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In un mondo di parole e numeri...prevenire e affrontare le difficoltà di linguaggio e apprendimento

di Redazione PianetaMamma - 18.09.2018 Scrivici

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La Cooperativa Onlus La Fenice e gli Stati Generali delle donne Monza e Brianza hanno organizzato, per il 29 settembre 2019, un convegno sulle difficoltà del linguaggio e dell'apprendimento in età evolutiva

Il 29 settembre si è tenuto il convegno"In un mondo di parole e numeri...prevenire e affrontare le difficoltà di linguaggio e apprendimento” promosso e organizzato dalla Cooperativa Onlus La Fenice e dagli Stati Generali delle donne Monza e Brianza.

L’evento, patrocinato dalla Regione Lombardia, dall’Ufficio Scolastico Regionale Lombardia, dalla Provincia di Monza e Brianza, dal Comune di Monza, dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia, dall’Ordine dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri di Monza e Brianza, era rivolto a genitori, pediatri, medici di famiglia, educatori e insegnanti.

Sono intervenuti: le professioniste dell’equipe de La Fenice, Dèsirèe Chiara Merlini, Assessore alla Famiglia e alle Politiche Sociali del Comune di Monza, Concettina Monguzzi, Vice Presidente della Provincia di Monza e Brianza, Claudio Merletti, Dirigente Ambito Territoriale di Monza e Brianza, Ufficio Scolastico per la Lombardia e Silvia Sardone, Consigliere Regione Lombardia.

Lo scopo del convegno era di sensibilizzare genitori ed educatori riguardo alle difficoltà connesse allo sviluppo del linguaggio e dell’apprendimento in età evolutiva. Sono stati affrontati i segnali predittivi e le conseguenti strategie di intervento. Inoltre, sono state presentate le modalità e gli spunti pratici per intraprendere la strada verso l’autonomia.

Lo sviluppo del linguaggio

Tutti gli esseri viventi comunicano, ma nell’uomo questa funzione è unica e peculiare. Il linguaggio umano, tecnicamente, può essere definito come un sistema che utilizza suoni convenzionali per permettere lo scambio d’informazioni. In realtà è parte essenziale per lo sviluppo delle abilità cognitive, affettive e relazionali di un soggetto. Consente alla persona di esprimere il proprio pensiero e le proprie emozioni. In condizioni di normalità, lo sviluppo delle competenze linguistiche, in un bambino, inizia fin dai primi giorni di vita con una progressione costante, geneticamente determinata. Il piccolo, fin da subito e nei successivi primi anni di vita, è estremamente plasmabile, molto sensibile e recettivo all’apprendimento del linguaggio. Il disturbo dello sviluppo del linguaggio è, pertanto, un problema che richiede un intervento diagnostico e riabilitativo tempestivo.

Lo sviluppo dell'apprendimento

L’apprendimento è un processo innato nell’essere umano e consiste nell’acquisizione e modifica di informazioni, comportamenti, abilità… Nel bambino apprendere è un’esperienza spontanea e arricchente; esistono però bambini e ragazzi che nel corso della vita scolastica incontrano degli ostacoli. Può essere una difficoltà di apprendimento che consiste in una qualsiasi generica difficoltà in ambito scolastico oppure un disturbo specifico di apprendimento il quale implica la presenza di un particolare deficit nell’acquisizione delle abilità di lettura, scrittura e/o calcolo. Indagare e definire quale sia il problema attraverso una valutazione diagnostica, permette di attuare strategie d’aiuto precoci e tempestive sia in ambito scolastico, sia nel lavoro a casa.

Organizzatori dell'evento

La Fenice è una realtà assistenziale “trasparente e responsabile,” orientata al benessere della collettività attraverso la cura delle persone che, “dal bambino all’anziano”, hanno bisogno di assistenza. I servizi proposti sono personalizzati e modulati sulle effettive esigenze del Cliente, nel rispetto dei più elevati standard qualitativi disponibili e erogati con personale qualificato e referenziato. La filosofia ispiratrice della Fenice è quella di promuovere una cultura dell’assistenza.

Con questa premessa lo scorso autunno è iniziato un percorso presso i pediatri del territorio di Monza e Brianza, per far conoscere la Società e per capire come poteva essere un supporto alle famiglie nella gestione dei loro bambini. Dai contatti con I pediatri, che sono il primo ed indispensabile punto di riferimento per un genitore per capire e risolvere i bisogni di un bambino dalla nascita all’adolescenza, è emersa la costante presenza di tanti bambini che presentano problemi connessi al linguaggio nei più piccoli ed all’apprendimento nell’età scolastica . Da qui è nato il progetto di creare, in un unico luogo, un’equipe di professioniste completa per professionalità e competenze che sia in grado di gestire in modo integrato e proattivo le differenti problematiche del linguaggio e degli apprendimenti, dal momento della rilevazione alla terapia più consona.

Stati Generali delle donne Monza e Brianza

Gli Stati Generali delle donne sono un movimento, un forum permanente fondato da Isa Maggi con lo scopo di dare voce alle donne e di creare un percorso da portare avanti sia a livello nazionale che regionale su diversi temi: lavoro, cultura, formazione, diritti e economia. Obiettivo principale è quello di essere interlocutore autorevole presso le istituzioni che operano nell'ambito delle politiche del lavoro, dell'economia, della finanza, del femminile, dei diritti, della cultura, della scuola, della formazione, della pace e del dialogo e dello sviluppo.

