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Vaccino anti pertosse in gravidanza: cosa sapere

di Simona Bianchi - 28.03.2023 Scrivici

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Il vaccino anti pertosse in gravidanza è raccomandato e offerto gratuitamente. Quanto è sicuro, perché farlo e di cosa si tratta

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Vaccino anti pertosse in gravidanza

La pertosse può essere una malattia molto pericolosa per i bambini con un'età inferiore a un anno e, generalmente, sono i genitori o i fratelli a trasmetterla ai neonati. Per questo motivo è utile prevenire il disturbo. Se la donna in gravidanza si vaccina, si riducono i casi di pertosse sia nelle madri sia nei loro bimbi. Questa protezione è molto importante nei primi mesi di vita del piccolo. Se si contrae la malattia sotto i 12 mesi, nella quasi totalità dei casi è necessario il ricovero in ospedale e spesso la cura prevede la terapia intensiva. Come riporta l'Ospedale Bambino Gesù, i figli di madri vaccinate hanno una riduzione del 91% del rischio di contrarre la malattia, nei primi mesi di vita, rispetto ai loro coetanei. Uno studio statunitense ha dimostrato che la vaccinazione nel terzo mese di gravidanza riduce del 78% la possibilità che il bambino si ammali di pertosse nei primi due mesi di vita.

Perché fare il vaccino anti pertosse in gravidanza

Il vaccino anti pertosse in gravidanza è indicato da tutte le linee guida nazionali e offerto gratuitamente a tutte le donne. È consigliabile effettuarlo intorno alla 28° settimana e, in caso di una ulteriore gravidanza, va ripetuto nuovamente. La vaccinazione contro la pertosse viene somministrata insieme alle componenti contro difterite e tetano, che sono utili a consolidare la protezione contro queste malattie. In assenza di vaccinazione, il neonato non riceve specifici anticorpi e resta perciò vulnerabile alla pertosse finché non completerà il ciclo vaccinale. Lo stesso ministero della Salute raccomanda questo tipo di vaccino sia nel corso della gravidanza sia per ogni gravidanza successiva.

Quando fare il vaccino anti pertosse

Il periodo ottimale per la vaccinazione contro la pertosse è tra la 27ª e la 36ª settimana di gestazione per garantire il massimo trasferimento al feto degli anticorpi prodotti. La vaccinazione materna in gravidanza consente il passaggio di anticorpi attraverso la placenta e la protezione attraverso di essi del neonato e del lattante nel primo anno di vita, quando la vaccinazione del neonato non è ancora possibile a causa dell'immaturità del suo sistema immunitario.

Quali sono gli effetti collaterali

Il vaccino contro la pertosse è acellulare, per cui ha pochissimi effetti collaterali. In gravidanza, la maggior parte è lieve o moderata e si risolve spontaneamente senza il ricorso ad alcun trattamento. Gli effetti collaterali più comuni sono: 

  • Eritema, gonfiore, dolore nel sito di iniezione
  • Dolore al corpo
  • Fatica
  • Febbre.

Studi recenti non hanno identificato effetti indesiderati importanti nella madre e nel bambino, anche tra le donne che avevano già fatto lo stesso vaccino negli ultimi cinque anni prima della gravidanza. A causa dell'aumento dei casi di pertosse nei bambini al di sotto dell'anno di età, da alcuni anni il ministero della Salute raccomanda e offre gratuitamente la vaccinazione alle donne, sottolineando che va ripetuta a ogni gravidanza

Quanto è sicuro il vaccino anti pertosse

Il vaccino anti pertosse è considerato sicuro, anche se ripetuto per più gravidanze. Studi recenti hanno dimostrato che gli adulti che ricevono 2 dosi di vaccino dTpa in un breve periodo di tempo (entro 2 anni), non hanno più probabilità di avere gravi effetti collaterali rispetto agli adulti che ricevono il vaccino una sola volta. Se si è in gravidanza all'inizio della stagione influenzale, l'antinfluenzale e il dTpa possono essere somministrati nello stesso momento ma in due punti diversi. Il periodo migliore per la vaccinazione in gravidanza è considerato tra la 28esima e la 32esima settimana perché in tale periodo è massima la quantità di anticorpi materni che riesce a passare la placenta e a raggiungere il feto. 

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