poter indossare anche di notte per il massimo comfort
  • indossare abiti comodi: gli indumenti di sempre, l'intimo di sempre non sono adatti alla gravidanza. Il seno deve sentirsi libero, la pelle deve respirare. In questo modo tutti i fastidi diminuiranno
  • fare un impacco freddo per ritrovare sollievo
  • fare una doccia calda per rilassare i muscoli e la tensione mammaria

L'uscita del colostro in gravidanza: da quale mese

Inizialmente parlavamo della cosiddetta fase cinetogena ossia la fase di cambiamento che riguarda il seno fino al quinto mese. Successivamente si entra nella cosiddetta fase colostrogena, ossia il momento in cui i dotti galattofori producono il primo colostro.

Il colostro è un liquido di colore giallognolo, piuttosto denso e ricco di anticorpi utili al neonato subito dopo la nascita, indispensabile per rafforzarne le difese immunitarie. La donna in attesa può vederne l'uscita dai capezzoli già nel secondo trimestre di gravidanza. E' un fenomeno del tutto normale e non c'è assolutamente da preoccuparsi, anzi: è il segnale che tutto sta procedendo per il meglio e che la donna si sta preparando all'allattamento. Il colostro, infatti, anticipa la montata lattea, dunque la produzione di latte vero e proprio.

Nel caso in cui le perdite siano frequenti, si possono iniziare a mettere delle coppette assorbilatte, le stesse che la futura mamma utilizzerà durante l'allattamento.

Fonti: Humanitas.it; mangiagallicenter.it; ospedaleniguarda.it; ww.healthline.com; www.parents.com

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