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In vacanza con i bambini, secondo Chiara Cecilia Santamaria di Machedavvero

di Redazione PianetaMamma - 12.06.2019 Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Nella prima puntata della serie Wonderlife, Chiara Cecilia Santamaria (Macheddavero) ci racconta, con il suo stile ironico e brillante, cosa significa partire per le vacanze con i bambini: pronti, partenza, oddio!

Machedavvero e le partenze con i bambini

Prima di avere la Polpetta avevo un’idea piuttosto vaga dell’andare in vacanza coi pupi. Ok, immaginavo interminabili mattinate sotto il sole a fare castelli di sabbia, granchi morti portati in dono alle mamme con entusiasmo, strilli che al confronto l’ottantacinquenne che vende il coccobello sussurra dolcemente.
Tutto vero. C’era però ancora qualche dettaglio che mi sfuggiva.

Il viaggio

Prima il viaggio era un momento di relax con aria condizionata a palla e musica altrettanto a palla. Dopo l’arrivo del nano il viaggio è.. come dire? Complicato è l’aggettivo più delicato che mi viene in mente. A meno di non partire durante il riposino (alle due con quaranta gradi all’ombra) o la notte (e se il viaggio è lungo non conviene), ci si ritrova a doverlo intrattenere con numeri circensi e canzoncine improponibili. Mia figlia ama il suo cd Tre piccoli porcellin. Solo quello. Una roba tarocca all’ennesima potenza con una serie di cover di canzoncine anni ottanta. Agghiacciante, e lei lo adora. Ti becca immediatamente se, in uno dei suoi momenti di torpore, provi a mettere la radio.

Pur di non sentirla ci tocca ascoltare, a rotella, i porcellini, Heidi, La casetta in Canadà e altre amenità simili per due ore di viaggio. Non mi stupisce se poi, la sera a cena davanti a gente adulta, mi metto sovrappensiero a cantare “le caprette ti fanno ciao” e mi prendono per il culo per i sei mesi successivi

Ok, con quante valigie partivate prima? Una? Due? Adesso preparatevi alla moltiplicazione delle borse. Perché c’è la roba del piccolo, che se va bene riesci a far entrare nella tua valigia sacrificando il sandalo col tacco, ma poi c’è il passeggino, il seggiolino, gli accessori per cambio e bagnetto, biberon, ciucci, scarpine, gingilli. I giochi da spiaggia! I giochi e basta! Il vasino! Ecco, solo a elencarli sto sudando.

Se nel primo anno di vita tutto sommato riuscite a incastrare tutto, nel secondo il nano ha il dono della parola. Dono per lui, dramma per voi. Al suono di “tètto!” (questo!) mia figlia per una sola giornata di mare ha preteso di portarsi dietro il suo pupazzo alto quaranta centimetri a forma di coniglio, un’orribile bambola, un pacchetto di wurstel. Wurstel??? Si. Wurstel. Abbracciati per tutto il viaggio come una reliquia.

La novità

La novità sovraeccita. Un nano sovraeccitato è come una di quelle scimmiette a molla caricate al massimo: il casino perpetuo. Preventivate un paio di giorni di adattamento nei quali nessuno di voi dormirà, ma al mattino mentre voi avrete la carogna sulle spalle e la palpebra a saracinesca, il pupo sarà tutto in fermento tra sabbia, bagni e formine. Vi verrà un sospetto: quella cosa bianca che al mattino gli sciolgo nel biberon è davvero latte in polvere?

La sabbia

Metà della sabbia della vostra spiaggia finirà tra le dorate chiappe del vostro nano. Provare per credere. Direte, ma quanta sabbia può portarsi addosso un bambino? Aspettate a levargli il costumino, a casa. Il bagno diventerà una vasca per la lotta nel fango. Con quella rimasta nel bidet potrete tranquillamente costruire un castello completo di torri e ponte levatoio. Ci metterete mezz’ora a levargli ogni singolo granello di sabbia di dosso. Alla fine, un attimo prima di rimettergli il pannolino, coglierete l’occasione per osservarlo compiaciute, finalmente pulito. E’ allora che coglierà l’occasione per fare un bisognino

Le nonne

Siete fra i fortunati che si fanno parte delle vacanze coi nonni? Pure noi. In questo caso, dal momento che per almeno una settimana sarete costretti 24h al giorno a sentire frasi come “ma non l’avrai coperto un po’ troppo/ma non avrà un po’ freddo” o “ma questo bambino non lo fai mangiare!/certo dargli il gelato a quest’età…” il consiglio è: almeno approfittatene. La sera mettete a letto il pupo, mollate i nonni davanti alla duecentotrentesima replica di Sissi L’Imperatrice, uscite e fate finta - oh sì - di essere in vacanza pure voi.

L’ho dipinta un tantino tragica? Ma no dai, che sapete tutti quant’è bello – in fondo in fondo, molto in fondo – partire con un bambino piccolo. Divertente. Emozionante. Irripetibile.

E’ solo che quando poi torni e l’amica senza figli ti chiede: “beh che sono quelle occhiaie? Non sei appena andata in vacanza a rilassarti?”

Ecco, amica.

Non so come dirtelo.

Però.

NO.

Vai alla prossima puntata: Machedavvero e le prime parole

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