Come prevenire i disturbi del linguaggio

L’attenzione allo sviluppo del linguaggio dei bambini è di importanza fondamentale per identificare precocemente un disturbo e per individuare l’eventuale necessità di una terapia. Quando s’interviene precocemente, infatti, le possibilità di recupero, sono sicuramente più elevate; il bambino è motivato alle attività – gioco che lo specialista propone e i suoi tempi di recupero si riducono notevolmente rispetto a ciò che accade negli interventi più tardivi, quando il ritardo è più consistente e il dislivello con i coetanei ha già intaccato l’autostima.

Non dobbiamo, inoltre, dimenticare che l’adeguata capacità di linguaggio è una delle garanzie per il benessere socio – affettivo e per l’apprendimento scolastico.

Alcune funzioni o intenzioni comunicative – sostiene Francesca Cozzaglio, Logopedista del Centro La Fenice, emergono ancor prima che il bambino le sappia esprimere verbalmente. E l’intenzionalità comunicativa di un bambino è predittiva dello sviluppo del linguaggio futuro, per cui è compito del genitore considerare tutte queste forme come linguaggio vero e proprio e arricchire e sviluppare queste abilità attraverso una comunicazione non verbale efficace ( sguardi, carezze, abbracci e gioco). E’ indicato intervenire, continua Cozzaglio, se non sono presenti nel bimbo: intenzionalità comunicativa, incapacità di comprendere il linguaggio verbale, difficoltà di espressione.

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) riguardano il 2,5-3 % circa dei bambini in età scolare e si manifestano come un deficit nelle capacità di lettura, di scrittura e di calcolo. Il più noto fra questi è la dislessia, che compromette la velocità e/o la correttezza di lettura, con ripercussioni frequenti anche sulla comprensione del testo letto. I DSA sono altamente associati tra loro, perché spesso alla dislessia si accompagnano:

  • la disortografia, quando il bambino presenta problemi ortografici;
  • la discalculia, quando presenta problemi di calcolo.

Inoltre i DSA:

  • riguardano bambini intelligenti, che non hanno problemi sensoriali alla vista o all’udito, né neurologici e che hanno avuto adeguate possibilità di familiarizzare con la lingua scritta;
  • possono avere un’origine neurobiologica.

I disturbi specifici dell’apprendimento, non sono sempre dovuti, sostiene Maria Esposito, Psicologa del Centro La Fenice, a cause neurobiologiche. Le neuroscienze hanno dato un contributo importante per capire il rapporto tra emozioni e apprendimento. Quando un bambino apprende con gioia, curiosità e desiderio di riuscita, attraverso la produzione di due neurotrasmettitori, serotonina e ossitocina, si imprime nella memoria sia il contenuto che l’emozione associata. Diversamente, se il bambino apprende con una emozione negativa, si imprimerà nella memoria soltanto l’emozione in sè dimenticando il contenuto.

Altra forma di disturbo sono I BES (Bisogni Educativi Speciali) definiti come difficoltà evolutive di funzionamento permanente o transitorie in ambito educativo o di apprendimento, dovute all’interazione tra vari fattori di salute e che necessita di educazione speciale individualizzata. L’area dello svantaggio scolastico si divide in: disabilità, disturbi evolutivi specifici e svantaggi socio economici, emotivi, linguistici e culturali. Secondo Alice Covolan, Psicologa e Tecnico ABA del Centro La Fenice, si puo’ intervenire attraverso l’osservazione e la valutazione, perseguendo tre obiettivi: l’autonomia del bambino, l’apprendimento di alcune strategie adatte per raggiungere un dato traguardo e lo stato d’animo (fiducia nelle proprie capacità di arrivare e giusta consapevolezza).

La dottoressa Covolan, ha suggerito le strategie e gli strumenti pratici per questi ragazzi che non hanno una patologia, ma un diverso funzionamento dei meccanismi di apprendimento. Esistono ormai da decenni gli strumenti compensativi come il libro parlato e altri software per pc, ma gli studiosi insistono soprattutto sul potenziamento delle abilità cognitive. I genitori sono I principali soggetti ed attori, coinvolti nel processo di prevenzione, individuazione e cura dei disturbi del linguaggio e dell’apprendimento che possono colpire il loro figlio. Sono loro che possono, opportunamente educati, attivare un intervento diagnostico e riabilitativo il più tempestivo possibile. Anche perché la loro corretta interazione col bambino è fondamentale, visto che il piccolo nei primi anni di vita è estremamente plasmabile e recettivo all’apprendimento, sostiene Cecilia Angeli, Psicologa del Centro La Fenice.

Circa il 3 PER CENTO dei bambini della scuola primaria della Brianza ha disturbi specifici dell’apprendimento; l’8,9 per cento alle medie e il 7,4 per cento alle superiori. Percentuali elevate quelle rilevate dall’Ufficio scolastico territoriale durante l’anno 2017/18 che si traducono in migliaia di bambini con vari gradi di difficoltà di apprendimento: sono 1300 alle elementari, circa 2300 alle medie e 8400 alle superiori delle scuole del territorio, sostiene Claudio Merletti, dirigente dell’ambito territoriale Monza e Brianza dell’Ufficio scolastico Regione Lombardia, Merletti caldeggia la diagnosi precoce, fin dalla scuola dell’infanzia o dal primo anno della scuola primaria, per impedire che le difficoltà si consolidino nell’alfabetizzazione.

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