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I papà di 'nuova generazione' secondo Chiara Cecilia Santamaria di Machedavvero

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Nella nuova puntata della serie Wonderlife, Chiara Cecilia stila una sorta di catalogo delle varie tipologie dei nuovi papà

Machedavvero e i nuovi papà

C’è una domanda che mi pongono regolarmente quando parlo della mia nuova vita con una Polpetta: “E il papà che fa, ti aiuta? È bravo?”. In realtà noto che non desiderano tanto per sapere cosa faccia il mio Lui, quanto piuttosto indagare sull’andazzo degli uomini in generale. Non che io sia un’esperta sociologa, ma a guardarmi intorno devo dire che di esempi positivi ne trovo parecchi: i papà della nuova generazione sembrano davvero più coinvolti e capaci (almeno all’apparenza). Il fatto è che – nel bene e nel male – vogliono fare le cose “a modo loro”, ed è giustissimo lasciare loro la dovuta libertà d’azione (“ehi, ti aiuto e vuoi anche sindacare sul come ti aiuto?”). Spesso i risultati, però, sono tragicomici.

Ho preso in esame qualche caso tra i più vicini a me e ne è nato un minicatalogo – ironico e non esaustivo – dei nuovi papà. Che dite, mi aiutate a completarlo?

  • Il notturno

E’ rarissimo, ma esiste. Dal momento che la mamma ha il sonno pesante e non allattava/non aveva latte, è dal secondo mese che ha delegato le sveglie notturne al papà. Lui, amorevole e perennemente ottenebrato dal sonno, è ormai in grado di preparare un biberon al buio con le mani legate e di cantare ninne nanne anche in russo. In compenso di giorno è catatonico. Le svariate ore di veglia notturna hanno causato in lui la classica narcolessia da divano: come siede su una superficie piana e stabile le palpebre si abbassano immediatamente. Dopo qualche istante russa.

Lei osa anche lamentarsi: “con questo bambino non ci giochi mai!”

“Si cara, stanotte dalle cinque alle sei abbiamo giocato alle macchine da corsa in soggiorno.”

“Ah sì? Non vi ho sentito per niente.”

“Strano…” ironizza lui. Il papà notturno è infatti solitamente la controparte della mamma sorda. Lei: quella che ha avuto un figlio insonne, ma non lo sa. Quella che fuori c’è il temporale, un allarme antincendio, una tromba d’aria che le scoperchia casa, il povero marito che grida “svegliaaa!”. E niente. Sprimaccia il cuscino. Si gira dall’altra parte. Rooooonf.

Lato positivo: ve lo devo anche dire?

Lato negativo: di giorno tocca a voi, ma mi sembra uno scambio equo!

  • Lo spericolato

“Ci sto un po’ io…” dice lui, e voi un po’ siete sollevate e un po’ iniziate a tremare. Perché tutto può succedere in quelle ore col papà. Possono tornare coperti di fango come due statue di argilla (“sai, sul campetto c’era un po’ d’acqua”), con secchielli pieni di vermi (“sai, domani andiamo a pesca!”) o con contusioni di vario genere (“sai, l’ho aiutato a scalare l’albero del giardino e si è un po’ scorticato..” leggi: due ginocchia, due gomiti e il naso).

Lato negativo: al ritorno dovete accoglierli con la pompa dell’acqua e il kit di pronto soccorso. Preparate anche doccia aperta, scorte di smacchiatore e detersivo igienizzante, disinfettante, contenitore a chiusura ermetica per bestie schifose (per lo più morte) che potrebbero portarvi in dono. Attenzione alle bici per bambini, quelle con le rotelle. Ho visto coi miei occhi un papà al parco che con grande enfasi tentava di smontarle “ora sei grande, proviamo senza!”. Il pupo ha risposto: “nghè!

Lato positivo: due bimbi che si divertono da pazzi. Uno è quello molto basso che vi chiama “mamma”. L’altro è quello più alto, che vi chiama “amore”.

Machedavvero e i posti dove non portare i bambini
  • L’esperto

Da quando ha imparato a cambiare un pannolino, ci tiene a dire la sua su tutto. Guarda che la crema solare non glie l’hai messa bene. Guarda che secondo me ha la febbre. Guarda che gli hai allacciato male il body.

“Scusa, ma perché non lo fai tu?” rispondete irritate alla terza osservazione.

Lui sgrana gli occhi esclamando: “Perché io ho cambiato il pannolino!”

Della serie: se ho fatto quello, sono a posto per i prossimi dieci anni.

L’avete mai notato? Voi dite: “amore, certo però che potresti anche aiutarmi…”

E lui: “ma come? IERI l’ho cambiato io!”

Lato positivo: vostro figlio sarà sempre molto pulito.

Lato negativo: se tenterete di insegnare al papà altre cose, come fare la pappa o addormentarlo, disimparerà in automatico l’allacciamento base del pannolino

  • Il permissivo

“…ma su, per una volta!” è il suo motto.

Ci avete messo sei mesi a far addormentare vostro figlio nel suo lettino. Il papà, per una volta, lo spalma nel lettone (ci rimarrà per i sei mesi successivi).

Gli avete tolto ogni grammo di latte per una dieta da intolleranze. Il papà, per una volta, gli schiaffa in mano un cono al cioccolato (aaargh!).

Cercate di non dargli il mano il vostro smartphone, il papà per una volta gli vorrà far vedere i Teletubbies su Youtube. Risultato: il telefono non è più di vostra proprietà: ora è la dependance di Tinky Winky.

Lato positivo: vostro figlio lo adora, perché è quello che dice SI

Lato negativo: vostro figlio vi odia, perché siete quella che dice NO

  • L’interruptus

Torna a casa dal lavoro e dà continue attenzioni al suo pupo. Davvero: continue. Solo che ogni attenzione dura in media due decimi di secondo.

Roba tipo: “Bello di papà, come sta… ehm sì pronto? No, non mi disturba affatto, mi dica.”

Oppure: “Giochiamo a palla?” La tira al pupo, poi se ne va al bagno.

Ma anche: “Vieni in braccio a papà!” lo prende, lo solleva, lo rimette giù. Finito.

Questo modello di papà interruptus ha anche il coraggio di controbattere se lei fa notare le sue scarse attenzioni per il figlio:

“Ma cosa dici? Se da quando sono entrato non ho fatto altro che parlare con lui, prenderlo in braccio e giocarci a palla!”

Lato positivo: non lo fa apposta.

Lato negativo: parecchi. Per ricatto, potreste fare lo stesso col sesso: “oh amore, sììì vieni quiii… Ah scusa, ho le zucchine sul fuoco. Ciao!”

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