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Ginecologi in Italia: una specie in via di estinzione

di Monica De Chirico - 07.10.2013 Scrivici

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E' in corso a Napoli il congresso nazionale dei ginecologi italiani Sigo-Agoi-Agui, dove fino al 9 ottobre saranno riuniti oltre 9.000 specialisti. La categoria lancia un appello alle istituzioni affinchè venga tutelata la ginecologia italiana

E' in corso a Napoli il congresso nazionale dei ginecologi italiani Sigo-Agoi-Agui, dove fino al 9 ottobre saranno riuniti oltre 9.000 specialisti. Nel corso della prima giornata è stato analizzata l'attività della ginecologia in Italia e sono state ricordate le emergenze che riguardano l'assistenza e la categoria.


Meglio un ginecologo uomo o donna?


Come leggiamo su Repubblica tra i dati è emerso che in Italia si fanno figli sempre più tardi; l'età media delle donne al primo parto si attesta intorno ai 32,6 anni (31,8 nel 2004). La mortalità neonatale è 2,5 per mille. Diminuisce del 4.9% il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza, e nel 2011 ci sono state oltre 9,000 baby mamme con meno di 19 anni. Si riduce il ricorso al parto cesareo, anche se di poco, passando dal 38% all'attuale 37,5%, ma ancora 38.000 bambini su 540.000 nascono in strutture che eseguono meno di 500 parti l'anno.


La fobia del ginecologo


Tra i dati preoccupanti c'è quello che vede protagonisti i camici bianchi: cresce infatti il contenzioso medico-legale che fa aumentare il ricorso alla medicina difensiva. La conseguenza è l'aumento di esami prescritti, spesso superflui che finiscono per incrementare le spese a carico del Servizio sanitario nazionale. Sarebbero 33.700 le denunce presentate conto i camici bianchi, da qui l'allarme della categoria: nei prossimi 10 anni gli ospedali rischiano di non avere un numero sufficiente di ginelocogi.
 

Gli specialisti durante il congresso in corso avrebbero quindi lanciato un appello alle istituzioni affinchè venga tutelata la ginecologia italiana. Il 10% delle denunce contro i camici bianchi è a carico della categoria avrebbe affermato il presidente dell'Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani (AOGOI). L'Italia sarebbe l'unico Paese al mondo (insieme a Polonia e Messico su alcuni aspetti) in cui gli errori clinici sono perseguibili penalmente. Inoltre il presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostericia (Sigo) avrebbe sottolineato che la riforma dei punti nascita del 2010 non sarebbe stata attuata in toto e ancora troppi bambini nascerebbero in reparti non adeguati

Fonte Credits| Repubblica


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