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La vita da mamma spiegata all'amica single

di Redazione PianetaMamma - 18.06.2019 Scrivici

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Come cambia il rapporto con le amiche single dopo essere diventata mamma, lo racconta Chiara Cecilia nella quarta puntata della serie Wonderlife

La vita da mamma spiegata all'amica single, di Machedavvero

Dopo aver avuto un bambino è normale che certe amiche (o presunte tali) si allontanino un po’ dalla nostra orbita. Innanzi tutto per motivi di tempo - nei primi mesi è difficile riuscire a frequentarle come prima - e poi per ragioni di interessi e stile di vita. Alcune però, quelle vere, resistono nel tempo. Sono quelle che ti stanno vicino anche se tu sei all’Ipercoop a comprare pannolini taglia 2 e loro da Sergio Rossi a comprare stiletto tacco 12, quelle che non fanno una piega se quando vengono a trovarti la lampada di design è stata sostituita dal “tavolino luci&suoni” e le tue sopracciglia non sono esattamente quelle di una volta, e che continuano imperterrite ad invitarti agli aperitivi della domenica anche se sanno che riuscirai ad andarci una volta su dieci.

Le amiche single: alcune le perdi necessariamente, altre te le porti fortunatamente dietro, e rappresentano quel metro di paragone con la “te di prima” che ti fa immediatamente accorgere se – e quanto – ti sei adagiata sul ruolo di solomamma.

Ci sono alcune cose, però, che anche la più sincera di loro non riuscirà mai a comprendere. Ecco una breve lista per aiutarle a decifrare la vostra nuova vita. Quindi condividete questo articolo con ognuna di loro:

  • Non è che non posso fare tardi, è che proprio “nun glie la fo”

Accade questo: la vostra amica vi ha invitato ad un party danzereccio, magari quello per il suo compleanno. Avete trovato una nonna/vicina di casa/tata a cui lasciare il pupo di tre mesi (poverino, imporgli la musica a palla vi sembra troppo), estirpato il pelo selvaggio che ormai coabitava tranquillamente coi vostri polpacci, indossato un tacco adeguato all’occasione dopo mesi di ballerine e magicamente, guardandovi allo specchio, non sembrate affatto una che ha appena partorito: è persino sparita l’occhiaia pandifera grazie a decise spatolate di correttore.

Andate alla festa, la vostra amica è felicissima di vedervi e il complimento più gettonato è: “non sembri proprio una che ha avuto un bambino!” La vita vi sorride. Bevete qualcosa, chiacchierate, applaudite mentre spegne le candeline. E poi arriva mezzanotte.

“Guarda Flavia, mi dispiace tanto ma noi andremmo via…”

“E perché? Adesso inizia la musica!”

“E’ mezzanotte e mezza…”

“Ma non avete lasciato il pupo alla nonna?”

“Sì.”

“E quindi?”

Quindi ve cala la palpebra, ecco cosa. Lei sinceramente non ci arriva, che dopo tre mesi di sveglia ogni due/tre ore la vera trasgressione è una notte di sonno.

“Ma dai, divertitevi, scatenatevi! Non fate gli anziani, che all’una state a letto!”

Vi guardate e pensate la stessa cosa con orrore: l’unaaa? E’ tardissimo! Domani alle otto la nonna ci aspetta per riprenderci il pupo! Sì: bella la musica, la festa, gli amici. Ma vuoi mettere sette ore consecutive a pelle d’orso, svenuti sul letto senza nessuno che ti urla MMMMEEEEEEEEH nelle orecchie alle tre di mattina? Ciao amica, buone danze. Che dire, un giorno capirai…

  • Mio figlio non è indemoniato, fa solo il lavoro suo

I bambini piccoli sono tanto carini, ma è fisiologico che piangano, strillino, chiedano, rognino continuamente: come dire, è il lavoro loro.

L’amica single invece lo vede lì, pacifico e sereno sulla sdraietta a limonare coi propri piedini e si offrirà spontaneamente: “non preoccuparti, vai pure a fare la spesa, te lo tengo io una mezz’ora!”

“Sei sicura?”

“Oh ma certo, guarda che tesoruccio!”

Tentennate ma alla fine accettate: in fondo in mezz’ora cosa mai potrà succedere?

La ritrovate col pupo in lacrime e i capelli dritti.

“Ma… ma strilla!”

”Eh vabbè, ogni tanto sì.”

“E piange! Ma perché piange?”

“Non so, avrà fame o le coliche o è irritato…”

“Ma come, io l’ho anche cullato!”

“Beh, a volte non basta!”

“In che senso ‘non basta’: di solito quando li culli si addomentano!”

“Solo se sei molto fortunata.”

“E ha anche fatto la cacca! Cavolo, una puzza atomica…”

“Lo so, il pannolino di mio figlio è un’arma chimica.”

“Ha anche tentato di mordermi! E’ feroce!”

”Non è feroce, sta solo mettendo il primo dentino…”

“Senti, tuo figlio è un demonio! Come fai? Nella sdraietta sembrava tanto buono…”

Sono tutte così, le amiche single. Pensano che non avete proprio niente da lamentarvi, che le storie sul pianto e le coliche e le notti insonni sono leggende metropolitane, o accadono una volta ogni dieci giorni. Prima lasciatele parlare, poi lasciatele un’oretta col pupo. Vedrete: non si azzarderanno più a dire “ma di cosa ti lamenti, è un angioletto!”

  • Se inizio a parlare solo del pupo è normale ma… devo essere fermata!

Ok, la tentazione è forte. Fortissima. Perché di lui ci affascina tutto e, almeno i primi tempi, la nostra vita ruota tutta lì attorno. Ci stupisce ogni espressione del suo viso, ogni nuovo gesto, gridiamo al miracolo se blatera un “Ma-ma” anche senza alcuna cognizione di causa. E’ scontato: alcune di noi sentono il bisogno di dirlo al mondo. Orrore: iniziano a parlare al plurale.

“Ciao, come stai?”

“Stiamo beeene! Lo sai che adesso abbiamo imparato a dire “pu-pù”?”

“Aaaah. Fantastico… e cos’altro mi racconti?”

“Facciamo la pappa. Vuoi vedere la foto della prima pappa? Ce l’ho qui sul cellulare… E guarda questo video di lui che fa ciao con la manina! Non è un tesoro?”

Care amiche single

Se iniziamo a diventare monotematiche, canticchiamo canzoncine dello Zecchino d’Oro e chiamiamo per nome i pupazzi dei Teletubbies c’è solo una cosa da fare: fermateci!

Prelevateci di peso da casa, piazzate un sostituto al posto nostro (ottimo anche il papà del pupo) e portateci fuori. Parlateci di altro: del vostro ultimo flirt in palestra, di come si è ridotto Mario del BarMario, del viaggio in Grecia che state programmando, dell’ultimo film visto al cinema. Fateci venire voglia di una veloce e soddisfacente ripresa della vita sociale.

Voi, amiche single, siete l’ultimo baluardo della nostra spensieratezza, ponte tra le mamme che siamo ora e le ragazze che eravamo prima. Vostro scopo è distrarci dalla missione e farci ricordare, spesso e volentieri, che è sicuramente bello dare una pappa e cambiare un pannolino ma, diamine: nella vita c’è anche altro!

Vai alla prossima puntata di Wonderlife: I papà di nuova generazione

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